2019

Recoaro Terme (VI), 09 - 10 - 19
Poco prima di mezzogiorno la Centrale del 118 di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno per una persona precipitata dalla Sisilla. Una squadra si è portata alla base della parete, dove il medico dell'ambulanza sopraggiunta nel frattempo ha potuto solamente constatare il decesso della donna, 51 anni, di Valli del Pasubio (VI). La salma è stata imbarellata e trasportata dai soccorritori fino al Rifugio Campogrosso, per essere affidata al carro funebre. Presenti anche i carabinieri.
 
Levico Terme (TN), 09 - 10 - 19
È stato raggiunto verso le 7.15 di questa mattina da una squadra del Soccorso Alpino dopo essere stato avvistato dai droni messi a disposizione dai Vigili del Fuoco, l’uomo che ieri sera non aveva fatto rientro a casa da un’uscita nei boschi di passo Vezzena per cercare funghi. È stato trovato nella zona fra malga Marcai e Malga Sassi. Le ricerche erano partite verso le 21.45 dopo che i familiari avevano dato l’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 non vedendolo rientrare. L’uomo, 75 anni di Carrè (Vi), ha raccontato di essersi ritrovato in mezzo agli schianti della tempesta Vaia e, con il sopraggiungere del buio, di aver deciso di fermarsi per trascorrere la notte nel bosco, non potendo avvisare nessuno poiché nella zona non c’era campo.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino ha organizzato le operazioni di ricerca facendo intervenire le squadre di terra delle Stazioni di Altipini e di Levico, le unità cinofile del Soccorso Alpino e della Scuola Provinciale Cani da Ricerca e Catastrofe. Sul posto anche le squadre di Asiago e di Arsiero del Soccorso Alpino del Veneto e i Vigili del Fuoco con i droni. Dopo il ritrovamento della macchina nei pressi di passo Vezzena verso le 22.45, le ricerche si sono concentrate nei boschi attorno al passo e verso il pizzo di Levico. Fino all’esito positivo di questa mattina.
Arsiè (BL), 08 - 10 - 19
Attorno alle 18.25 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Feltre, per un uomo che, mentre stava facendo lavori in un'abitazione in località Case Bernardi, era caduto da un'altezza di diversi metri, riportando un probabile politrauma. La compagna, che era con lui, aveva dato l'allarme. Tre soccorritori, casualmente nelle vicinanze, si sono portati sul posto dopo aver ricevuto le coordinate dalla Centrale operativa, mentre sopraggiungeva l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha sbarcato equipe medica e tecnico di elisoccorso. Prestate le prime cure urgenti, il trentenne è stato imbarellato e recuperato con um verricello, per essere trasportato all'ospedale.
 
Precisazioni: L'uomo, 47 anni del posto, è caduto da circa sei metri, mentre stava sistemando una casetta o un'altana su un albero, riportando un grave politrauma. La barella è stata recuperata con 10 metri di verricello. L'infortunato è stato poi trasportato all'ospedale do Belluno.
Tambre (BL), 07 - 10 - 19
Ieri sera passate le 22 il Soccorso alpino dell'Alpago è stato allertato per 5 persone che avevano perso l'orientamento nella zona del Cansiglio. Partiti da Vallorch, i 5 escursionisti di Venezia volevano seguire un giro ad anello, lungo la strada del Taffarel, Malga Mezzomiglio e rientro. Arrivato a Mezzomiglio, il gruppo ha però perso l'orientamento e i 5 sono scesi fino alla Madonna del Runal, dove hanno trovato copertura telefonica per chiedere aiuto. Una squadra con due mezzi si è portata sul posto e  li ha ritrovati poco sopra Pianture. Dopo averli caricati a bordo, i soccorritori hanno riaccompagnato il gruppo a Vallorch. L'intervento si è concluso alle 23.45.
Valli del Pasubio (VI), 06 - 10 - 19
Ieri sera attorno alle 21 il Soccorso alpino di Schio è stato allertato per un ciclista caduto con la bici da pedalata assistita in una scarpata. Partito da Campogrosso, C.C., 23 anni, di Rovereto (TN), che stava percorrendo il Sentiero del re facendosi luce con il cellulare, non ha visto il sentiero che scende al ponte di corde e ha proseguito, imboccando la vecchia strada non segnata. Poco dopo, mentre procedeva con la bici a mano, gli è scivolata lungo una frana e lui ha perso l'equilibrio ruzzolando per un centinaio di metri. Sette soccorritori, intuito dove potesse trovarsi, arrivati sul ponte sono riusciti a individuarlo, malgrado la nebbia, a circa 1.300 metri di quota, grazie ai segnali di luce che lanciava con il cellulare. La squadra si è calata per una cinquantina di metri e lo ha raggiunto: fortunatamente aveva riportato solo escoriazioni sulle gambe. Dopo averlo imbragato, i soccorritori lo hanno sollevato verso l'alto e riportato sul sentiero, recuperando anche la bicicletta, per poi accompagnarlo dai parenti, con i quali si è allontanato autonomamente.
