Vallarsa (TN), 14 - 05 - 19

Si sono concluse verso le 16.45 le operazioni di soccorso e di bonifica della valanga che si è staccata questa mattina sulle Piccole Dolomiti, nella zona di Pra degli Angeli, Boale dei Fondi, nei pressi del rifugio Campogrosso, sul confine tra Trentino e Veneto.
Il distacco nevoso, con un fronte di circa 100 metri e una lunghezza di circa 400 metri, ha travolto parzialmente uno scialpinista, un sessantunnne di Valdagno (VI), che stava salendo da solo, recuperato e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato dato verso le 11.30 di questa mattina da una persona che ha assistito al distacco, senza venirne coinvolta. Fin da subito si è temuto che sotto la valanga potesse esserci qualcun altro, poiché sul posto sono stati trovati diversi oggetti prima di riuscire a fare chiarezza sul numero esatto degli scialpinisti presenti al momento del distacco, sette in tutto.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’immediato intervento dell’elicottero che ha fatto sbarcare sul posto il Tecnico di Elisoccorso, l’unità cinofila e l’equipe medica. Per prima cosa è stato prestato soccorso alla persona ferita, la quale è stata stabilizzata, imbarellata e trasportata all’ospedale di Trento. Vista la dimensione importante della valanga, 3 elicotteri hanno effettuato numerose rotazioni per portare in quota il personale del Soccorso Alpino proveniente da diverse Aree operative del Trentino e 6 Unità cinofile, per un totale di più di 70 operatori coinvolti. In supporto ai soccorritori trentini è intervenuto anche il Soccorso Alpino del Veneto, Stazioni di Recoaro - Valdagno, Arsiero, Schio, Asiago, Padova e Verona e i Vigili del Fuoco. Le operazioni di ricerca con i cani e le operazioni di sondaggio sono proseguite per diverse ore, fino alla completa bonifica della valanga che ha dato esito negativo. 
Nessun mancato rientro è stato segnalato, nè sono presenti macchine nei punti di partenza dei sentieri, ma in via precauzionale tutte le segnalazioni delle aree di sondaggio sono state lasciate sul posto.

