2019

Longarone (BL), 22 - 05 - 19
Ieri attorno alle 19 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Longarone per due persone in difficoltà sul Col delle Agnelle. Partiti da Casso, due escursionisti quarantenni tedeschi avevano risalito il sentiero 372 che porta a Forcella Piave, a quota 2.050. Da lì, una volta scollinato, erano ridiscesi lungo il 395 incontrando grosse difficoltà per gli smottamenti e gli alberi caduti. Ben attrezzati con corde e imbraghi, i due uomini erano riusciti a superare anche un paio di ripidi canali assicurandosi tra gli alberi. Una volta giunti a Casera Col delle Agnelle, complice la nebbia non erano riusciti a individuare i segnali posti più in basso, come già accaduto in passato ad altri escursionisti. Infreddoliti e sprovvisti di pile, i due hanno preferito contattare i soccorsi, non avendo più orientamento certo. Uno di loro, inoltre, lamentava dolori a un ginocchio. Con le coordinate Gps del punto in cui si erano fermati, una squadra è quindi risalita di buon passo e, passate da poco le 22, li ha rintracciati sul prato della casera a 1.740 metri di altitudine. I cinque soccorritori li hanno aiutati entrambi a ritornare a valle camminando piano, senza che ci fosse bisogno di utilizzare la barella dato che anche l'escursionista che aveva manifestato male alla gamba riusciva a procedere autonomamente. A mezzanotte e un quarto il gruppo è rientrato a Casso, dove era atteso da un altro soccorritore con bevande calde e qualcosa da mangiare. I due escursionisti sono quindi ritornati con la propria auto al loro alloggio a Castellavazzo.
Pescantina (VR), 17 - 05 - 19
Attorno alle 17 il 118 è stato allertato per un aereo turistico precipitato nel fiume Adige, all'altezza dell'aeroporto di Boscomantico. L'elicottero di Verona emergenza, subito decollato, durante il sorvolo ha individuato i due occupanti 200 metri più a valle, trascinati dalla corrente. Il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio sbarcato con un verricello ha prima recuperato l'infortunato più grave, un quarantottenne di Opera (MI) - che era sdraiato nell'acqua e manifestava un possibile politrauma - a cui sono state prestate le prime cure urgenti, per poi provvedere al recupero del secondo uomo, che aveva riportato contusioni ed era in piedi nell'acqua. L'eliambulanza ha poi accompagnato a Borgo Trento il ferito, mentre il compagno è stato trasportato al pronto soccorso in ambulanza.

Vallarsa (TN), 14 - 05 - 19

Si sono concluse verso le 16.45 le operazioni di soccorso e di bonifica della valanga che si è staccata questa mattina sulle Piccole Dolomiti, nella zona di Pra degli Angeli, Boale dei Fondi, nei pressi del rifugio Campogrosso, sul confine tra Trentino e Veneto.
Il distacco nevoso, con un fronte di circa 100 metri e una lunghezza di circa 400 metri, ha travolto parzialmente uno scialpinista, un sessantunnne di Valdagno (VI), che stava salendo da solo, recuperato e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato dato verso le 11.30 di questa mattina da una persona che ha assistito al distacco, senza venirne coinvolta. Fin da subito si è temuto che sotto la valanga potesse esserci qualcun altro, poiché sul posto sono stati trovati diversi oggetti prima di riuscire a fare chiarezza sul numero esatto degli scialpinisti presenti al momento del distacco, sette in tutto.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’immediato intervento dell’elicottero che ha fatto sbarcare sul posto il Tecnico di Elisoccorso, l’unità cinofila e l’equipe medica. Per prima cosa è stato prestato soccorso alla persona ferita, la quale è stata stabilizzata, imbarellata e trasportata all’ospedale di Trento. Vista la dimensione importante della valanga, 3 elicotteri hanno effettuato numerose rotazioni per portare in quota il personale del Soccorso Alpino proveniente da diverse Aree operative del Trentino e 6 Unità cinofile, per un totale di più di 70 operatori coinvolti. In supporto ai soccorritori trentini è intervenuto anche il Soccorso Alpino del Veneto, Stazioni di Recoaro - Valdagno, Arsiero, Schio, Asiago, Padova e Verona e i Vigili del Fuoco. Le operazioni di ricerca con i cani e le operazioni di sondaggio sono proseguite per diverse ore, fino alla completa bonifica della valanga che ha dato esito negativo. 
Nessun mancato rientro è stato segnalato, nè sono presenti macchine nei punti di partenza dei sentieri, ma in via precauzionale tutte le segnalazioni delle aree di sondaggio sono state lasciate sul posto.

