San Vito di Cadore (BL), 19 - 08 - 17
Ieri sera attorno alle 20.30 il Soccorso alpino della Val Fiorentina è stato allertato dal 118 per una famiglia in difficoltà nella zona di Mondeval. Padre, madre e bimbo di 8 anni di San Fior (TV), scendendo dal sentiero 466 sopra Santa Fosca, erano arrivati a una diramazione dove una traccia non Cai si innesta poi con il sentiero numero 466 che da L'Andria sale a Forcella Ambrizzola. Perso l'orientamento, non sapendo come procedere avevano preferito chiedere aiuto. Una volta geolocalizzati, le coordinate Gps sono state girate a una squadra di 3 soccorritori (altri due erani pronti a partire), che li ha raggiunti e riaccompagnati alla macchina.
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Mercoledì, 16 Agosto 2017 09:17

INTERVENTI IN MONTAGNA

Belluno, 15 - 08 - 17
Verso le 13.40 il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per un'escursionista infortunatasi a una gamba tra il Rifugio Averau e il Rifugio Scoiattoli. Una squadra del Sagf ha raggiunto la donna, P.G., 62 anni, di Borgo San Lorenzo (FI), che si trovava con un'amica, e la ha caricata sulla seggiovia con cui è scesa fino all'ambulanza che la ha trasportata al pronto soccorso. Alle 14.40 è scattato l'allarme per padre e figlio di 43 e 8 anni di San Donà di Piave (VE), che avevano perso la traccia del sentiero numero 1262 tra Auronzo e il Rifugio Monte Agudo. Individuata la zona in prossimità di località Valsalega è stata allertato il Soccorso alpino che ha dato indicazioni telefoniche all'uomo ed è andato loro incontro per assisterli nella discesa. Passate da poco le 15, il Soccorso alpino del Centro Cadore si è mosso per un pescatore non rientrato all'ora stabilita da località Antarigole vicino al Rifugio Padova. I soccorritori lo hanno fortunatamente incontrato mentre stava scendendo lungo la strada.
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Giovedì, 10 Agosto 2017 19:27

ALTRE EMERGENZE IN MONTAGNA

Belluno, 09 - 08 - 17
Pochi minuti prima delle 15 una squadra del Sagf di Auronzo, che con il Soccorso alpino presidia in questo periodo la zona, ha raggiunto in fuoristrada un'escursionista che si era infortunata vicino al casello di accesso alle Tre Cime di Lavaredo. La donna, R.M., 70 anni, di Villafranca (VR), era scivolata sulla strada e aveva sbattuto il fianco, riportando contusioni al gomito e al braccio. Medicata, ha rifiutato l'ambulanza e si è allontanata con la propria macchina. Passate le 16 il 118 è stato contattato da una coppia di Salzano (VE), M.M., 46 anni, lui, L.G., 43 anni, lei, che si trovava bloccata sopra un salto di roccia. Partiti alle 7.30 da Gares per un giro, i due erano saliti a Forcella Campigat, avevano percorso le creste verso Casera Caoz e, al momento di tornare a valle, perso il sentiero sul tratto erboso, avevano iniziato a scendere lungo un canale fino a fermarsi incapaci di proseguire o tornare sui propri passi. Localizzati con il binocolo dal Soccorso alpino della Val Biois - non c'era copertura per le comunicazioni telefoniche - cinque soccorritori sono partiti dal campeggio di Gares e sono risaliti a piedi a fianco del canale per poi scendere e raggiungerli a 1.400 metri di quota. Una volta da loro, li hanno assicurati, fatti risalire per 20 metri, portati a lato per un traverso e poi con loro hanno attraversato il bosco in discesa fino al campeggio. Alle 18.10 infine è scattato l'allarme per una scout di 16 anni di Pavullo nel Frignano (MO), che non era rientrata con da una passeggiata. Partita con un piccolo gruppo da Casera Antander, doveva percorrere un chilometro di sentiero fino a Casera Fedarole, a Chies d'Alpago, ma rimasta indietro, si era persa. I compagni la avevano cercata a lungo per poi lanciare l'allarme. Sul posto era arrivato il Soccorso alpino dell'Alpago e i Vigili del fuoco. Finché uno dei compagni non la ha vista, bloccata su un costone tra le rocce 200 metri sopra il sentiero tra il Vallone Antander e il Vallone Fedarole. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo aver imbarcato un soccorritore dell'Alpago per guidare l'equipaggio, ha provveduto a recuperare la ragazza con un verricello e la ha riaccompagnata al campo base.
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Mercoledì, 09 Agosto 2017 09:32

