Mercoledì, 06 Febbraio 2019 11:00

VALANGA IN TOFANA, NESSUN COINVOLTO

Cortina d'Ampezzo (BL), 03 - 02 - 19
Attorno alle 13.20 è scattato l'allarme per una valanga in Tofana, staccatasi probabilmente in forma spontanea proprio sotto il bordo della pista Tofanin, con il timore che potesse essere rimasta coinvolta una persona, che contemporaneamente mancava all'appello. Per fortuna, mentre il Soccorso alpino di Cortina assieme al Sagf di Cortina con un'unità cinofila da valanga si portava sul posto - non potendo l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore avvicinarsi per la presenza di nebbia - la persona è stata ritrovata in pista in un altro punto. La valanga - 60 metri di fronte per 30 di lunghezza - è stata comunque bonificata dai soccorritori con il passaggio del cane, utilizzando Artva, Recco ed effettuando sondaggi. Esclusa la presenza di alcun coinvolto. Erano presenti inoltre la Polizia di Stato del servizio piste e il personale degli impianti.
Pubblicato in 2019
Belluno, 06 - 01 - 19
Circa 130 persone hanno preso parte oggi alla ricerca organizzata di Riccardo Tacconi, 58 anni, di Milano, di cui non si hanno più notizie da venerdì mattina, quando si è allontanato dalla sua abitazione di villeggiatura sul Nevegal per andare a correre e non è più ritornato. Senza contare i tantissimi gruppi che autonomamente si sono mossi per dare il proprio supporto. Purtroppo - a parte una nuova segnalazione nella zona del campo scuola, a lungo percorsa dalle unità cinofile molecolari dell'Associazione nazionale carabinieri - nulla di utile è emerso per far luce sulla scomparsa del runner. L'elicottero dei Vigili del fuoco, con a bordo personale del Soccorso alpino, ha sorvolato una vasta area e le numerose squadre si sono distribuite tra Tassei, Chiesurette, Ronce, Val d'Art, Medil, Malvan, Col de Gou, Pian de Nogher, campo scuola e dintorni. Oggi erano presenti il Soccorso alpino di Belluno, Feltre, Longarone, Alpago, Prealpi Trevigiane, Asiago, Pieve di Cadore con il Centro mobile di coordinamento e unità cinofile, Sagf di Auronzo e Cortina con unità cinofile, Vigili del fuoco, Associazioni di Protezione civile  di Belluno, Ana e dei carabinieri con proprie unità cinofile da superficie e molecolari. La ricerca riprenderà domattina.
Pubblicato in 2019
Cison di Valmarino (TV), 03 - 10 - 18
È stato purtroppo ritrovato senza vita Roberto Migotto, 72 anni, di Oderzo (TV), scomparso lunedì scorso mentre andava in cerca di funghi con due amici sopra il San Boldo, non distante da Malga Campo. Una camionetta ferma al semaforo ha intravisto qualcosa sopra la strada all'altezza della prima galleria e alla verifica è risultato essere il corpo dello sfortunato fungaiolo, finito in un punto impossibile da individuare anche con i mezzi aerei. L'uomo deve essere scivolato dal pendio, ruzzolando e cadendo da un salto di una cinquantina di metri. In questo momento si sta provvedendo al recupero della salma, una volta ottenuto il nulla osta per la rimozione dalla magistratura. Oggi erano presenti una quarantina di persone del Soccorso alpino di Prealpi Trevigiane, Belluno e Feltre, del Sagf di Auronzo e Cortina, dei Vigili del fuoco di Belluno e Treviso, con diverse unità cinofile, suddivise in squadre che hanno battuto a tappeto la zona effettuando calate lungo tutti i canali che danno su Tovena. Hanno sorvolato l'area l'elicottero della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco e sono stati utilizzati anche i droni.
Pubblicato in 2018
Giovedì, 11 Ottobre 2018 11:07