 
Marano di Valpolicella (VR), 05 - 10 - 19
Attorno alle 14.15 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato dalla Centrale del 118 per un'escursionista di 43 anni, infortunatasi in val Baiaghe, una laterale della Valsorda, che la donna aveva raggiunto assieme al figlio dopo essere partita da Malga Biancari. Individuata grazie alle coordinate Gps, la donna è stata raggiunta da una squadra di 10 soccorritori. Prestatele le prime cure per una probabile frattura alla caviglia, l'escurionista e stata imbarellata e calata con le corde in 5 riprese per circa 250 metri e accompagnata sulla strada dove è stata affidata all'ambulanza diretta all'ospedale di Negrar.
San Vito di Cadore (BL), 04 - 10 - 19
Alle 19.30 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della strada sterrata che dal Rifugio Scotter scende a San Vito di Cadore, poiché una ventenne era caduta dalla propria mountain bike riportando un probabile politrauma. Alla ragazza sono state prestate le prime cure dall'equipe medica, sbarcata assieme al tecnico di elisoccorso nelle vicinanze. Imbarcata, la giovane è stata poi trasportata all'ospedale di Belluno.
Malcesine (VR), 04 - 10 - 19
Attorno alle 14.15 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona per una coppia di escursionisti tedeschi, bloccata sopra un salto di roccia, a 50 metri dalla strada. I due erano pariti da Torbole incamminandosi lungo un sentiero, avevano poi preso la traccia di una vecchia ferrata fermandosi però incapaci di proseguire. Dopo averli geolocalizzati grazie all'applicazione per smartphone in dotazione al Cnsas, non distante dal Campeggio Alpino di Navene, un tecnico è partito da Malcesine ed è riuscito ad avere un primo contatto vocale dopo venti minuti, fino poi a vederli. Dopo averli raggiunti, il soccorritore li ha riacconpagnati sulla strada e da lì ai mezzi pubblici. Pronta a partire una squadra per eventuale supporto.
Pieve del Grappa (TV), 04 - 10 - 19
Esercitarsi assieme per affinare le metodologie operative, così da ottimizzare la collaborazione in caso di intervento alle grandi profondità. In quest'ottica si è svolto dal 27 al 29 settembre un addestramento congiunto tra la VI Delegazione speleologica Veneto - Trentino Alto Adige e la II Delegazione speleologica Friuli Venezia Giulia del Cnsas, che ha avuto come teatro delle manovre l'Abisso Spaurasso, che si apre in prossimità di Cima Grappa. Questa cavità, che raggiunge i 600 metri di profondità, è la più importante del massiccio del Monte Grappa e per le sue caratteristiche morfologiche si presenta come un ottimo banco di prova per testare l'operatività delle due Delegazioni vicine. La complessità degli interventi in grotte profonde presuppone, infatti, una stretta collaborazione tra realtà confinanti e, proprio su questa linea, si colloca il rapporto instaurato ormai da anni. Sempre per stimolare la crescita tecnica dei soccorritori, erano presenti all'esercitazione sei speleologi del Soccorso sloveno e tre del Soccorso rumeno, questi ultimi, provenienti dalla regione di Cluj, grazie al gemellaggio in corso da tempo tra il Soccorso alpino e speleologico Veneto e il Salvamont Romania. Coordinate dall'esterno dalla direzione delle operazioni posta a Malga Val Vecia, quattro squadre di recupero in grotta si sono alternate durante l'addestramento, per un totale di una sessantina di tecnici. 
Particolarmente difficoltoso è stato il recupero nei tratti sub orizzontali dell'abisso, per la presenza di ambienti molto stretti e bagnati, alternati a tratti verticali da attrezzare con corde per sollevare la barella. Il collegamento tra l'interno e l'esterno è stato assicurato da una cavo telefonico steso per l'occasione dalla prima squadra entrata in grotta. L'organizzazione logistica, curata da entrambe le Delegazioni, ha permesso a tutti i tecnici, per i tre giorni di manovre, pasti caldi e tende dove riposarsi. Le operazioni in grotta sono iniziate venerdì alle 12 con l'ingresso della squadra deputata alle comunicazioni, seguita poi dalla squadra provvista dell'attrezzatura necessaria a predisporre il passaggio della barella e da altre tre squadre, nelle ore successive, che si sono alternate nel trasporto. La movimentazione della barella è iniziata alle 20 di venerdì da una profondità di - 550 metri, per concludersi alle 7 di domenica mattina, con il transito nel meandro terminale a pochi metri dall'ingresso della grotta. È stata un'esercitazione estremamente positiva, soprattutto per l'adozione sul campo dei nuovi schemi operativi e delle tecniche di recupero finalizzati alla riduzione del numero di tecnici presenti in ogni squadra e dei materiali da essi utilizzati: fattori che contribuiscono a diminuire l'esposizione a rischi, riducendo l'affaticamento, determinanti per la risoluzione di interventi complessi in profondità. La presenza di soccorritori di altri paesi europei ha permesso inoltre un proficuo confronto sulle rispettive metodologie d'intervento, creando i presupposti per ulteriori collaborazioni future. In questo senso il Soccorso speleologico del Cnsas si pone all'avanguardia a livello mondiale nell'elaborazione di tecniche, materiali e schemi operativi per rendere sempre più efficaci le operazioni di soccorso in grotta. 