INTERVENTO NELLA NOTTE A SAPPADA

Sappada (BL),  09 - 09 - 17
Ieri sera attorno alle 20 il Soccorso alpino di Sappada è stato allertato dal 118 per un escursionista in difficoltà al rientro dal Bivacco Damiana sul Cadin di Dentro. Al momento di scendere, A. Z.., 63 anni, di Udine, si era portato troppo a valle rispetto al sentiero finendo in un rio in secca, sul lato ovest del Col di Laner, a circa 1.700 metri di quota. Seguendo tracce di animali, era poi rimasto bloccato tra i mughi. Messo in contatto telefonico con i soccorritori, diceva di vedere un ponte e una stalla in prossimità dell'abitato di Sappada. Una squadra di 3 soccorritori è quindi partita in direzione del bivacco, seguita poco dopo da due militari del Sagf, mentre una seconda squadra composta da 3 unità si è diretta con la jeep per cercare i riferimenti indicati dall'uomo. Procedendo in avanti, i soccorritori hanno appurato che il ponte e la stalla erano in realtà un ponticello e un rifugio in costruzione dentro un bosco nella Val di Enghe, ben distanti dal paese. Non appena hanno acceso i lampeggianti, 600 metri più in alto in linea d'aria ha risposto il flash di un telefonino. I soccorritori si sono portati alla base del rio in secca e da sotto hanno atteso lo scollinamento della squadra salita al bivacco, per dare indicazioni rispetto alla posizione dell'uomo. Benché si trovasse 200 metri più a est, infatti, il labirinto di mughi e balze di roccia ha ostacolato non poco l'avanzare della squadra. Una volta raggiunto, l'escursionista è stato assicurato e aiutato nella progressione attrezzando alcuni salti e traversi con le corde fino a riprendere il sentiero corretto, dove è stato rifocillato e reidratato. Sceso su una strada forestale, il gruppo è stato recuperato dal fuoristrada e accompagnato alla sede del Soccorso alpino, dove una terza squadra era pronta a partire in supporto alle operazioni. L'intervento si è concluso all'una e venti.
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Mercoledì, 09 Agosto 2017 09:29

