2019

Borso del Grappa (TV), 04 - 02 - 19
Attorno alle 14 una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è intervenuta all'altezza del 14° tornante in zona Campocroce, circa 200 metri sotto il decollo del Tappeto sul Monte Grappa, per un parapendio precipitato e romasto sospeso tra gli alberi a 730 metri di quota. Il pilota, un cinquantenne austriaco, che era illeso, è stato recuperato dai soccorritori saliti utilizzando tecniche di tree climbing. Una volta raggiunto a una trentina di metri di altezza e dopo essere stato assicurato, l'uomo è stato calato a terra. Sul posto anche il personale del Suem di Crespano del Grappa.
Cortina d'Ampezzo (BL), 03 - 02 - 19
Attorno alle 13.20 è scattato l'allarme per una valanga in Tofana, staccatasi probabilmente in forma spontanea proprio sotto il bordo della pista Tofanin, con il timore che potesse essere rimasta coinvolta una persona, che contemporaneamente mancava all'appello. Per fortuna, mentre il Soccorso alpino di Cortina assieme al Sagf di Cortina con un'unità cinofila da valanga si portava sul posto - non potendo l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore avvicinarsi per la presenza di nebbia - la persona è stata ritrovata in pista in un altro punto. La valanga - 60 metri di fronte per 30 di lunghezza - è stata comunque bonificata dai soccorritori con il passaggio del cane, utilizzando Artva, Recco ed effettuando sondaggi. Esclusa la presenza di alcun coinvolto. Erano presenti inoltre la Polizia di Stato del servizio piste e il personale degli impianti.
Livinallongo del Col di Lana (BL), 02 - 02 - 19
Poco prima delle 15 il Soccorso alpino di Livinallongo è stato allertato per una valanga che aveva coinvolto 5 persone, delle quali una rimasta sommersa. I cinque, che stavano sciando nella zona del Passo Pordoi, in località Belvedere, erano usciti dalla pista in neve fresca, quando è avvenuto il distacco che ha travolto uno di loro, uno sciatore di Canazei (TN). Gli amici sono riusciti a individuare il punto in cui si trovava - i cinque erano sprovvisti di Artva, pala e sonda - mentre sopraggiungeva il personale dell'assistenza piste e del Soccorso alpino. Per il maltempo l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, decollato non appena è scattato l'allarme, è riuscito ad arrivare solo fino ad Arabba, dove la jeep del Soccorso alpino era pronta per il trasporto a monte di personale medico, unità cinofila e tecnico di elisoccorso. Fortunatamente i soccorritori  - Soccorso piste della Polizia di Stato e dei Carabinieri e Soccorso alpino di Livinallongo e di Canazei - sul posto sono riusciti ad estrarre lo sciatore dalla neve e lui non ha riportato alcuna conseguenza. L'elicottero è quindi rientrato. 
Ricordiamo il persistere in questi giorni dell'elevato pericolo di valanghe e invitiamo alla massima prudenza, sconsigliando vivamente escursioni di qualsiasi tipo, dato anche il rischio di probabili distacchi spontanei che potrebbero interessare vie di comunicazione e aree sciistiche. Risulta di fondamentale importanza la dotazione dei dispositivi di autosoccorso, Artva, pala e sonda, anche per muoversi su itinerari consueti, strade forestali, sentieri. 
Questa mattina il Soccorso alpino di Livinallongo è intervenuto per ripristinare i cavi che azionano il semaforo di segnalazione in caso di valanga a Livinè, a seguito del malfunzionamento causato dalla copiosa nevicata. 
In merito alla valanga caduta sul Passo Pordoi, le dimensioni erano di circa 20 metri di fronte per una trentina di lunghezza. Il giovane travolto è rimasto totalmente sommerso. I quattro compagni, che avevano visto il punto in cui era scomparso, hanno iniziato a scavare con le mani e sono riusciti a individuarlo, dopo avere trovato uno sci, e a liberargli il volto dopo pochi minuti, mentre uno di loro dava l'allarme. Il ragazzo è poi stato estratto dai soccorritori sopraggiunti dalla pista non distante. Non aveva riportato conseguenze, ma in via precauzionale e stato trasportato all'ospedale di Cavalese.