 
Pieve di Cadore (BL), 03 - 10 - 19
A due giorni dal via, sabato prossimo 5 ottobre, sono già 65 le squadre che prenderanno parte alla nona edizione della Dolomiti Rescue Race, la gara internazionale riservata ai componenti del Soccorso alpino e speleologico in Italia - Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico e altri enti - e dei mountain rescue team europei, che si svolgerà a Pieve di Cadore, con prove tecniche e di resistenza. Quest'anno tutta la competizione potrà essere seguita in diretta dal maxischermo posto in Piazza Tiziano a partire dal via alle 8.30. All'evento, nato con lo scopo di incontrarsi, confrontarsi e stringere nuove amicizie in un contesto diverso da quello operativo e di intervento, parteciperanno quest'anno, oltre a squadre provenienti da tutte le regioni italiane, anche soccorritori di Polonia, Scozia, Romania, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Serbia. Presenti anche le squadre del Soccorso alpino della Guardia di finanza e del Settimo e Ottavo Reggimento alpini.
La Dolomiti Rescue Race è una competizione tecnica per squadre di quattro elementi ognuna, equipaggiati con materiale specifico. La partenza della gara, alle 8.30, avviene a Praciadelan di Calalzo di Cadore (BL), gli atleti salgono ai Piani del Monte Antelao e a Forcella Piria, per proseguire in cresta, calarsi poi con le corde doppie, raggiungere la vallata, attrezzare la barella e con questa arrivare al traguardo in Piazza Tiziano a Pieve di Cadore (BL), dove i primi arrivi sono attesi attorno alle 10.30. Il dislivello in salita è di 1.250 metri, in discesa di 1.440 metri per 15 chilometri di sviluppo. L'edizione dello scorso anno è stata vinta dalla Slovenia. Domani sera alle 21, all'Auditorium Cosmo in via dell'Arsenale 15, la gara sarà presentata ufficialmente alle compagini presenti.
Abano Terme (PD), 02 - 10 - 19
Attorno alle 19.30 il Soccorso alpino di Padova è stato allertato dalla Centrale del 118 per un incidente lungo il sentiero che porta al Monastero di San Daniele. Mentre stava scendendo in compagnia, una donna di Cadoneghe (PD), M.M., 77 anni, messo male il piede, si era procurata la probabile frattura di una caviglia. Sei soccorritori hanno raggiunto l'infortunata assieme a una squadra dei Vigili del fuoco di Abano Terme e, dopo averla imbarellata, la hanno trasportata a spalla per circa 150 metri fino alla strada, per poi affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Abano.
Voltago Agordino (BL), 02 - 10 - 19
È stato un fine settimana intenso per infermieri e medici del Soccorso alpino e speleologico Veneto, impegnati assieme alla componente tecnica in due serratissime giornate di addestramento nell'area attorno al Rifugio Scarpa, sotto il Monte Agner. La Scuola sanitaria regionale non si è infatti risparmiata nella scelta degli scenari operativi da proporre ai partecipanti provenienti dalle tre Delegazioni: II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete e VI Speleo. Sabato il ritrovo è stato fissato alle 8 a Frassenè Agordino per il primo gruppo, cui si sono aggiunti altri soccorritori la domenica mattina, per un totale di 45 volontari, compresi istruttori regionali e un nazionale di soccorso alpino, tecnici di elisoccorso e tecnici di soccorso alpino. Obiettivo degli organizzatori mettere in stretto rapporto la parte sanitaria e quella tecnica, in modo da permettere un confronto diretto costante e il raggiungimento dell'operatività più appropriata ad ogni caso affrontato. Arrivati al Rifugio Scarpa, i soccorritori sono stati divisi in squadre, ognuna comprendente 3 sanitari e 2 tecnici. A ciascuna è stato consegnato il materiale - medicinali e presidi sanitari - da utilizzare per i due giorni, senza possibilità di integrazioni una volta partita l'esercitazione. È poi cominciato l'addestramento con le prime 4 emergenze ipotizzate al mattino di sabato, poi a seguire 4 al pomeriggio, 4 la domenica mattina e una maxiemergenza a sorpresa a chiusura della due giorni. Ad ogni ambito erano inoltre associati particolari attrezzature, tipi di barelle, corde e ancoraggi per le manovre di recupero. In ciascun scenario, un figurante era stato istruito per recitare esattamente la parte di un infortunato o persona colta da malore, rispondendo - se previsto - alle domande dei soccorritori e simulando sintomi e comportamenti tali da permettere diagnosi e intervento tempestivi. Direttore, vicedirettori e due istruttori della Scuola medica nazionale del Cnsas che seguivano gli scenari, oltre ovviamente a supervisionare l'andamento corretto delle manovre, erano a disposizione della squadra come voce fuori campo, per suggerire l'andamento dei parametri vitali dei pazienti, per incalzare con repentini peggioramenti, per rappresentare la centrale del 118. Dall'allarme, all'arrivo dell'elicottero o dell'ambulanza, tutte le emergenze sono state seguite come se la squadra si trovasse in un reale intervento. Molteplice la casistica valutata: traumi da caduta, malori, sindrome da sospensione, shock, ferite. Realistici anche i luoghi scelti per localizzare gli incidenti, scarpate, prati, canali ghiaiosi, falesia, bosco, salti di roccia, imponendo spostamenti verticali del paziente, sia con calate che con recuperi dall'alto, e trasporto orizzontale. 