DIVERSI INTERVENTI IN MONTAGNA

Belluno, 08 - 08 - 17
Attorno alle 13 l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è stato inviato dal 118 nei pressi del Rifugio Fonda Savio, sui Cadini di Misurina ad Auronzo di Cadore, per un'escursionista della Repubblica Ceca, M.P., 45 anni, che si era procurata un trauma al ginocchio lungo il sentiero Durissini. Recuperata, la donna è stata trasportata all'ospedale di Cortina. Subito dopo la Centrale operativa è stata contattata da un uomo che, partito dal Rifugio Dolomieu al Dolada in Alpago verso il Col Mat, era sceso sbagliando verso Soverzene, sul versante longaronese, e si trovava in difficoltà. Guidato dalle indicazioni del tecnico del Soccorso alpino di turno al Suem, l'escursionista è risalito per 200 metri ed è tornato al Rifugio. Una squadra del Soccorso alpino di Sappada ha accompagnato dai Laghi d'Olbe alla propria auto una donna di Venezia, N.T., 60 anni, che si era infortunata a un ginocchio mentre si trovava con altre persone. Poco prima delle 15 è scattato l'allarme anche per la Stazione di Agordo, che ha raggiunto un alpinista in rientro da una via sul Val delle Sasse in Civetta. A.S., 27 anni, di Cesiomaggiore (BL), che si era fatto male a una gamba è stato trasportato al pronto soccorso. Si è fortunatamente conclusa dopo poco la ricerca di un bambino di 10 anni nella zona tra Pomedes e il Rifugio Dibona a Cortina. Perso di vista da mamma e zia con le quali stava scendendo a valle, è stato ritrovato da una passante sulla strada e riaccompagnato dai familiari. Sul posto il Soccorso alpino di Cortina, il Sagf, i Vigili del fuoco.
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Pieve di Cadore (BL), 07 - 08 - 17
Questa mattina verso le 11.30 il Soccorso alpino di Pieve di Cadore è intervenuto sul sentiero che da Pozzale porta in località San Giovanni a Calalzo di Cadore, dove una donna residente in Belgio, S.D.C., 45 anni, si era procurata un probabile trauma alla caviglia. Una volta raggiunta dai soccorritori, la donna è stata caricata in barella e portata fino alla strada, per essere affidata all'ambulanza diretta al pronto soccorso di Pieve di Cadore. Seconda allerta per la Stazione poco prima delle 16, quando due amiche, M.Z., e L.R., entrambe di Ferrara ed entrambe di 78 anni, hanno chiesto aiuto al 118 poiché avevano smarrito il sentiero. Partite per una passeggiata da Col Vaccher sul Monte Zucco, a Valle di Cadore, le due donne avevano seguito una traccia perdendo l'orientamento. Dopo aver giorovagato cercando di rientrare, affaticate, avevano chiamato. Grazie all'applicazione di geolocalizzazione del Soccorso alpino, si è potuti rapidamente risalire alle coordinate Gps del punto in cui si trovavano e una squadra ha così individuato le due amiche ai margini del bosco. Accompagnate a piedi per 150 metri fino alla jeep, sono infine state trasportate alla loro macchina.
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Martedì, 08 Agosto 2017 13:34

RECUPERATI ESCURSIONISTI DAL MULAZ

Falcade (BL), 06 - 08 - 17
Sono stati riaccompagnati al Passo Valles, da dove erano partiti questa mattina, i 4 escursionisti padovani in difficoltà al rientro dal Rifugio Mulaz. Tre soccorritori della Val Biois in costante contatto telefonico sono riusciti a reindirizzarli sul giusto percorso andando loro incontro. I 4 amici, 3 ragazze, di 29, 21 e 14 anni, e un ragazzo di 30 anni, tutti di Brugine, sotto il temporale e complice la nebbia avevano infatti preso il sentiero per la Val Venegia perdendosi. I soccorritori capito dalla descrizione del posto dove si trovavano, li hanno fatti risalire e li hanno ritrovati a Forcella Venegia a circa 2.200 metri di quota. Con loro sono quindi rientrati a Passo Valles alle 20.30.
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Martedì, 08 Agosto 2017 13:24

