Domegge di Cadore (BL), 23 - 05 - 19

L'allerta del 118 per una persona scomparsa, la ricerca, il ritrovamento con successiva assistenza sanitaria e recupero sono le diverse fasi operative messe in atto ieri dal Soccorso alpino del Centro Cadore, durante l'esercitazione svoltasi non distante dal Rifugio Cercenà a partire dalle 18.30. Per rendere l'intervento il più verosimile possibile, l'addestramento è cominciato  con una chiamata al soccorritore reperibile di turno, a cui sono state fornite le prime indicazioni sull'incidente. Di seguito è stata attivata l'intera Stazione che si è portata al Rifugio  Cercenà con le jeep. In base alle informazioni ricevute è partita a piedi la prima squadra di due componenti, che dopo alcuni minuti ha individuavato il ferito nel bosco soprastante il rifugio e ha fornito alle altre squadre le coordinate Gps, indicando l'attrezzatura più opportuna per portare a termine l'intervento. Una volta arrivati dall'infortunato (che si presumeva politraumatizzato) i soccorritori lo hanno stabilizzato e caricato sulla barella Kong, mentre un'altra squadra provvedeva ad allestire il sistema di recupero per contrappeso e relativi ancoraggi. La barella è stata quindi fatta salire a monte una cinquantina di metri per superare la zona più impervia ed è poi stata calata per 250 metri lungo un ripido canale libero dalla vegetazione. Il ferito veniva infine trasferito sul fuoristrada, per essere trasportato dalla strada di accesso al rifugio fino al lago, luogo dell'ipotetico rendez vous con l'ambulanza. Hanno preso parte alla simulazione 20 volontari tra cui 4 Tecnici di soccorso alpino, che hanno cooordinato e pianificato la manovra, e un sanitario. Durante l'esercitazione si è posta particolare attenzione alla sicurezza in ambiente ostile (bosco ripido e scivoloso), alla scelta delle manovre e del percorso più opportuni per portare il ferito fino alla strada, alle comunicazioni radio e al coordinamento degli operatori nell'intervento. È seguito un breve incontro al Rifugio Cercenà, per discutere tutti insieme sull'intervento fatto e sui punti di debolezza e di forza emersi.

Pubblicato in 2019
Lunedì, 26 Febbraio 2018 14:12

ADDESTRAMENTO SPELEOSUB IN VALDASTICO

Pedemonte (VI), 25 - 02 - 18

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha effettuato un’esercitazione di soccorso speleosubacqueo nella giornata di sabato 24 febbraio all’interno della risorgenza Rio Torretta, situata a 450 mt slm nel Comune di Pedemonte in Valdastico (VI). La manovra simulava un mancato rientro: 2 speleosubacquei che non avevano dato notizie di uscita per cui un amico dei 2 ha dato l’allarme al soccorso speleologico. Le squadre tecniche si sono alternate fino all’inizio dei tratti allagati per il trasporto dei materiali, lasciando poi l’esclusività delle operazioni ai tecnici speleosubacquei. In particolare sono state valutate 2 situazioni post-sifone in cui gli speleosub hanno dapprima cercato i dispersi, poi medicalizzati e condizionati prima di affrontare la via a ritroso. L’evento ha visto coinvolte 4 commissioni operative del Soccorso speleologico, ciascuna per la propria competenza: la Commissione speleosubacquea (com Sub), che ha effettuato la manovra in acqua, la Commissione Medica (CoMed), che ha garantito la presenza del personale sanitario all’interno e all’esterno della grotta, la Commissione Comunicazione e Documentazione (CCD) che ha provveduto a documentare l’evento fornendo notizie all’esterno e la Commissione Tecnica (CTS) che ha fornito un sistema di trasmissione dati che ha reso possibile la comunicazione video e dati dall’interno all’esterno della grotta, facendo giungere le informazioni anche in punti molto distanti dall’evento quali la Sicilia e l’Abruzzo.  Il sistema di trasmissione dati ha consentito di vedere dall’esterno della grotta alcune operazioni interne, quali la medicalizzazione dell’infortunato, momento fondamentale del soccorso speleologico. Le operazioni hanno visto coinvolti una cinquantina di tecnici, afferenti alle singole commissioni, provenienti da tutta l’Italia, ospitate dalla Delegazione veneta del Soccorso speleologico.