"È per noi motivo di orgoglio avere così tante persone che donano il loro tempo e la loro professionalità, mettendosi sempre in discussione e impegnandosi costantemente nella formazione e nell'aggiornamento", esprime la propria soddisfazione il direttore della Scuola sanitaria regionale Ludovica Sandei, che assieme alla vice Laura Pegge ha organizzato l'evento.
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 02 - 10 - 19
Ha bussato a una abitazione del paese di Roverè, attorno alle 7.20 di questa mattina, il diciassettenne di Sant'Anna d'Alfaedo (VR), di cui non si avevano più notizie da ieri mattina, quando non era rientrato a casa, dopo non essersi presentato a scuola. Allertato ieri sera, il Soccorso alpino di Verona aveva preso parte alle ricerche, assieme a Carabinieri, Vigili del fuoco e Protezione civile, concentrandosi nella zona di Ceredo, dove il ragazzo era solito percorrere una strada forestale. Il giovane, che stava bene, pur infreddolito e bagnato, ha probabilmente camminato tutta la giornata di ieri, sul posto i carabinieri. I soccorritori, che avevano ripreso le perlustrazioni dopo una pausa di qualche ora, sono stati fatti rientrare.
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 01 - 10 - 19
Il Soccorso alpino di Verona sta prendendo parte, assieme a Carabinieri, Vigili del fuoco e Protezione civile, alle ricerche di Lorenzo, un ragazzo di 17 anni che questa mattina, dopo non essersi presentato a scuola, non è più rientrato a casa. In questo momento i soccorritori stanno perlustrando una strada forestale abitualmente percorsa dal giovane, in località Ceredo.
Tambre (BL), 29 - 09 - 19
Attorno alle 18.30 il 118 è stato allertato da alcune persone che avevano trovato un uomo a terra privo di sensi in località Valmanera, in Cansiglio. Mentre chi era sul posto iniziava le manovre di rianimazione seguendo le indicazioni della centrale operativa, una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago si portava sul posto assieme all'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L'equipe medica e il tecnico di elisoccorso sbarcati nelle vicinanze sono subentrati nelle manovre e hanno tentato a lungo di rianimare l'uomo, purtroppo invano. Constato il decesso, la salma ricomposta e imbarellata è stata affidata al carro funebre. Sul posto anche i carabinieri forestali. Prima l'eliambulanza era intervenuta a Cortina d'Ampezzo, al Rifugio Vandelli, per recuperare una turista dell'Ecuador di 29 anni, che aveva manifestato dolori alla schiena che le impedivano di camminare. La ragazza è stata accompagnata all'ospedale di Pieve do Cadore per le cure del caso.
Ferrara di Monte Baldo (VR), 29 - 09 - 19
Poco prima delle 16 l'elicottero di Verona emergenza è decollato in direzione dei boschi sopra l'abitato di Ferrara di Monte Baldo, dove un cercatore di fungi si era sentito male dopo essere stato punto da alcuni insetti. Seguendo le coodinate date dalla moglie e dal figlio, l'equipaggio ha iniziato a sorvolare la zona, finché il figlio del fungaiolo non è uscito su una raduta facendosi localizzare. Atterrati sul prato, equipe medica e tecnico di elisoccorso sono andati incontro a B.B., 73 anni, di Verona e dopo averlo monitorato, lo hanno imbarcato e trasportato a Negrar per i controlli del caso.
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