Pubblicato in 2019
Ala (TN), 14 - 05 - 19
Tutte le Stazioni del Soccorso alpino della XI Delegazione Prealpi Venete sono state allertate e stanno intervenendo in supporto ai soccorritori trentini sulla valanga staccatasi non distante dal Rifugio Fraccaroli, al confine tra le due regioni, dove pare mancare all'appello ancora una persona, per aiutare nella ricerca e nella complessiva bonifica di tutta la superficie per escludere in assoluto eventuali presenze. L'eliambulanza di Verona emergenza, chiamata nel tentativo di trovare un corridoio di accesso, è purtroppo dovuta rientrare poiché le nubi si sono chiuse e non permettono l'avvicinamento.
Pubblicato in 2019
Valli del Pasubio (VI), 22 - 04 - 19
Ieri un escursionista non è rientrato all'ora di pranzo, come previsto, da una camminata sul Pasubio, che in questi giorni in quota mantiene vesti invernali. "Quando scatta l'allarme per la ricerca di una persona in montagna, si seguono le procedure stabilite dai protocolli operativi siglati con le prefetture, che prevedono l'allertamento del Soccorso alpino deputato anche al coordinamento  - ricorda Alberto Barbirato delegato del Soccorso alpino delle Prealpi Venete - le leggi nazionali 74/2001, 289/2001 e regionale 11/2015 individuano come riferimento esclusivo per il soccorso sanitario in montagna, in ambiente impervio, ostile e ipogeo il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, che opera in collaborazone con il Suem 118. Ieri malgrado la ricerca fosse partita già da diverso tempo e non si sapesse se la persona stesse bene, fosse ferita o peggio, il Suem 118 -  la Centrale operativa competente a livello sanitario regionale - e il Soccorso alpino sono stati allertati solamente alle 17.07, dal personale dei Vigili del fuoco che già ore prima era stato attivato". 
Al triste epilogo del ritrovamento del corpo senza vita dell'escursionista si è rischiato poi di aggiungere ulteriore gravità, dal momento che i due vigili che si trovavano nel Boale del Sant'Antonino sono stati investiti da due valanghe e trascinati per alcuni metri, senza fortunatamente riportare conseguenze. 
"Tutti i soccorritori e, ancora di più, i tecnici del Soccorso alpino che turnano nelle basi di elisoccorso e sono responsabili della sicurezza del personale sanitario a bordo, indossano dispositivi di protezione individuale normati dalla legge e sono dotati di attrezzatura adeguata all'ambiente e alla stagione in cui operano, ma soprattutto sono addestrati secondo precisi piani formativi per intervenire nel modo più sicuro possibile in ambienti dove il rischio è alto e imprevedibile" sottolinea poi il presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto Rodolfo Selenati. 
"C'è stato un mancato rispetto delle procedure di allertamento stabilite dai vari accordi - chiude Barbirato - esponendo tra l'altro chi è andato a ulteriori rischi inutili".
Ricordiamo infine che in questo periodo le condizioni della montagna sono ancora invernali. La neve abbondante si ghiaccia con le temperature notturne sotto lo zero, per sciogliersi nelle ore più calde dando origine a possibili valanghe primaverili. L'alternanza di ghiaccio e neve fradicia obbliga alla prudenza, alla dotazione di indumenti, calzature, attrezzatura adeguati e a un'opportuna preparazione.
Pubblicato in 2019
Valli del Pasubio (VI), 21 - 04 - 19
Una valanga è caduta mentre i Vigili del fuoco stavano recuperando il corpo senza vita di un uomo, fortunatamente senza conseguenze. Attorno alle 17 il Soccorso alpino di Schio è stato allertato per prendere  parte alle ricerche di un escursionista, avviate su richiesta dei familiari preoccupati perché non avevano più sue notizie da quando aveva mandato loro una foto mentre si trovava a pranzo al Rifugio Papa. L'uomo, R.T., 57 anni, di Torri di Quartesolo (VI), era diretto in Pasubio, sulla Strada degli Eroi ancora innevata. All'allarme, scattato già prima, aveva risposto subito l'elicottero dei Vigili del fuoco che, durante la ricognizione, ha individuato il corpo esanime a circa 1.850 metri di quota nel Boale del Sant'Antonino e ha sbarcato con il verricello due vigili con la barella, dopo aver provveduto ad attrezzarli di ramponi e piccozze forniti dal Rifugio più vicino. Mentre i due tecnici stavano operando però si è staccata una valanga che li ha investiti e spostati di qualche metro nel canale assieme alla salma e alla barella. Sul posto è quindi arrivata l'eliambulanza di Verona emergenza che, calato il proprio personale e constatato che fortunatamente nessuno aveva riportato conseguenze, ha recuperato il corpo dell'escursionista e lo ha trasportato al Rifugio Balasso, per affidarlo al carro funebre e alla squadra del Soccorso alpino di Schio pronta a intervenire in supporto alle operazioni. L'elicottero dei Vigili del fuoco ha poi recuperato i suoi uomini. Sulle dinamiche dell'incidente costato la vita all'escursionista, che calzava ramponcini con le catenelle, si ipotizza che possa essere scivolato dal sentiero e aver perso la vita per i traumi riportati.
Pubblicato in 2019
Martedì, 09 Aprile 2019 14:51

CORTINA: ADDESTRAMENTO SAGF-CNSAS IN VALANGA

Cortina d'Ampezzo (BL), 01 - 04 - 19
Sabato scorso il Col Gallina sul Passo Falzarego è stato lo scenario dell'addestramento congiunto Sagf - Cnsas, mirato all'affinamento delle operazioni condivise tra i due enti, chiamati a intervenire fianco a fianco in caso di valanga, l'emergenza in assoluto più impegnativa per la rapidità richiesta, la difficoltà nelle comunicazioni e per il numero elevato di soccorritori in campo con diverse mansioni da regolare. Dopo un primo ripasso frontale delle procedure, le manovre si sono spostate all'aperto, con la simulazione di 4 probabili scialpinisti travolti - 2 con dispositivi Artva, 1 con Recco, 1 senza - e un testimone superstite a fornire le uniche informazioni. Allertati come realmente avviene, soccorritori e unità cinofile si sono messi a disposizione dei due direttori di valanga, di Soccorso alpino e Sagf, procedendo nelle varie fasi dell'intervento: disposizione delle sentinelle per valutare il rischio di ulteriori distacchi, ricerca con i cani, vista - udito, con l'Artva e con il Recco, diverse tipologie di sondaggio, disseppellimento.
"È stata un'esercitazione importante, frutto dell'ormai consolidato lavoro di squadra - ha sottolineato il comandante provinciale della Guardia di finanza Gaetano Giacchi, alla sua seconda esercitazione invernale a Cortina dopo quella del 17 marzo 2018 - non ho potuto che notare la grande cordialità esistente tra i due enti e l'affiatamento, requisiti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi stilati nel protocollo siglato il 23 settembre 2016, nell'interesse reciproco e soprattutto della collettività. Un'attività rilevante per rinsaldare la sinergia in entrambe le Stazioni del Sagf, Cortina e Auronzo, e tra Sagf e Cnsas, per rafforzare e affinare le già elevatissime capacità dei nostri uomini, per consolidare coordinamento e rapidità dei soccorritori entro una cornice di sicurezza innanzitutto per loro stessi". Nel concludere elogiando il continuo duro addestramento che richiede in tutti i soccorritori sacrificio, vocazione e passione, il comandante Giachi ha ricordato il prossimo addestramento congiunto, previsto a giugno con il coinvolgimento della Sezione aerea di Bolzano della Guardia di finanza.
Pubblicato in 2019
Mercoledì, 06 Febbraio 2019 11:00