SENZA ESITO LE RICERCHE SUL SAN BOLDO

Cison di Valmarino (TV), 02 - 10 - 18
Le squadre impegnate da ieri sera nella ricerca di Roberto Migotto, 72 anni, di Oderzo (TV), sono purtroppo rientrate senza aver fatto luce sulla sua scomparsa avvenuta ieri pomeriggio durante un'uscita sul San Boldo. L'uomo era partito in cerca di funghi con due amici dalla propria casera, non distante da Malga Campo. Dopo averlo perso di vita a circa 200 metri di distanza dall'abitazione, i due, che lo hanno inutilmente chiamato e cercato, avevano lanciato l'allarme con la richiesta di aiuto e l'allertamento del Soccorso alpino poco prima delle 21. Non appena ha fatto luce, questa mattina i soccorritori hanno nuovamente perlustrato la zona primaria già battuta nella notte, ovvero l'area attorno alla casera e al punto dove è stato visto l'ultima volta, per poi allargare il perimetro di indagine, effettuando calate in corda doppia sui canali che scendono sul versante che dà su Tovena. Anche gli elicotteri di Treviso emergenza, del Suem di Pieve di Cadore e dei Vigili del fuoco hanno effettuato lunghi sorvoli. Sul posto le unità cinofile molecolari del Cnsas e dei Carabinieri, oltre ai cani da ricerca di superficie. Erano presenti oggi una quarantina di persone del Soccorso alpino di Prealpi Trevigiane, Belluno e Feltre, il Sagf di Auronzo di Cadore, Vigili del fuoco, i Carabinieri. Domattina le ricerche riprenderanno alle 7.30, fissando il campo base al Ristorante Al Lares. Arriveranno il Soccorso alpino di Prealpi Trevigiane, Belluno, Feltre, Alpago e Pedemontana del Grappa, il Sagf di Auronzo e Cortina, i Vigili del fuoco di Treviso e Belluno, i Carabinieri. È stata inoltre attivata un'unita cinofila molecolare proveniente dall'Alto Adige. Roberto, che è alto un metro e 60 e pesa 65 chili, ha capelli e occhi grigi, indossa un paio di jeans, giacca verde, zainetto celeste e cappellino bianco. Chiunque avesse sue notizie è pregato di contattare i Carabinieri
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Martedì, 17 Luglio 2018 11:57