Pubblicato in 2018
Rocca Pietore (BL), 12 - 02 - 18
Questo fine settimana le unità cinofile da valanga del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi si sono ritrovate a Malga Ciapela, sotto la Marmolada, per due giorni di esercitazione assieme agli istruttori nazionali del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e spleleologico, tra i quali Maurizio Luzzembergher, da anni specializzato nella tematica delle valanghe, e ai soccorritori delle Stazioni agordine, che hanno così effettuato un ripasso delle manovre fondamentali per ritrovare ed estrarre dalla neve persone eventualmente coinvolte. Sabato gli istruttori hanno provveduto alla parte teorica con lezioni in aula riguardanti, oltre alla parte tecnica, ogni aspetto del rischio valanghe e lo studio della neve, e una prima parte operativa in ambiente, poi ripetuta nella giornata di domenica. Per ricreare condizioni realistiche, è stato allestito un campo di addestramento in cui sono state scavate numerose buche a diverse profondità, in modo da nascondervi figuranti (a rotazione i conduttori), manichini o Artva. A turno ogni unità cinofila si è cimentata nella ricerca dei travolti, partendo dalle informazioni ricavate dai 'testimoni'. Ogni conduttore si è trovato di fonte uno scenario sempre complesso, con due o più persone coinvolte e difficoltà appositamente create per non escludere alcuna variante possibile. Grande soddisfazione è stata espressa al termine della due giorni dal direttore della Scuola regionale unità cinofile Alessandro Darman: "Attualmente operano 15 unità cinofile del Soccorso alpino  e 6 del Sagf col doppio brevetto, ricerca di superficie e valanga - ricorda Darman - 14 turnano quotidianamente nella Centrale di Pieve di Cadore nel periodo invernale. Abbiamo 2 cani molecolari, uno che opera a livello nazionale, l'altro regionale, un'unità cinofila da macerie nazionale e una regionale in formazione. Premesso che l'impegno di un conduttore è quotidiano, le unità cinofile si addestrano tutte assieme almeno una volta al mese, più altre 2-3 esercitazioni  a gruppi di numero variabile. Questi appuntamenti sono fondamentali per arrivare preparati al momento di una ricerca reale, evento ormai molto frequente. Nei recenti interventi le nostre unità cinofile hanno dato buoni risultati in tutte le discipline". 
Pubblicato in 2018

Auronzo di Cadore (BL), 01 - 07 -17
In vista dell’estate e dell’aumento delle situazioni di emergenza in montagna, questa mattina si è svolta un’importante esercitazione congiunta tra il Sasv, Soccorso alpino e speleologico del Veneto, e il Sagf, Soccorso alpino della Guardia di finanza, che suggella ancor più la collaborazione tra le due realtà, ufficializzata dopo decenni di cooperazione lo scorso anno dalla firma di un protocollo d’intesa, che uniforma intenti e modalità operative. Teatro dell’addestramento le Tre Cime di Lavaredo, meta turistica con migliaia di presenze quotidiane, dove a partire da questo luglio e per tutto agosto, Sagf e Sasv garantiranno un presidio con proprio personale, immediatamente pronto a intervenire in aiuto di escursionisti in difficoltà e per dare supporto in missioni più complesse con l’elicottero del Suem di Piave di Cadore. La base delle operazioni è stata fissata al Rifugio Lavaredo, a 2.390 metri di quota, punto di ritrovo per la Stazione del Soccorso alpino e del Sagf di Auronzo, e di atterraggio dell’elicottero AB 412 dellaSezione Aerea della Guardia di Finanza di Bolzano. Dopo un briefing iniziale, i soccorritori sono stati elitrasportati a Punta Frida, per procedere nella simulazione del recupero di due cordate parallele in difficoltà. Gli alpinisti ‘infortunati’ sono stati raggiunti e imbarellati dalle squadre calatesi lungo la parete. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha poi provveduto al trasporto di uno dei feriti, utilizzando un verricello, mentre la seconda barella ha proceduto la discesa con le corde verso la base della parete. Nei pressi del Rifugio, le unità cinofile da macerie hanno poi preso parte a una dimostrazione di ricerca. “Si tratta di un’esercitazione molto importante – ha sottolineato il comandante provinciale della Guardia di finanza Patrizio Milan – perché consente agli operatori di migliorare il coordinamento e la rapidità dei soccorsi, in un contesto ambientale bellissimo, ma impegnativo, frequentato da alpinisti provenienti da tutto il mondo”. “E’ fondamentale lavorare assieme – gli fa eco il presidente del Sasv Rodolfo Selenati – per migliorare la reciproca conoscenza e l’affiatamento di squadra e per acquisire la necessaria familiarità con tecniche operative identiche. Un rapporto consolidato ormai da anni, che l’anno scorso è sfociato in un protocollo d’intesa”. Hanno assistito alle manovre l’assessore regionale alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin, il comandante regionale della Guardia di finanza del Veneto, il generale di Divisione Antonino Maggiore, il sindaco Tatiana Pais Becher. Ricordiamo che nel 2016 il Soccorso alpino di Auronzo ha portato a termine 62 interventi.

Pubblicato in 2017

Auronzo di Cadore (BL), 28 - 06 - 17
Due cordate in difficoltà sulle pareti delle Tre Cime di Lavaredo e la necessità di un intervento di soccorso da portare a termine, squadre ed elicottero. Questo è lo scenario che si troveranno ad affrontare i soccorritori del Sagf, Soccorso alpino Guardia di finanza, e del Sasv, Soccorso alpino e speleologico del Veneto, Stazione di Auronzo, e Suem durante l’esercitazione congiunta di sabato prossimo, 1 luglio. A partire dalle 10, di fronte al Rifugio Lavaredo, si svolgeranno le manovre come in una reale emergenza: elitrasporto in quota delle squadre a Punta Frida, calata delle cordate a raggiungere gli infortunati, recupero di una barella con l’elicottero e calata a terra della seconda barella da parte delle squadre. A seguire si svolgerà una dimostrazione di ricerca con le unità cinofile da macerie, con chiusura delle operazioni attorno a mezzogiorno.

Pubblicato in 2017

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