Belluno, 17 - 06 - 19
È stato ritrovato da una squadra che stava perlustrando il sentiero M.Z., 47 anni, di Sedico (BL), l'escursionista, per il cui mancato rientro ieri sera era scattato l'allarme. Partito ieri mattina con l'intenzione di percorrere il primo tratto del Viaz dei camorz e dei camorzieri nel Gruppo della Schiara - l'impegnativa traversata alpinistica tra creste e cenge che dalla Pala Alta, attraverso Pala Bassa, cengia del Burel e Monte Coro, porta al Rifugio Bianchet  - l'uomo aveva mandato una foto passate le dieci e un messaggio che tutto era a posto verso mezzogiorno e mezza, poi più nulla. Il cellulare, che prima suonava libero, si era poi spento e i familiari preoccupati si erano mossi, rinvenendo la sua auto ancora parcheggiata a Pian de Fraina a 900 metri di quota. Data la difficoltà del percorsi, subito si è cercato di risalire al tracciato telefonico. Dal momento che l'ultima cella agganciata risultava quella di Vallada Agordina, si pensava potesse trovarsi sul versante che dà verso la statale agordina. Alle 5.30, alle prime luci, l'elicottero dell'Air service center convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, ha trasportato in quota due squadre della Stazione di Belluno, per poi procedere a un lungo sorvolo del percorso con altri soccorritori a bordo, senza però alcun risultato. Poiché l'uomo avrebbe dovuto fare il tratto Pala Alta - Pala Bassa, le due squadre sono state sbarcate alla fine, una a Forcella Medon, l'Altra sulla Pala Bassa, e hanno percorso a ritroso la porzione del Viaz. Arrivati all'attacco della Pala Alta, grazie a un'intuizione due soccorritori hanno tentato una cengia più alta, temendo l'alpinista avesse potuto proprio sbagliare l'ingresso iniziale. Ed è stato così che verso la cima est della Pala Alta lo hanno individuato, alle 8 circa, in un canale. L'uomo era salito quasi in vetta, molto più su rispetto alla traccia corretta, seguendo una cengia errata, quando un appiglio su cui si teneva aveva ceduto e lui era ruzzolato una quindicina di metri, fermandosi fortunatamente prima di uno strapiombo. Dopo aver attrezzato una corda fissa, la squadra lo ha raggiunto. Era cosciente, sebbene lamentasse dolori al bacino e avesse riportato un trauma al volto. Chiesto subito l'intervento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, il medico sbarcato assieme al tecnico di elisoccorso gli ha prestato le prime cure. Imbarellato  e recuperato con un verricello, l'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Belluno. Anche i due soccorrirori sono stati imbarcati e portati a valle a Bolzano Bellunese dove era stato allestito il campo base.
Pubblicato in 2019
Martedì, 18 Giugno 2019 14:35