VALANGA IN TOFANA, NESSUN COINVOLTO

Cortina d'Ampezzo (BL), 03 - 02 - 19
Attorno alle 13.20 è scattato l'allarme per una valanga in Tofana, staccatasi probabilmente in forma spontanea proprio sotto il bordo della pista Tofanin, con il timore che potesse essere rimasta coinvolta una persona, che contemporaneamente mancava all'appello. Per fortuna, mentre il Soccorso alpino di Cortina assieme al Sagf di Cortina con un'unità cinofila da valanga si portava sul posto - non potendo l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore avvicinarsi per la presenza di nebbia - la persona è stata ritrovata in pista in un altro punto. La valanga - 60 metri di fronte per 30 di lunghezza - è stata comunque bonificata dai soccorritori con il passaggio del cane, utilizzando Artva, Recco ed effettuando sondaggi. Esclusa la presenza di alcun coinvolto. Erano presenti inoltre la Polizia di Stato del servizio piste e il personale degli impianti.
Pubblicato in 2019
Mercoledì, 06 Febbraio 2019 10:54

VALANGA INVESTE SCIATORI IN FUORIPISTA

Livinallongo del Col di Lana (BL), 02 - 02 - 19
Poco prima delle 15 il Soccorso alpino di Livinallongo è stato allertato per una valanga che aveva coinvolto 5 persone, delle quali una rimasta sommersa. I cinque, che stavano sciando nella zona del Passo Pordoi, in località Belvedere, erano usciti dalla pista in neve fresca, quando è avvenuto il distacco che ha travolto uno di loro, uno sciatore di Canazei (TN). Gli amici sono riusciti a individuare il punto in cui si trovava - i cinque erano sprovvisti di Artva, pala e sonda - mentre sopraggiungeva il personale dell'assistenza piste e del Soccorso alpino. Per il maltempo l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, decollato non appena è scattato l'allarme, è riuscito ad arrivare solo fino ad Arabba, dove la jeep del Soccorso alpino era pronta per il trasporto a monte di personale medico, unità cinofila e tecnico di elisoccorso. Fortunatamente i soccorritori  - Soccorso piste della Polizia di Stato e dei Carabinieri e Soccorso alpino di Livinallongo e di Canazei - sul posto sono riusciti ad estrarre lo sciatore dalla neve e lui non ha riportato alcuna conseguenza. L'elicottero è quindi rientrato. 
Ricordiamo il persistere in questi giorni dell'elevato pericolo di valanghe e invitiamo alla massima prudenza, sconsigliando vivamente escursioni di qualsiasi tipo, dato anche il rischio di probabili distacchi spontanei che potrebbero interessare vie di comunicazione e aree sciistiche. Risulta di fondamentale importanza la dotazione dei dispositivi di autosoccorso, Artva, pala e sonda, anche per muoversi su itinerari consueti, strade forestali, sentieri. 
Questa mattina il Soccorso alpino di Livinallongo è intervenuto per ripristinare i cavi che azionano il semaforo di segnalazione in caso di valanga a Livinè, a seguito del malfunzionamento causato dalla copiosa nevicata. 
In merito alla valanga caduta sul Passo Pordoi, le dimensioni erano di circa 20 metri di fronte per una trentina di lunghezza. Il giovane travolto è rimasto totalmente sommerso. I quattro compagni, che avevano visto il punto in cui era scomparso, hanno iniziato a scavare con le mani e sono riusciti a individuarlo, dopo avere trovato uno sci, e a liberargli il volto dopo pochi minuti, mentre uno di loro dava l'allarme. Il ragazzo è poi stato estratto dai soccorritori sopraggiunti dalla pista non distante. Non aveva riportato conseguenze, ma in via precauzionale e stato trasportato all'ospedale di Cavalese.
Pubblicato in 2019