NUMEROSI INTERVENTI IN MONTAGNA

Belluno, 06 - 08 - 17
Ieri sera, passate le 21, il 118 era stato contattato da un escursionista padovano che, scendendo dal Bivacco Cadore diretto in Val Giralba, era uscito dal sentiero e non sapeva dove si trovava. Messo in contatto con il Soccorso alpino di Auronzo, appurato che l'uomo, 40 anni, di Carmignano del Brenta, era attrezzato e non aveva problemi, gli sono state date le indicazioni di come mettersi al riparo e gli è stato detto di non muoversi, visto che non sarebbe piovuto. L'escursionista ha confermato ai soccorritori che, fatta luce, avrebbe cercato di tornare sul sentiero e scendere autonomamente, ma questa mattina alle 6 ha richiamato perché era rimasto incrodato impossibilitato a muoversi. Il Pelikan di Bressanone ha imbarcato un soccorritore di Auronzo per individuare il punto velocemente e lo ha sbarcato assieme al tecnico di elisoccorso con un verricello a circa 1.900 metri di altitudine in Val Stallata. Una volta assicurato, l'uomo è stato recuperato con il verricello e portato ad Auronzo. Attorno alle 14.30 due escursioniste polacche di 29 e di 23 anni hanno chiamato il 118. Partite molto tardi per la Ferrata Eterna in Marmolada, erano state infatti colte dal temporale all'inizio delle creste, a mezz'ora da Serauta, e avevano trovato riparo in una nicchia naturale della roccia. Il maltempo ha concesso all'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano di imbarcare due soccorritori della Val Pettorina che, sbarcati a Serauta hanno raggiunto le due ragazze e le hanno accompagnate fino alla stazione della funivia. Poi le nubi si sono chiuse e hanno vanificato un tentativo di avvicinamento dell'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore. Per fortuna poi l'intervento è stato portato a termine dall'Aiut Alpi in un momento di apertura e le due escursioniste sono state trasportate al Passo Fedaia. Il Soccorso alpino di Cortina ha soccorso in due momenti diversi durante il temporale due escursionisti che, scivolati, avevano riportato un trauma al volto, una al Rifugio Scoiattoli e uno al Rifugio Pomedes. Si è invece trasformato in intervento quello arrivato nel pomeriggio come una richiesta di informazioni. Alcune persone che stavano salendo il sentiero che porta al Rifugio Mulaz erano state messe in contatto con il Soccorso alpino della Val Biois che aveva dato le opportune indicazioni per proseguire. Gli escursionisti avevano poi chiamato dicendo che avevano raggiunto il Rifugio. Alle 19.30 però, nella fase di discesa hanno nuovamente chiamato dicendo di trovarsi in difficoltà. Una squadra della Val Biois sta attualmente intervenendo in loro aiuto.
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Crespadoro (VI), 05 - 08 - 17
Verso le 17 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno per due escursionisti di Montecchio Maggiore (VI), che, smarrito il sentiero, erano bloccati sopra salti di roccia. I due amici, U.B., 53 anni, lui, e A.B., 52 anni, erano partiti dal Rifugio Bertagnoli per un giro, ma ad un bivio avevano iniziato a seguire una traccia di animali, perdendo l'orientamento. Trovato un piccolo pianoro sopra un dirupo si sono fermati e hanno lanciato l'allarme fornendo le coordinate del luogo. Una squadra è quindi pattita e dopo tre quarti d'ora di cammino li ha individuati in località Cava di Pietra. Raggiunti, i soccorritori li hanno accompagnati attraverso il bosco fino a una strada sterrata da dove in fuoristrada li hanno riportati alla loro macchina. L'intervento si è concluso passate le 20 30.
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Venerdì, 04 Agosto 2017 07:39

RITROVATO CERCATORE DI FUNGHI

Valle di Cadore (BL), 03 - 08 - 17
Alle 16.15 il 118 è stato allertato per un cercatore di funghi in difficoltà sopra il Rifugio Costapiana. Uscito nei boschi con un gruppo di persone, l'uomo si era allontanato e i familiari lo avevano perso di vista. Alle 14.15 erano riusciti a contattarlo al telefono e lui aveva detto loro di non sapere dove si trovava. Poi il cellulare era risultato irraggiungibile. Le squadre del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, Centro Cadore, San Vito di Cadore con il Centro mobile di coordinamento si sono portate sul posto assieme ai militari del Sagf e ai Vigili del fuoco e hanno avviato la ricerca. Fortunatamente a un certo punto il fungaiolo, B.P., 78 anni, di San Bonifacio (VR), è riuscito a rispondere al telefono: si trovava in un punto aperto, libero da alberi. Gli è stato detto di non muoversi ed è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, attorno alle 18.10 dopo la ricognizione lo ha individuato, tra San Dionisio e il Costapiana, e recuperato con un verricello, per trasportarlo in via precauzionale all'ospedale di Pieve.
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