2019

Laghi (VI), 23 - 06 - 19
Alle 10.50 il Soccorso alpino di Arsiero, che stava prestando assistenza alla SkyLakes, è stato allertato dal 118, su segnalazione di alcuni volontari che si trovavano lungo il percorso, per un infortunio avvenuto al di fuori della gara, ma sempre nelle vicinanze. Un escursionista ottantatreenne di Schio (VI), che si trovava con alcuni amici, messo male un piede, si era infatti procurato una sospetta frattura alla caviglia. Una squadra è quindi partita da Contrada Tretti e, dopo aver percorso il sentiero che costeggia in piano il monte, ha raggiunto l"infortunato assieme all'infermiere di Stazione. Prestate le prime cure, l'uomo è stato imbarellato e, assicurato con le corde e spostato per contrappeso in alcuni tratti, è stato accompagnato alla strada e affidato all'ambulanza.
Cortina d'Ampezzo (BL), 22 - 06 - 19
Attorno alle 20 il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato dalla Centrale del 118 per una coppia di escursionisti canadesi in difficoltà. Partiti da Cortina, i due dovevano percorrere la Val di Fanes per pernottare al Rifugio Lavarella, ma avevano sbagliato itinerario e si erano persi in Val Travenanzes. Dopo aver imbarcato un soccorritore per guidare l'equipaggio sul luogo indicato dalle coordinate Gps, l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano ha geolocalizzato la coppia e ha imbarcato i due escursionisti in hovering, per trasportarli fino alla piazzola dell'elicottero del Codivilla. Una squadra li ha poi accompagnati in jeep in Val di Fanes, dove il gestore del rifugio è andato loro incontro.
Arsiero (VI), 22 - 06 - 19
Attorno a mezzogiorno il Soccorso alpino di Arsiero è stato contattato per vedere se fosse possibile rintracciare e recuperare 5 mucche, scappate da Malga Zolle di Dentro spaventate dal forte temporale. Dato che alcuni soccorritori erano già in zona, si sono recati sul posto, dove si trovavano anche i Vigili del fuoco con il loro elicottero, dovuto però rientrare a causa del maltempo. Una squadra di 8 volontari è scesa in fondo a una valle, raggiungendo due delle mucche finite in un torrentello. I soccorritori sono quindi riusciti a parancarne una facendola risalire nel bosco fino a un terrazzino, da dove si potrà spostare in autonomia. Domani il malgaro vedrà come procedere al recupero dell'altra e delle due ritrovate in altri punti. Una manca sempre all'appello.

Su invito del presidente nazionale del Salvamont Romania, Sabin Cornoiu, una delegazione del Soccorso alpino e speleologico Veneto ha preso parte giovedì scorso, 20 giugno, ai festeggiamenti per i 50 anni dalla fondazione dell'organizzazione romena. Ospitati nella regione della Muntenia a Sinaia, una delle più belle località montane del paese, il presidente del Sasv, Rodolfo Selenati, e il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, Alex Barattin, hanno partecipato alle celebrazioni, affiancando i rappresentanti del Soccorso montano di Polonia, Germania, Austria e Francia. Assieme a loro anche Franco Casanova e Sigfrido Dalla Rosa del Soccorso alpino di Feltre, che ormai da tempo ha in corso uno scambio di esperienze e amicizia con il Salvamont Romania, sfociato in visite reciproche e addestramenti congiunti. A Rodolfo Selenati il piacere di consegnare a Sabin Cornoiu un dono appositamente realizzato per l'occasione e il compito di illustrare in un breve discorso, ai circa 200 partecipanti, la struttura e l'attività del Soccorso alpino e speleologico Veneto. Il gemellaggio proseguirà il primo fine settimana di ottobre, quando,  per il terzo anno, il Salvamont Romania tornerà a Pieve di Cadore in occasione della nona edizione della Dolomiti Rescue Race.