Belluno, 01-02-19

Pericolo valanghe forte, grado 4, su tutte le montagne del Veneto domani, sabato 2 febbraio, e domenica, 3 febbraio.  Il bollettino dell'Arpav conferma l'aumentato pericolo e avverte della possibilità di numerosi distacchi spontanei, che potrebbero interessare vie di comunicazione e aree sciistiche.  Da questa sera, venerdì 1 febbraio, dalle 21 in provincia di Belluno saranno chiusi per rischio valanghe i passi Val Parola, Pordoi, Falzarego, Casera Razzo, Giau, Fedaia. Nei prossimi giorni sono vivamente sconsigliate le escursioni, fintanto che il manto non si assesterà e si saranno ripristinate le condizioni per potersi muovere in sicurezza. Si consiglia in ogni caso di affrontate le gite in neve fresca sempre con la massima cautela e prudenza, portando con sé i dispositivi di autosoccorso, Artva, pala e sonda.

Pubblicato in 2019
Trento, 26 - 05 - 18
Alle 11.10 il 118 di Trento ha chiesto l'intervento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, in supporto alle due eliambulanze trentine impegnate nel recupero di tre alpinisti investiti da una valanga sotto Cima Bureloni. I tre stavano risalendo verso forcella Bureloni quando è avvenuto il distacco che li ha travolti trasportandoli più sotto, senza seppellirli, ma facendo loro riportare diversi traumi. L'elicottero di Pieve di Cadore ha sbarcato in hovering il proprio personale medico e il tecnico di elisoccorso a circa 2.200 metri di quota, dove un'equipe sanitaria e il tecnico trentino stavano già operando.  Uno degli infortunati, D.S., 55 anni, di Montecchio Maggiore (VI), era già stato caricato in barella, con un sospetto politrauma, ed è quindi stato recuperato con il verricello per essere trasportato all'ospedale di Treviso. Mentre si concludevano le manovre sanitarie per procedere poi al trasferimento nelle strutture ospedaliere, uno degli elicotteri trentini ha anche provveduto al recupero di un altro gruppo di alpinisti. Questi avevano chiesto aiuto poiché non si fidavano a scendere in quanto si trovavano sulla cima, poco distanti dal punto in cui era appena avvenuto il distacco di una seconda valanga, senza fortunatamente conseguenze.
Pubblicato in 2018
Ferrara di Monte Baldo (VR), 04 - 04 - 18
Questa mattina un escursionista, lasciata l'auto a Novezzina, è partito per una camminata - attrezzato con piccozza, ramponi e Artva - lungo uno dei ripidi canali del Monte Baldo attualmente innevati. Verso le 18, non avendo sue notizie, preoccupata dal cellulare che suonava libero senza risposta, la moglie ha contattato un amico della Protezione civile di Ferrara di Monte Baldo, che, trovandosi a Novezzina, ha confermato la macchina del marito vi fosse ancora parcheggiata e le ha consigliato subito di allertare il 118. L'elicottero di Verona emergenza, decollato poco dopo, è riuscito ad arrivare fino a Ferrara di Monte Baldo, bloccato poi dalla nebbia, e lì ha sbarcato l'equipe medica con il tecnico di elisoccorso che ha proseguito in macchina, raggiungendo due squadre del Soccorso alpino di Verona - 8 soccorritori tra i quali un infermiere - arrivate una da Caprino e una da Verona, presenti anche i Vigili del fuoco. Nel frattempo il ragazzo della Protezione civile assieme a un altro volontario si era diretto verso un vajo, probabile meta dell'escursionista, S.B., 49 anni, di Caprino Veronese (VR) chiamandolo. Finché a un certo punto lui ha risposto e i due volontari hanno attivato il proprio Artva individuandolo poco dopo. Salendo questa mattina, una piccola scarica di neve lo aveva trascinato facendolo probabilmente cadere da un salto di roccia di una decina di metri e lasciandolo sepolto alla base del canale, solo il volto fuori, con una probabile gamba rotta, possibili traumi al costato e in ipotermia. Sul posto si è portato il personale medico dell'eliambulanza con l'infermiere e le squadre del Soccorso alpino. Prestate le prime cure, l'escursionista è stato imbarellato e calato per un'ottantina di metri fino alla strada, da dove è stato trasportato a spalla all'ambulanza diretta all'ospedale di Borgo Trento.
Pubblicato in 2018
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