Ala (TN), 14 - 05 - 19
Tutte le Stazioni del Soccorso alpino della XI Delegazione Prealpi Venete sono state allertate e stanno intervenendo in supporto ai soccorritori trentini sulla valanga staccatasi non distante dal Rifugio Fraccaroli, al confine tra le due regioni, dove pare mancare all'appello ancora una persona, per aiutare nella ricerca e nella complessiva bonifica di tutta la superficie per escludere in assoluto eventuali presenze. L'eliambulanza di Verona emergenza, chiamata nel tentativo di trovare un corridoio di accesso, è purtroppo dovuta rientrare poiché le nubi si sono chiuse e non permettono l'avvicinamento.
San Nazario (VI), 02 - 05 - 19
Passato da poco mezzogiorno, il 118 ha allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa per una persona che si era sentita male durante una gita studentesca.
Lungo il sentiero numero 936 che porta a Col Moschin sul massiccio del Grappa, uno dei professori che stava accompagnando una comitiva di studenti aveva infatti accusato un malore. L'elicottero di Treviso emergenza, dopo aver imbarcato a Solagna un soccorritore in supporto alle operazioni, ha individuato il punto in cui si trovava l'uomo, a circa 300 metri di quota, accudito da una collega, mentre un altro professore si era incamminato a valle con i ragazzi. L'eliambulanza ha quindi verricellato il soccorritore assieme al tecnico di elisoccorso e successivamente il medico, che hanno prestato le prime cure a F.B., 63 anni, di Este (PD). L'uomo è quindi stato imbarcato e trasportato al campo sportivo di San Nazario dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Bassano del Grappa per gli accertamenti del caso e dove si trovava la corriera del gruppo, raggiunta poi anche dalla professoressa ridiscesa a piedi con il soccorritore. 
Borso del Grappa (TV), 01 - 05 - 19
Passate le 14 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del Monte Grappa, poiché l'eliambulanza di Treviso emergenza era impegnata in un'altra missione, a seguito della segnalazione di un deltaplanista che aveva visto un parapendio al suolo in località Legnarola. Seguendo le coordinate indicate, l'equipaggio ha individuato il punto su un ripido pendio tra gli alberi e ha sbarcato nelle vicinanze con un verricello tecnico del Soccorso alpino e medico. Una volta raggiunto il pilota, un uomo polacco, che da una prima ricostruzione era ruzzolato per una cinquantina di metri, è stato possibile solo constatarne il decesso, dovuto ai traumi riportati. Sul posto una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, una volta ottenuto il nulla osta per la rimozione, ha aiutato a ricomporre la salma, poi recuperata con un verricello di 20 metri e trasportata a Borso del Grappa, dove è stata affidata al carro funebre e ai carabinieri.
Precisazioni: Il pilota di deltaplano che ha allertato i soccorsi ha assistito all'incidente. Ha infatti visto il parapendio impattare sulla parete del Monte Legnarola e l'uomo, un settantunenne polacco, ruzzolare per un centinaio di metri tra gli alberi sottostanti. Rispetto alle coordinate ricevute, i soccorritori partiti in supporto alle operazioni dell'eliambulanza hanno dovuto superare un centinaio di metri di dislivello in più a piedi e arrivare a quota 1.350 metri.
Vodo di Cadore (BL), 29 - 04 - 19
Questa mattina attorno alle 10 il Soccorso alpino di San Vito di Cadore è stato allertato per portare alcuni medicinali a un uomo, rimasto isolato con la moglie nella propria casera a seguito della nevicata. Una squadra è partita dall'abitato di Vodo di Cadore con sci e pelli di foca, poiché le piante abbattute e il consistente strato di neve non consentivano di proseguire con altri mezzi sulla strada, e ha raggiunto la casa sul Col Botei, poco sotto il Rifugio Talamini, dove ha consegnato i farmaci. 
Limana (BL), 28 - 04 - 19
Attorno alle 17 il 118 è stato allertato da  un gruppo di persone rimaste bloccate dalla neve con le proprie automobili nella zona di Malga Canal dei Gatt. Sette automobili per ventisette persone in totale, che chiedevano l'intervento dei soccorsi, in quando non erano in grado di proseguire e una macchina era già uscita di strada. In loro aiuto sono stati inviati il Soccorso alpino di Belluno e i Vigili del fuoco, mentre veniva allertato anche il Comune di Limana che provvedeva a mandare un mezzo spazzaneve. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, le macchine erano riuscite a scendere a valle. È stato quindi controllato non ci fossero altre auto in difficoltà, poi le squadre sono rientrate.
