2019

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Giovedì, 06 Giugno 2019 12:26

Corso Tesa, modulo roccia sulla Sisilla

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Corso Tesa, modulo roccia sulla Sisilla

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Tre intensi giorni dedicati alle manovre in parete e a tutte le procedure che un Tesa, Tecnico di Soccorso alpino, deve mettere in atto durante un intervento a capo della propria squadra. Si è tenuto sulla parete della Sisilla, a Recoaro Terme (VI), con una puntata nella sede del Soccorso alpino di Schio a causa del meteo avverso, il modulo roccia del corso Tesa, che ha visto impegnati venti soccorritori, provenienti da diverse stazioni del Servizio regionale Veneto.
Il primo giorno, alla base del paretone che sorge non distante dal Rifugio Campogrosso, Gli istruttori nazionali e regionali hanno illustrato tutte le manovre da affrontare in squadra: calate, calate con pasaggio di nodi, paranchi, teste di calata, come si collega la barella, palo pescante, ancoraggi da soccorso e da progressione, sistemi per fare sicura a chi arrampica. Un ripasso delle operazioni base già apprese come Osa, Operatori di Socccorso alpino, ma corredate dal superiore livello tecnico che spetta al caposquadra.
Nella seconda giornata, svoltasi in collaborazione con la Scuola sanitaria, purtroppo la pioggia ha reso necessario operare indoor. Grazie alla struttura del Soccorso alpino di Schio, sono stati riprodotti all’interno i vari scenari operativi su cui è stata incentrata la parte sanitaria: approccio con il ferito, immobilizzazione, trasferimento nella barella, trasporto verso l’alto o verso il basso, utilizzando tutti i presidi sanitari in dotazione alle Stazioni con le rispettive modalità di impiego.
Il terzo giorno si è tornati in ambiente e la Sisilla ha ospitato tre postazioni in cui sono stati realizzati: la testa di calata e gli ancoraggi per far scendere fino a terra il grappolo con il passaggio dei nodi della giunzione delle corde; la ripresa degli ancoraggi; i vari tipi di freni. A rotazione ogni soccorritore ha eseguito le operazioni richieste.
I prossimi passaggi formativi, prima della verifica finale, riguarderanno l’operatività con l’elicottero e il modulo ghiacciaio alta montagna.

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Martedì, 04 Giugno 2019 10:00

START: sperimentato il soccorso alpino di domani

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START: sperimentato il soccorso alpino di domani

sasv resiz barella

Il Soccorso Alpino high tech è qui. Grazie al progetto INTERREG Italia Austria START (Smart Test for Alpine Rescue Technology), a Cortina, nello scorso weekend,si è sperimentato l’uso di nuove tecnologie per facilitare i soccorsi in zone difficili. Nella due giorni ampezzana, organizzata dal Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi e dall’Ulss Dolomiti, inoltre, i 7 partner del progetto afferenti a 4 province alpine (Belluno, Bolzano, Tirolo, Carinzia) hanno potuto conoscersi meglio e armonizzare alcune tecniche per facilitare le operazioni congiunte.
A Pocol, il Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi CNSAS con i colleghi del Soccorso Alpino Alto Adige CNSAS, del Soccorso Alpino dell'Alpenverein Südtirol, del Bergrettung Tirol, con IDM Sudtirol - Alto Adige, con l’Universität Klagenfurt e Eurac Research hanno testato sul campo nuove tecnologie che potranno essere utilizzate per rendere più efficaci i soccorsi tempo dipendenti. In particolare, è stato provato il sistema lifeskeeker installato per l’occasione sull’elicottero dell’Aiut Alpin di Bolzano. Con questa tecnologia è stato possibile localizzare il cellulare di un’ipotetica persona scomparsa, pur in condizioni meteo avverse e in una zona con bassa copertura, scansionando in breve tempo una zona molto ampia di territorio. Sono stati sperimentati vari tipi di droni, tra cui uno che consente di trasportare un defibrillatore in punto gps preciso in modo molto rapido. Infine, sono state testate una barella elettrica e una e-bike utilizzabile su sentieri impervi utili per soccorsi in punti di difficile accesso. È stato presentato anche un tablet già in sperimentazione al SUEM di Pieve di Cadore che consente una rapida condivisione dei dati sull’intervento tra soccorso alpino e sanitari.
Il weekend si era aperto con una sessione teorica svoltasi nella sala della cultura al palazzo delle Poste a Cortina con approfondimenti in materia di droni, normativa sulla geolocalizzazione, sulla tecnologia al titanio e un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei vari gruppi di lavoro interni al progetto su teamplay, training & command, remote support, e-mobility, hardware, testarea, comunicazione. Presenti il direttore sanitario dell’Ulss Dolomiti Giovanni Maria Pittoni, il vice sindaco di Cortina Luigi Alverà, i rappresentanti delle forze dell’ordine e Rodolfo Selenati, presidente Veneto del Soccorso Alpino CNSAS che ha portato i saluti del direttivo.
«Sono state giornate intense che hanno permesso di procedere nell’unione di più tecnici dei Soccorsi Alpini confinanti nello stesso obiettivo. Utilizzare metodi simili diventa fondamentale per poter lavorare insieme ed effettuare soccorsi più rapidi e sicuri» spiega Alex Barattin, delegato del Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi, «le innovazioni che abbiamo sperimentato e che stiamo contribuendo a perfezionare grazie al prezioso contributo di tutti potranno portare un significativo miglioramento nelle operazioni di soccorso. Ringrazio i partner del progetto per l’ottimo clima di collaborazione instaurato e le sinergie che stiamo costruendo nell’obiettivo comune di offrire un servizio sempre più all’avanguardia per la nostra gente e le nostre montagne».
Il progetto è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e programma Interreg Italia Austria 2014-2020.
Cortina, 22 maggio 2019