Belluno, 01-02-19

Pericolo valanghe forte, grado 4, su tutte le montagne del Veneto domani, sabato 2 febbraio, e domenica, 3 febbraio.  Il bollettino dell'Arpav conferma l'aumentato pericolo e avverte della possibilità di numerosi distacchi spontanei, che potrebbero interessare vie di comunicazione e aree sciistiche.  Da questa sera, venerdì 1 febbraio, dalle 21 in provincia di Belluno saranno chiusi per rischio valanghe i passi Val Parola, Pordoi, Falzarego, Casera Razzo, Giau, Fedaia. Nei prossimi giorni sono vivamente sconsigliate le escursioni, fintanto che il manto non si assesterà e si saranno ripristinate le condizioni per potersi muovere in sicurezza. Si consiglia in ogni caso di affrontate le gite in neve fresca sempre con la massima cautela e prudenza, portando con sé i dispositivi di autosoccorso, Artva, pala e sonda.

Alpago (BL), 31 - 01 - 19
Durante una passeggiata lungo la strada che da Campon porta a Pian Rosada, nell'attraversare un tratto con gli alberi abbattuti a seguito del maltempo di ottobre, un'escursionista ha messo male un piede superando un ostacolo e si è procurata un sospetto trauma al ginocchio. Attorno alle 15 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino dell'Alpago, che con una squadra ha raggiunto il luogo dove si trovava l'infortunata assieme al compagno. Arrivato sul posto, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha poi calato con un verricello di 40 metri il tecnico di elisoccorso. Stabilizzata, la donna, M.C., 47 anni, di Udine, è stata recuperata con la stessa modalità dall'eliambulanza, supportata dai soccorritori, per essere poi trasportata all'ospedale di Belluno.
Gallio (VI), 27 - 01 - 19
Attorno alle 11.30 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per un'escursionista colta da malore, mentre con il compagno stava facendo una passeggiata sulla strada che scende verso Campocavallo, utilizzata per il tracciato della pista di fondo. Due squadre sono partite con i fuoristrada da Campomulo e hanno raggiunto la ragazza, C.S., 30 anni, di Cartigliano (VI), che, sentitasi poco bene, aveva perso i sensi forse a causa del freddo ed era stata accudita e coperta con teli termici, anche grazie al supporto di alcuni passanti. Presa in carico dai soccorritori, l'escursionista, che nel frattempo si era ripresa, è stata fatta salire a bordo di una jeep e accompagnata a Campomulo, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Asiago per i controlli del caso.
Recoaro Terme (VI), 21 - 01 - 19
Passate le 14, l'elicottero di Verona emergenza è decollato in direzione del Rifugio Battisti alla Gazza, a seguito della chiamata per un escursionista scivolato per alcune decine di metri. Dalle prime informazioni, l'incidente era avvenuto sotto il Rifugio, ma, dopo una perlustrazione senza esito, l'equipaggio si è alzato e ha appurato che l'infortunato si trovava in realtà lungo il soprastante vajo. L'uomo, G.Z., 46 anni, di Schio (VI), stava risalendo con un'amica il Vajo Battisti, quando, arrivati circa a tre quarti, i due hanno preso una variante all'uscita e sono però rimasti bloccati. Mentre l'uomo si stava reggendo a un mugo, il ramo su cui si teneva si è spezzato e lui ha iniziato a ruzzolare. Cercando di fermarsi, l'escursionista ha piantato un rampone e si è procurato la sospetta frattura di una caviglia, riuscendo per fortuna a fermarsi su un cumulo di neve, cento metri più sotto. Una volta individuato, l'uomo è stato recuperato dal tecnico di elisoccorso con un verricello, per essere trasportato al Rifugio dove medico e infermiere gli hanno prestato le prime cure. Nel frattempo l'eliambulanza è tornata a riprendere la compagna, che lo seguiva, se lo era visto scivolare a fianco ed era più alta rispetto a lui. L'infortunato è stato quindi accompagnato all'ospedale. Una squadra del Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno è poi tornata nel vajo a riprendere lo zaino dell'uomo.