Valdobbiadene (TV), 27 - 04 - 19
Attorno alle 14 la Centrale del 118 è stata allertata per un parapendio precipitato su un prato in località Balcon. Subito è decollato l'elicottero di Treviso emergenza, mentre sul posto si portavano una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane e l'ambulanza del Suem di Valdobbiadene. Il pilota, S.L., 40 anni, di Cona (VE) - che perso il controllo della vela era caduto, dalle prime informazioni, da una quindicina di metri di altezza e si trovava con amici - lamentava dolori alla schiena. Stabilizzato dal personale medico dell'eliambulanza e dal tecnico di elisoccorso sbarcati nelle vicinanze e caricato in barella, l'uomo è stato trasportato dai soccorrirori per una settantina di metri, per essere caricato a bordo e accompagnato all'ospedale di Treviso per gli accertamenti del caso.
Cortina d'Ampezzo (BL), 24 - 04 - 19
Attorno alle 14 il Soccorso alpino di Cortina è intervenuto in aiuto di una coppia di ragazzi sardi, lui di 26 lei di 19 anni, sotto le Cinque Torri. I due avevano lasciato la strada d'estate carrozzabile al bivio per salire al Rifugio, ma dopo un chilometro e mezzo circa, pioggia, neve e calzature non adeguate li avevano bloccati. Una squadra di soccorritori li ha raggiunti con la motoslitta e riportati a valle.
Domegge di Cadore (BL), 23 - 04 - 19
Ieri sera attorno alle 21 il Soccorso alpino del Centro Cadore è stato allertato per tre giovani escursionisti in difficoltà. I tre, due ragazzi e una ragazza diciassettenni di Schio (VI), erano partiti dal campeggio ad Auronzo di Cadore, dove stanno passando le vacanze con i genitori, per percorrere la Val da Rin e recarsi al Rifugio Chiggiato dove avrebbero pernottato. Lungo la strada, che stavano affrontando con le ciaspe, dopo il Rifugio Baion avevano sbagliato sentiero. Dopo aver chiamato il gestore del Chiaggiato, che aveva dato loro le indicazioni corrette, i ragazzi erano tornati sui loro passi per riprendere la giusta direzione e superare anche un piccolo tratto attrezzato. A causa del ritardo acquisito però, i giovani alle 19.30 erano ancora lontani dal Rifugio e avevano nuovamente contattato il gestore per avvertirlo che avevano avuto dei problemi e non sarebbero più arrivati. A questo punto, ormai prossimo il buio e perché non rischiassero di perdersi o farsi male, il gestore aveva consigliato loro di allertare i soccorsi. Una decina di soccorrirori ha quindi raggiunto il Rifugio Baion e, in parte a piedi e in parte con gli sci d'alpinismo, è arrivata fino dai ragazzi, alle 22.30 circa, riaccompagnandoli indietro. Una volta a Pian dei Buoi i soccorrirori li hanno ristorati con bevande calde, per poi riaccompagnarli ad Auronzo in campeggio. L'intervento si è concluso alle 2.
Longarone (BL), 22 - 04 - 19
Verso le 17 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato nel Gruppo del Bosconero dove, poco sotto il Bivacco Tovanella, un'escursionista si era fatta male mentre scendeva con le ciaspe, procurandosi un sospetto trauma al ginocchio. L'allarme era stato lanciato dal compagno che si trovava con lei e si era dovuto abbassare di quota per trovare un punto con copertura telefonica. Una volta individuata, la donna, M.B., 51 anni, di Domegge di Cadore (BL), è stata recuperata con un verricello di una decina di metri dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, per essere poi trasportata all'ospedale di Belluno.
Alpago (BL), 22 - 04 - 19
Questa mattina attorno alle 9 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto a Forcella Federola, tra i monti Antander e Venal, nel comune di Chies d'Alpago (BL), dove un uomo era ruzzolato infortunandosi, nel tentativo di recuperare il proprio cane finito in un dirupo. Dopo una ricognizione, l'eliambulanza ha individuato S.P., 44 anni, di Alpago, e il tecnico di elisoccorso lo ha recuperato con un verricello per trasportarlo all'ospedale di Belluno con un probabile trauma alla caviglia e al costato. Purtroppo il cane è poi stato ritrovato senza vita da un amico dell'uomo.
Verso le 15, invece, la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino dell'Alpago in supporto ai Vigili del fuoco per un incidente stradale, poiché l'elicottero era impegnato in un'altra missione, così come gli altri mezzi a terra. Un motociclista era infatti caduto dopo uno scontro e aveva riportato un possibile politrauma. Sopraggiunta nel frattempo, l'eliambulanza ha poi sbarcato con un verricello medico e tecnico di elisoccorso, per atterrare in seguito nelle vicinanze. Prestate le prime cure, l'uomo, F.D.S., 50 anni, di Zanè (VI), è stato imbarellato e trasportato fino all'elicottero decollato poi in direzione dell'ospedale di Belluno.