CONTINUANO LE RICERCHE A LUSIANA

Lusiana (VI), 15 - 07 - 18
Continuano nella zona di Velo le ricerche di Giovanni Covolo, 84 anni, di Lusiana (VI), di cui non si hanno più notizie da quando giovedì scorso è stato visto, attorno alle 19, l'ultima volta, diretto verso casa. Al momento si stanno verificando le indicazioni date dall'unità cinofila molecolare che ha seguito la traccia dell'anziano lungo la strada principale. Oggi è presente una trentina di persone: Soccorso alpino di Asiago, Arsiero, Padova, Verona e il Soccorso speleologico con due unità cinofile, i Vigili del fuoco, i Carabinieri forestali e l'Associazione nazionale carabinieri. Giovanni è alto un metro e 65 ed è robusto, indossa un pile grigio, pantaloni marroni e scarpe basse. Chiunque abbia sue notizie è pregato di contattare i carabinieri.
Pubblicato in 2018
Cortina d'Ampezzo (BL), 17 - 03 - 18
Una valanga di grande dimensioni caduta sopra il Passo Falzarego con tre sciatori coinvolti. Questo è lo scenario ipotizzato questa mattina nell'esercitazione congiunta Cnsas-Sagf, che ha visto impegnati 47 tra soccorritori e unità cinofile. Nel campo operativo sono stati seppelliti manichini e personale per permettere manovre il più possibile realistiche. Dopo una prima riunione introduttiva le operazioni sono state affidate a due direttori, di Soccorso alpino e Sagf, che hanno suddiviso squadre e compiti. Primi a partire l'unità cinofila, e i soccorritori attrezzati con Recco e Artva. A seguire sondatori, spalatori e la squadra medica. Una volta individuati (tutti e tre entro i primi 17 minuti), i coinvolti sono stati estratti dalla neve e la squadra medica ha provveduto a illustrare gli aspetti sanitari. "È stata un'esercitazione rilevante dal punto di vista operativo - ha sottolineato il comandante provinciale della Guardia di finanza Gaetano Giacchi, presente col comandante della compagnia di Cortina d'Ampezzo Gabriele Agostini - frutto di un ormai consolidato lavoro di squadra. Con l'addestramento odierno ancora una volta sono stati affinati e rafforzati i rapporti tra il Cnsas e il Sagf. L'attività è stata svolta sia nell'interesse reciproco, che soprattutto della collettività. Sono stati raggiunti in modo perfetto gli obiettivi della massima efficienza, tempestività e sicurezza dei soccorritori impegnati nel teatro delle operazioni. È in programma di ripetere l'esperienza congiunta quest'estate, anche con l'ausilio della nostra sezione aerea di Bolzano".  All'esercitazione hanno preso parte anche 11 aspiranti operatori del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi che, ritrovatisi con gli istruttori regionali per la due giorni del modulo formativo neve e valanghe, hanno avuto la possibilità di partecipare all'evento, assai prossimo a un'emergenza reale. Contestualmente si sono svolte le verifiche per 7 unità cinofile da valanga, che hanno superato le periodiche prove di attitudinalità seguite da un istruttore nazionale. Coinvolte le Stazioni del Soccorso alpino di Cortina e Livinallongo e del Sagf di Cortina e Auronzo di Cadore.
Pubblicato in 2018
Cortina d'Ampezzo (BL), 10 - 03 - 18
Eva è un pastore tedesco grigione, Zara un Bloodhound, Margo un pastore belga Malinois e ieri, tra coccole e giochi, hanno permesso ai loro conduttori, Steven e Nicola, di far avvicinare i bimbi della Scuola dell'infanzia don Pietro Fernademez al mondo del Soccorso alpino. Con parole semplici, ad altezza di bambini di 3, 4 e 5 anni, i due soccorritori della Stazione di Cortina hanno mostrato ai piccoli ascoltatori cosa è e come opera un'unità cinofila. Dapprima, senza forzarli, hanno fatto avvicinare i bimbi ai cani: un'esperienza sensoriale che ha permesso anche ai più scettici di superare le loro paure. Un primo passo essenziale per 'rompere il ghiaccio' e dar libero sfogo alla loro curiosità. I bimbi hanno così attentamente ascoltato la breve presentazione. Nicola e Steven hanno illustrato, con un linguaggio adatto al livello di comprensione dei bambini, che i cani sono dotati di fiuto, che permette loro di cercare e trovare persone sotto la neve, in un bosco, tra le macerie. "È un po' come giocare a nascondino - ha spiegato Nicola - solo che i bambini cercano con gli occhi, mentre loro con il naso". Dopo la parte teorica si è passati alla pratica all'aperto, dove i piccoli hanno potuto vedere i cani in ricerca di una persona nascosta dietro a un albero, sopra lo scivolo, sotto la neve, obbedienza e gratifica. Questa interessante giornata didattica rientra in un progetto della Scuola dell'infanzia di Cortina denominato 'I nostri eroi sempre pronti ad aiutare', che ha l'obiettivo di far conoscere ai bimbi le figure di mutuo soccorso come Operatori del 118, Polizia, Vigili urbani, Soccorso alpino, per lanciare da un lato un messaggio di prevenzione dagli incidenti, dall'altro una conoscenza delle differenze dei vari servizi e infine, con i più grandi, per riflettere sul valore etico dell'aiuto offerto al prossimo in difficoltà.
Pubblicato in 2018
Lunedì, 19 Marzo 2018 15:23