Asiago (VI), 20 - 01 - 19
Attorno alle 15.30 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Asiago per un escursionista scivolato sul ghiaccio, mentre con gli amici scendeva dal Portule verso Porta Renzola. Una squadra è partita in direzione del luogo indicato con il fuoristrada, per poi proseguire a piedi. L'infortunato, un ventenne di Campodarsego (PD) che si trovava con quattro amici e aveva riportato un sospetto trauma alla caviglia, era stato aiutato nel frattempo da due persone di passaggio, che gli avevano prestato ramponcini e racchette per riprendere a camminare. I quattro soccorritori lo hanno quindi raggiunto e aiutato a completare i 300 metri che li separavano dalla jeep. Da lì, in un quarto d'ora, lo hanno poi accompagnato al parcheggio, da dove si è allontanato autonomamente. 
Vi ricordiamo che in questo periodo i sentieri scarsamente innevati sono spesso ricoperti da lastre di ghiaccio assai insidiose, soprattutto nei versanti a nord. Anche un itinerario a voi familiare, percorso in tranquillità in estate, può nascondere rischiosi tratti di scivolo. Vi invitiamo a dotarvi dell'opportuna attrezzatura e ad avventurarvi in luoghi adeguati alla vostra preparazione. E a tornare sui vostri passi qualora vi accorgiate di situazioni di pericolo. 
Alleghe (BL), 20 - 01 - 19
Attorno a mezzogiorno e mezzo la Centrale del Suem ha richiesto l'intervento del Soccorso alpino di Alleghe in supporto all'ambulanza. Durante una passeggiata lungo il torrente Cordevole, infatti, una turista era scivolata mettendo male il piede e procurandosi un conseguente, probabile trauma. Una squadra la ha raggiunta e, dopo che il personale sanitario le ha prestato le prime cure, ha provveduto al suo trasporto in toboga fino all'ambulanza, partita poi in direzione dell'ospedale di Agordo.
 
Belluno, 19 - 01 - 19
Questa mattina l'assemblea regionale del Soccorso alpino e speleologico Veneto si è riunita per il rinnovo della presidenza dell'associazione per il triennio 2019-2021. I capi e i vicecapi delle 28 Stazioni, nonché i delegati e vicedelegati delle tre Zone, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleologica, hanno proceduto alla votazione. Confermati per il terzo mandato il presidente Rodolfo Selenati e il vicepresidente Giovanni Busato. "Proseguiremo in questo triennio con gli obiettivi perseguiti fino ad ora puntando alla centralita del nostro Servizio regionale - sottolineano Selenati e Busato - tra le priorità, la prevenzione, con un progetto da estendere alle scuole, la formazione continua e aggiornata di tutti i tecnici, per alzare ulteriormente il livello, il consolidamento dei rapporti con gli enti con cui collaboriamo. A seguito del recente intervento in aiuto delle popolazioni colpite dal maltempo, intendiamo inoltre assicurare ai nostri volontari dispositivi, attrezzature e competenze adeguate alle emergenze di Protezione civile in cui si trovano ad operare".
Asiago (VI), 19 - 01 - 19
Recuperate nella notte due escursioniste bloccate da ghiaccio e neve a Cima Portule. Partite ieri mattina alle 10 da Malga Larici, due amiche ventenni sono arrivate attorno alle 13 a Cima Portule, dove hanno mangiato qualcosa al sacco, per poi incamminarsi lungo il giro ad anello che passa per Bocchetta Portule. Completato il sentiero che taglia la cresta, le due ragazze, una ventiquattrenne di Roana (VI) e una ventenne di San Pietro Cariano (VR), si sono però trovate in un tratto a nord con la neve alle ginocchia. Le escursioniste sono quindi tornate indietro a Cima Portule e hanno iniziato la discesa alle 15.30 verso Casara Trentin. Nebbia e nevischio le hanno  rallentate finché non si sono dovute fermare del tutto per la presenza di neve ghiacciata. Alle 16.40 l'allarme ai carabinieri di Thiene, che hanno allertato il Soccorso alpino di Asiago. Due squadre si sono mosse con i fuoristrada con le catene montate e si sono avvicinate il più possibile per poi proseguire a piedi, dopo averle contattate al telefono raccomandando loro di non muoversi. Una volta individuate anche grazie alla luce dei loro cellulari, i soccorritori le hanno raggiunte e, fatti calzare loro i ramponi, le hanno riaccompagnate a valle.