MALORE IN MONTAGNA

Livinallongo del Col di Lana (BL), 16 - 06 - 19
A mezzogiorno circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Croda Negra, comune di Livinallongo del Col di Lana, dove alla base della via Gian Leo, prima di iniziare la scalata un'alpinista padovana, C.M., 37 anni, di Brugine, si era sentita male. Individuato il punto in cui si trovava la donna assieme ad altre due persone, l'eliambulanza ha sbarcato in hovering medico, infermiere e tecnico di elisoccorso, che le hanno prestato le prime cure. Recuperata con un verricello di 5 metri, la rocciatrice è stata trasportata all'ospedale di Belluno per le verifiche del caso.
Pubblicato in 2019
Auronzo di Cadore (BL), 09 - 06 - 19
Ieri il Soccorso alpino di Auronzo di Cadore ha effettuato un recupero impegnativo sulla Piccolissima delle Tre Cime di Lavaredo, l'unica a non avere una via normale di accesso e caratterizzata unicamente da pareti strapiombanti, per cui, in caso di emergenza, l'unico modo di accedere alla cima è il trasporto in quota con l'elicottero o, avendo tempo a disposizione, scalare una delle vie di IV e V grado.
Attorno alle 18.30 la Centrale del 118 è stata allertata per una coppia di alpinisti austriaci rimasti bloccati in un canale di roccia liscia, le corde incastrate durante la fase di rientro con le doppie a circa due tiri dalla base. Purtroppo l'avvicinamento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato a lungo ostacolato dalla presenza di nubi basse. Finché, poco prima della scadenza delle effemeridi, un varco nella nebbia ha permesso all'equipaggio di sbarcare sulla cime tre soccorritori, calandoli con un verricello di 50 metri. La squadra ha quindi attrezzato le doppie (7-8 in totale) e ha raggiunto la coppia, 31 anni lui, 28 anni lei, che aveva scalato la Via Preuss. I due rocciatori erano illesi, ma infreddoliti. Liberate le corde degli alpinisti, i soccorrirori hanno completato con loro la calata e sono rientrati assieme a piedi al Rifugio Lavaredo. Un'altra squadra era pronta a intervenire in supporto alle operazioni se necessario.
Pubblicato in 2019
Giovedì, 13 Giugno 2019 14:21

RECUPERO IN CORSO SULLE TRE CIME DI LAVAREDO

Auronzo di Cadore (BL), 08 - 06 - 19
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, appena si è aperto un varco nella nebbia, è riuscito a sbarcare, con un verricello di 50 metri, sulla Piccolissima delle Tre Cime di Lavaredo, tre tecnici del Soccorso alpino di Auronzo. La squadra ha iniziato le calate sulla via di rientro dalla Preuss, dove, a 50 metri dalla base, due alpinisti austriaci sono rimasti con le corde delle doppie incastrate nella roccia. In un'oretta li raggiungeranno e li porteranno a terra.
Pubblicato in 2019
Valli del Pasubio (VI), 08 - 06 - 19
Passate le 14 il Soccorso alpino di Schio è stato allertato dalla Centrale operativa del 118 per due interventi in contemporanea. Primo di cordata sulla Via Super Mario alla Torre dell'Emmele sul Monte Cornetto, un alpinista era volato per una ventina di metri in un punto strapiombante sbattendo al suolo e riportando un probabile trauma alla scapola, al bacino e a una caviglia. L'elicottero di Trento arrivato sul posto ha imbarcato sei soccorritori e li ha trasportati sulla cima del Monte Cornetto. La squadra si è portata sulla verticale e si è calata fino a raggiungere l'uomo, mentre nel frattempo l'eliambulanza caricava a bordo altri due soccorritori per sbarcarli in vetta al Campanile di Val Fontana d'oro per il secondo intervento.
Tornato dall'infortunato l'elicottero ha calato medico e tecnico di elisoccorso che, assieme ai sei soccorritori, lo hanno stabilizzato e caricato in barella, per recuperarlo con un verricello di 60 metri e accompagnarlo all'ospedale di Trento. La squadra è poi scesa a valle con i due compagni dello scalatore.
Nel rientro dopo aver salito la via Padovan sul Campanile di Val Fontana d'oro invece, padre e figlia di Sospirolo (BL) avevano sbagliato la seconda calata in doppia, rimanendo bloccati su un terrazzino assicurati a un vecchio chiodo. I due soccorritori sbarcati sulla guglia sono scesi con 100 metri di corda dalla coppia e assieme hanno proseguito la calata fino alla base per poi tornare dal sentiero alle macchine.
 