Valdagno (VI), 22 - 04 - 19
Alle 13.40 circa la Centrale operativa di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno, per un'escursionista che si era fatta male a un piede lungo una strada forestale della Val del boia. La donna, L.M., 57 anni, di Valdagno (VI), che stava rientrando con un gruppo di amici, era scivolata procurandosi un sospetto trauma alla caviglia. Quattro soccorritori si sono avvicinati il più possibile con il fuoristrada, per poi proseguire a piedi dieci minuti. Una volta stabilizzata e imbarellata, l'infortunata è stata trsportata alla jeep e da lì alla strada in Contrada Monte, da dove la donna si è allontanata autonomamente.
Valli del Pasubio (VI), 22 - 04 - 19
Attorno alle 12 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Schio per una coppia di escursionisti in difficoltà, sul Sentiero dell'arroccamento, tra il Passo degli Onari e i Tre apostoli. I due, O.G., di Barbarano Mossano (VI), lui, e A.R., di Torreglia (PD), lei, entrambi venticinquenni, erano partiti dall'Ossario del Pasubio, avevano poi preso il Sentiero del re, ma una volta arrivati su quello dell'arroccamento, non indossando opportune calzature, erano rimasti bloccati nella neve, impossibilitati a proseguire o a tornare sui propri passi. Sei soccorritori hanno raggiunto in jeep Malga Boffental per poi proseguire un'ora circa a piedi, dato che l'elicottero di Verona emergenza, avvicinatosi per recuperarli, era però dovuto rientrare a causa delle forti raffiche di vento. Una volta raggiunti, i due ragazzi sono stati assicurati dai soccorritori e, aiutati ne tratti più impegnativi, sono stati riaccompagnati a valle.
Valli del Pasubio (VI), 22 - 04 - 19
Ieri un escursionista non è rientrato all'ora di pranzo, come previsto, da una camminata sul Pasubio, che in questi giorni in quota mantiene vesti invernali. "Quando scatta l'allarme per la ricerca di una persona in montagna, si seguono le procedure stabilite dai protocolli operativi siglati con le prefetture, che prevedono l'allertamento del Soccorso alpino deputato anche al coordinamento  - ricorda Alberto Barbirato delegato del Soccorso alpino delle Prealpi Venete - le leggi nazionali 74/2001, 289/2001 e regionale 11/2015 individuano come riferimento esclusivo per il soccorso sanitario in montagna, in ambiente impervio, ostile e ipogeo il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, che opera in collaborazone con il Suem 118. Ieri malgrado la ricerca fosse partita già da diverso tempo e non si sapesse se la persona stesse bene, fosse ferita o peggio, il Suem 118 -  la Centrale operativa competente a livello sanitario regionale - e il Soccorso alpino sono stati allertati solamente alle 17.07, dal personale dei Vigili del fuoco che già ore prima era stato attivato". 
Al triste epilogo del ritrovamento del corpo senza vita dell'escursionista si è rischiato poi di aggiungere ulteriore gravità, dal momento che i due vigili che si trovavano nel Boale del Sant'Antonino sono stati investiti da due valanghe e trascinati per alcuni metri, senza fortunatamente riportare conseguenze. 
"Tutti i soccorritori e, ancora di più, i tecnici del Soccorso alpino che turnano nelle basi di elisoccorso e sono responsabili della sicurezza del personale sanitario a bordo, indossano dispositivi di protezione individuale normati dalla legge e sono dotati di attrezzatura adeguata all'ambiente e alla stagione in cui operano, ma soprattutto sono addestrati secondo precisi piani formativi per intervenire nel modo più sicuro possibile in ambienti dove il rischio è alto e imprevedibile" sottolinea poi il presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto Rodolfo Selenati. 
"C'è stato un mancato rispetto delle procedure di allertamento stabilite dai vari accordi - chiude Barbirato - esponendo tra l'altro chi è andato a ulteriori rischi inutili".
Ricordiamo infine che in questo periodo le condizioni della montagna sono ancora invernali. La neve abbondante si ghiaccia con le temperature notturne sotto lo zero, per sciogliersi nelle ore più calde dando origine a possibili valanghe primaverili. L'alternanza di ghiaccio e neve fradicia obbliga alla prudenza, alla dotazione di indumenti, calzature, attrezzatura adeguati e a un'opportuna preparazione.
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