Asiago (VI), 18 - 01 - 19
Due squadre del Soccorso alpino di Asiago stanno intervenendo tra Cima Dodici e Cima Trentin, dove due escursioniste sono bloccate dalla presenza del ghiaccio, che rende impercorribili senza ramponi molti sentieri. Poiché la zona è priva di copertura telefonica, l'allarme è arrivato poco prima delle 17 ai carabinieri di Thiene, che hanno allertato i soccorritori. Un tentativo di avvicinamento è stato fatto dall'elicottero di Trento, prima deviato su un incidente, poi bloccato dalla nebbia e dal nevischio. Le squadre si sono avvicinate il più possibile in jeep per poi procedere a piedi, portando con loro ramponi e attrezzatura adeguata alla progressione per le due escursioniste. L'intervento è ancora in corso.
Valstagna (VI), 14 - 01 - 19
Un subacqueo non ritorna dalla risorgenza dell'Elefante Bianco, scatta l'allarme e una squadra di speleosub si immerge a cercarlo. È questo lo scenario ipotizzato ieri nel corso dell'addestramento, che ha visto impegnati sei dei sette tecnici speleosub in forza al Soccorso alpino e speleologico Veneto. I soccorritori si sono immersi nel laghetto di Ponte Subiolo e hanno proceduto alla ricerca del disperso provvisti di rebreather, apparecchi che consentono una lunga autonomia e notevoli profondità, stendendo una linea di sicurezza con bombole di riserva lungo tutto il tracciato. Le esercitazioni, in questo caso con manovre fino a - 50 metri che hanno permesso individuazone e recupero, sono ripetute più volte in un anno e finalizzate a rendere più sicure le operazioni e a ottimizzare i tempi di intervento. L'Elefante Bianco è una tra le grotte sommerse più frequentate dagli appassionati di speleosubacquea, che fino ad oggi ha purtroppo già registrato sette vittime. 
San Zeno di Montagna (VR), 13 - 01 - 19
Attorno alle 14 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona per un escursionista caduto su un tratto ghiacciato della strada che dal Rifugio Chierego porta in località Due Pozze, verso cui stava rientrando. Due squadre sono quindi partite in fuoristrada da Rivoli e da Verona. L'infortunato, S.M., 48 anni, di Mantova, che aveva riportato un probabile trauma al piede, è stato stabilizzato e caricato sulla jeep, per essere poi accompagnato all'ambulanza in attesa al bivio con la strada provinciale all'altezza di Prada. 
Belluno, 13 - 01 - 19
Sono rientrate le squadre che anche oggi hanno preso parte alla ricerca di Riccardo Tacconi in Navegal. L'esito è tuttora purtroppo negativo e non sono arrivate ulteriori segnalazioni. Domani le diverse forze impegnate dal venerdì della scomparsa del podista, il 4 dicembre scorso, si riuniranno in prefettura per fare il punto e valutare tutte le informazioni raccolte sino ad ora, per decidere in che modo proseguire. Oggi erano presenti una cinquantina di persone tra Soccorso alpino, Sagf, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali, Protezione civile. I sopralluoghi si sono concentrati nell'area di Quantin e in altre zone già percorse dove verificare singoli luoghi in cui permanessero eventuali dubbi.
 
San Zeno di Montagna (VR), 12 - 01 - 19
Alle 17.40 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona per un escursionista scivolato sul ghiaccio, lungo la strada che porta a Malga Ortigara. L'uomo, 52 anni, di Legnago (VR), lasciata la macchina a Due Pozze, era salito con altre tre persone al Rifugio Telegrafo sul Monte Baldo. Nella fase di rientro, a mezz'ora di distanza dall'auto, l'incidente che gli ha causato la possibile frattura di una caviglia. Grazie alla geolocalizzazione avvenuta a seguito dell'invio di un messaggio tramite l'applicazione Georesq, due squadre, una partita da Rivoli, una da Verona, hanno raggiunto in fuoristrada con le catene montate l'infortunato. Dopo avergli prestato le prime cure, i soccorritori lo hanno caricato a bordo per trasportarlo all'ambulanza della Croce Rossa, partita poi in direzione dell'ospedale di Peschiera.
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