Pubblicato in 2019
Giovedì, 30 Maggio 2019 07:57

RECUPERATI ALPINISTI BLOCCATI IN PARETE

Brentino Belluno (VR), 24 - 05  -19
Alle 14.15 circa il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per una coppia di alpinisti in difficoltà nella falesia di Castel Presina. I due, un ragazzo di 24 anni e una ragazza di 22, entrambi veronesi, avevano risalito la via di più tiri 'Mestieri all'aria aperta', lunga 150 metri, ma quasi alla fine erano usciti dal tracciato corretto, finendo bloccati su una sosta fissata a un albero, impossibilitati a calarsi dalla parete strapiombante o a salire a causa di un dietro di roccia marcia instabile sopra di loro. In nove soccorritori sono arrivati dall'alto sulla verticale dei ragazzi, guidati dalle indicazioni di un decimo volontario date osservando la posizione col binocolo. Un tecnico si è quindi calato e ha messi in sicurezza gli alpinisti, mentre il resto della squadra preparava le soste per il recupero, avvenuto sollevandoli per contrappeso uno alla volta con corde statiche per circa 30 metri e recuperando alla fine anche il soccorrirore sceso da loro. Una volta in cima, la squadra e i ragazzi sono rientrati assieme alla macchina, dopo un quarto d'ora di cammino.
Pubblicato in 2019
Giovedì, 30 Maggio 2019 07:55

ALPINISTA SI INFORTUNA A UNA CAVIGLIA

Tonezza del Cimone (VI), 23 - 05 - 19
Attorno alle 19, la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Arsiero per un alpinista che si era infortunato mentre stava scalando una via sul Sojo dei Corvi. L'uomo, un sessantasettenne vicentino che si era procurato un probabile trauma alla caviglia, era riuscito a calarsi alla base con l'aiuto del compagno di cordata. Raggiunto da una squadra, l'infortunato è stato caricato in barella e trasportato dai soccorritori con un'oretta di cammino lungo il sentiero fino alla strada, da dove si è poi allontanato autonomamente.
Pubblicato in 2019
Domenica, 24 Marzo 2019 18:38

SOCCORSI ALPINISTI IN DIFFICOLTÀ

La Valle Agordina (BL), 23 - 03 - 19
Nel pomeriggio l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto nel Gruppo della Moiazza, poiché due alpinisti ventinovenni, uno di Castelfranco Veneto (TV) e uno di Vedelago (TV), completata la Via Spigolo Sorarù sulla Pala del Belia, avevano trovato neve in cima e non erano attrezzati adeguatamente per poter rientrare. Una volta individuati, il tecnico di elisoccorso è sbarcato e li ha fatti salire in hovering sull'eliambulanza, che li ha poi trasportati al Rifugio Carestiato.
Pubblicato in 2019
Giovedì, 11 Ottobre 2018 11:13

RECUPERATO ALPINISTA SULLE TERZE

Santo Stefano di Cadore (BL), 03 - 10 - 18
Alle 18.40 il 118 è stato allertato per un alpinista infortunatosi sulle Terze in Comelico. L'uomo era scivolato in un canale roccioso sopra il Bivacco Marta, ferendosi alla testa. Individuato dall'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore, il rocciatore - e di seguito la compagna - è stato recuperato dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio utilizzando un verricello di 20 metri. L'elicottero è poi volato in direzione dell'ospedale di Pieve di Cadore.
Pubblicato in 2018
Giovedì, 27 Settembre 2018 09:31

INTERVENTI IN MONTAGNA

Belluno, 26 - 09 - 18
Attorno alle 15.20 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Tofana di Rozes, nel comune di Cortina d'Ampezzo, a seguito della chiamata di un alpinista conquantenne bellunese che stava salendo in solitaria la Via Julia. Giunto su una cengia a circa 2.800 metri di quota, lo scalatore non si era sentito di proseguire in sicurezza e aveva contattato il 118. Imbarcato dal tecnico di elisoccorso in hovering, l'uomo è stato trasportato in prossimità del Rifugio Dibona. In mattinata una squadra del Soccorso alpino di Belluno era invece intervenuta in Valle del Mis, a Sospirolo, in supporto al personale sanitario dell'ambulanza, chiamata per aiutare un'escursionista infortunatasi sui Cadini del Brenton. La donna, che si trovava assieme al marito e aveva riportato un probabile trauma alla caviglia, è stata accompagnata fino alla strada. 
Pubblicato in 2018
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