Martedì, 04 Giugno 2019 09:57

START: sperimentato il soccorso alpino di domani

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START: sperimentato il soccorso alpino di domani

Cortina D’Ampezzo. Il Soccorso Alpino high tech è qui. Grazie al progetto INTERREG
Italia Austria START (Smart Test for Alpine Rescue Technology), a Cortina, nello scorso
weekend,si è sperimentato l’uso di nuove tecnologie per facilitare i soccorsi in zone difficili.
Nella due giorni ampezzana, organizzata dal Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi e dall’Ulss
Dolomiti, inoltre, i 7 partner del progetto afferenti a 4 province alpine (Belluno, Bolzano,
Tirolo, Carinzia) hanno potuto conoscersi meglio e armonizzare alcune tecniche per
facilitare le operazioni congiunte.
A Pocol, il Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi CNSAS con i colleghi del Soccorso Alpino Alto
Adige CNSAS, del Soccorso Alpino dell'Alpenverein Südtirol, del Bergrettung Tirol, con IDM
Sudtirol - Alto Adige, con l’Universität Klagenfurt e Eurac Research hanno testato sul
campo nuove tecnologie che potranno essere utilizzate per rendere più efficaci i soccorsi
tempo dipendenti. In particolare, è stato provato il sistema lifeskeeker installato per
l’occasione sull’elicottero dell’Aiut Alpin di Bolzano. Con questa tecnologia è stato possibile
localizzare il cellulare di un’ipotetica persona scomparsa, pur in condizioni meteo avverse e
in una zona con bassa copertura, scansionando in breve tempo una zona molto ampia di
territorio. Sono stati sperimentati vari tipi di droni, tra cui uno che consente di trasportare
un defibrillatore in punto gps preciso in modo molto rapido. Infine, sono state testate una
barella elettrica e una e-bike utilizzabile su sentieri impervi utili per soccorsi in punti di
difficile accesso. È stato presentato anche un tablet già in sperimentazione al SUEM di
Pieve di Cadore che consente una rapida condivisione dei dati sull’intervento tra soccorso
alpino e sanitari.
Il weekend si era aperto con una sessione teorica svoltasi nella sala della cultura al
palazzo delle Poste a Cortina con approfondimenti in materia di droni, normativa sulla
geolocalizzazione, sulla tecnologia al titanio e un aggiornamento sullo stato di
avanzamento dei vari gruppi di lavoro interni al progetto su teamplay, training &
command, remote support, e-mobility, hardware, testarea, comunicazione. Presenti il
direttore sanitario dell’Ulss Dolomiti Giovanni Maria Pittoni, il vice sindaco di Cortina Luigi
Alverà, i rappresentanti delle forze dell’ordine e Rodolfo Selenati, presidente Veneto del
Soccorso Alpino CNSAS che ha portato i saluti del direttivo.
«Sono state giornate intense che hanno permesso di procedere nell’unione di più tecnici
dei Soccorsi Alpini confinanti nello stesso obiettivo. Utilizzare metodi simili diventa
fondamentale per poter lavorare insieme ed effettuare soccorsi più rapidi e sicuri» spiega
Alex Barattin, delegato del Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi, «le innovazioni che abbiamo
sperimentato e che stiamo contribuendo a perfezionare grazie al prezioso contributo di
tutti potranno portare un significativo miglioramento nelle operazioni di soccorso.
Ringrazio i partner del progetto per l’ottimo clima di collaborazione instaurato e le sinergie
che stiamo costruendo nell’obiettivo comune di offrire un servizio sempre più
all’avanguardia per la nostra gente e le nostre montagne».
Il progetto è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e programma
Interreg Italia Austria 2014-2020.
Cortina, 22 maggio 2019sasv resiz barella

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