VALANGA SUL MONTE SIEF, ALLARME RIENTRATO

Livinallongo del Col di Lana (BL), 09 - 03 - 18
Attorno alle 13 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Livinallongo per una valanga caduta sul Monte Sief. Un testimone aveva infatti visto con il binocolo uno scialpinista scendere dal versante dove si era verificato un distacco e temeva un possibile coinvolgimento. L'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano giunto sul posto ha sbarcato il tecnico di elisoccorso e l'unità cinofila da valanga per poi volare a imbarcare una squadra di tecnici in supporto alle operazioni. Sul posto i soccorritori hanno subito trovato le tracce dello sciatore che passavano a lato della valanga di neve fresca - fronte ampio per una trentina di centimetri di spessore - e poi lo hanno visto a valle. La valanga è stata in ogni caso bonificata per escludere qualsiasi presenza. L'allarme è quindi rientrato.
Pubblicato in 2018
Rocca Pietore (BL), 12 - 02 - 18
Questo fine settimana le unità cinofile da valanga del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi si sono ritrovate a Malga Ciapela, sotto la Marmolada, per due giorni di esercitazione assieme agli istruttori nazionali del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e spleleologico, tra i quali Maurizio Luzzembergher, da anni specializzato nella tematica delle valanghe, e ai soccorritori delle Stazioni agordine, che hanno così effettuato un ripasso delle manovre fondamentali per ritrovare ed estrarre dalla neve persone eventualmente coinvolte. Sabato gli istruttori hanno provveduto alla parte teorica con lezioni in aula riguardanti, oltre alla parte tecnica, ogni aspetto del rischio valanghe e lo studio della neve, e una prima parte operativa in ambiente, poi ripetuta nella giornata di domenica. Per ricreare condizioni realistiche, è stato allestito un campo di addestramento in cui sono state scavate numerose buche a diverse profondità, in modo da nascondervi figuranti (a rotazione i conduttori), manichini o Artva. A turno ogni unità cinofila si è cimentata nella ricerca dei travolti, partendo dalle informazioni ricavate dai 'testimoni'. Ogni conduttore si è trovato di fonte uno scenario sempre complesso, con due o più persone coinvolte e difficoltà appositamente create per non escludere alcuna variante possibile. Grande soddisfazione è stata espressa al termine della due giorni dal direttore della Scuola regionale unità cinofile Alessandro Darman: "Attualmente operano 15 unità cinofile del Soccorso alpino  e 6 del Sagf col doppio brevetto, ricerca di superficie e valanga - ricorda Darman - 14 turnano quotidianamente nella Centrale di Pieve di Cadore nel periodo invernale. Abbiamo 2 cani molecolari, uno che opera a livello nazionale, l'altro regionale, un'unità cinofila da macerie nazionale e una regionale in formazione. Premesso che l'impegno di un conduttore è quotidiano, le unità cinofile si addestrano tutte assieme almeno una volta al mese, più altre 2-3 esercitazioni  a gruppi di numero variabile. Questi appuntamenti sono fondamentali per arrivare preparati al momento di una ricerca reale, evento ormai molto frequente. Nei recenti interventi le nostre unità cinofile hanno dato buoni risultati in tutte le discipline". 
Pubblicato in 2018
Lunedì, 14 Agosto 2017 09:20

CANI MOLECOLARI PER CERCARE CARL BACHER

San Zeno di Montagna (VR), 12 - 08 - 17
Questa mattina due unità cinofile molecolari, una proveniente da Merano e una da Falzes, hanno effettuato un tentativo per provare a far luce sulla scomparsa di Carl Bacher, 58 anni, di Malles Venosta (BZ), di cui nulla si sa più da quando a metà luglio è stato visto in località Prada. Arrivato in zona il primo luglio, dopo non essersi presentato al mattino al lavoro, dalle notizie raccolte dai carabinieri dopo il rinvenimento del suo Caddy in un parcheggio, venerdì della scorsa settimana, l'uomo nei giorni successivi sarebbe rimasto sempre nei dintorni, facendo passeggiate e chiacchierando con i residenti. Proprio ai gestori di un hotel del posto, Carl Bacher il 13 o 14 luglio aveva riferito che sarebbe partito per un'escursione di due giorni. Dopodiché di lui non si è più saputo nulla. Questa mattina, con il supporto di una squadra del Soccorso alpino di Verona, i conduttori hanno portato i due bloodhound dove è parcheggiata la vettura dell'uomo. I cani sibsono spostati nel circondario, probabilmente seguendo ancora qualche sua traccia, dato che l'uomo ha girato a lungo in zona durante la sua permanenza. Purtroppo, anche per la distanza di tempo, non sono emersi elementi nuovi o sufficienti a restringere l'area di indagine.
Pubblicato in 2017
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