Belluno, 17 - 06 - 19
È stato ritrovato da una squadra che stava perlustrando il sentiero M.Z., 47 anni, di Sedico (BL), l'escursionista, per il cui mancato rientro ieri sera era scattato l'allarme. Partito ieri mattina con l'intenzione di percorrere il primo tratto del Viaz dei camorz e dei camorzieri nel Gruppo della Schiara - l'impegnativa traversata alpinistica tra creste e cenge che dalla Pala Alta, attraverso Pala Bassa, cengia del Burel e Monte Coro, porta al Rifugio Bianchet  - l'uomo aveva mandato una foto passate le dieci e un messaggio che tutto era a posto verso mezzogiorno e mezza, poi più nulla. Il cellulare, che prima suonava libero, si era poi spento e i familiari preoccupati si erano mossi, rinvenendo la sua auto ancora parcheggiata a Pian de Fraina a 900 metri di quota. Data la difficoltà del percorsi, subito si è cercato di risalire al tracciato telefonico. Dal momento che l'ultima cella agganciata risultava quella di Vallada Agordina, si pensava potesse trovarsi sul versante che dà verso la statale agordina. Alle 5.30, alle prime luci, l'elicottero dell'Air service center convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, ha trasportato in quota due squadre della Stazione di Belluno, per poi procedere a un lungo sorvolo del percorso con altri soccorritori a bordo, senza però alcun risultato. Poiché l'uomo avrebbe dovuto fare il tratto Pala Alta - Pala Bassa, le due squadre sono state sbarcate alla fine, una a Forcella Medon, l'Altra sulla Pala Bassa, e hanno percorso a ritroso la porzione del Viaz. Arrivati all'attacco della Pala Alta, grazie a un'intuizione due soccorritori hanno tentato una cengia più alta, temendo l'alpinista avesse potuto proprio sbagliare l'ingresso iniziale. Ed è stato così che verso la cima est della Pala Alta lo hanno individuato, alle 8 circa, in un canale. L'uomo era salito quasi in vetta, molto più su rispetto alla traccia corretta, seguendo una cengia errata, quando un appiglio su cui si teneva aveva ceduto e lui era ruzzolato una quindicina di metri, fermandosi fortunatamente prima di uno strapiombo. Dopo aver attrezzato una corda fissa, la squadra lo ha raggiunto. Era cosciente, sebbene lamentasse dolori al bacino e avesse riportato un trauma al volto. Chiesto subito l'intervento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, il medico sbarcato assieme al tecnico di elisoccorso gli ha prestato le prime cure. Imbarellato  e recuperato con un verricello, l'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Belluno. Anche i due soccorrirori sono stati imbarcati e portati a valle a Bolzano Bellunese dove era stato allestito il campo base.
Feltre (BL), 16 - 06 - 19
Verso le 13.30 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Feltre per un'escursionista che si era procurata un sospetto trauma alla caviglia, mentre percorreva la Valle di San Martino. Una volta geolocalizzata, la donna, A.F., 65 anni, di Pederobba (TV), è stata raggiunta con la jeep da una squadra e accompagnata direttamente in ospedale.
Malcesine (VR), 16 - 06 - 19
Alle 13.30 circa una squadra del Soccorso alpino di Verona, che stava partecipando alla manifestazione 'Sicuri in montagna' a Trattospino, è partita in direzione del sentiero 651 sull'Altissimo dove si era infortunata un'escursionista. La donna, P.A., 58 anni, di Verona, che si trovava col marito e i due figli, era caduta e si era procurata un probabile trauma al ginocchio. Raggiunta dai soccorritori, è stata poi recuperata dall'elicottero di Verona emergenza che la ha accompagnata all'ospedale di Negrar.
Livinallongo del Col di Lana (BL), 16 - 06 - 19
A mezzogiorno circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Croda Negra, comune di Livinallongo del Col di Lana, dove alla base della via Gian Leo, prima di iniziare la scalata un'alpinista padovana, C.M., 37 anni, di Brugine, si era sentita male. Individuato il punto in cui si trovava la donna assieme ad altre due persone, l'eliambulanza ha sbarcato in hovering medico, infermiere e tecnico di elisoccorso, che le hanno prestato le prime cure. Recuperata con un verricello di 5 metri, la rocciatrice è stata trasportata all'ospedale di Belluno per le verifiche del caso.
Feltre (BL), 15 - 06 - 19
Si è svolta oggi a Feltre l'assemblea regionale del Soccorso alpino e speleologico Veneto, che riunisce i capi e vicecapi di tutte le 28 Stazioni regionali. Dopo l'approvazione dei bilanci dell'Associazione, l'assemblea ha approvato il nuovo statuto, che recepisce le novità introdotte dalla Legge 117 in materia di enti del Terzo settore. "Esprimo viva soddisfazione per la qualità del lavoro svolto dal gruppo che si è occupato dell'estensione del documento - sottolinea il presidente Rodolfo Selenati - è stato necessario inserire quanto dettato dalla normativa e armonizzarlo inoltre con lo statuto del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico".
È stato deciso che parte dei contributi del 5x1000, raccolti grazie alla generosità di chi ci sostiene, saranno impiegati per un progetto di prevenzione e sicurezza in montagna destinato ai più giovani, dai bimbi delle scuole primarie ai ragazzi delle superiori. La restante cifra permetterà di acquistare una giacca per tutti i soccorritori del Servizio regionale che permetterà di iniziare a uniformare la divisa.
L'assemblea ha infine nominato i nuovi vertici della Scuola sanitaria regionale per il triennio 2019/2021: il direttore è Ludovica Sandei, del Soccorso alpino del Centro Cadore, vicedirettori Laura Pegge, Soccorso alpino di Padova, Davide Are, Pedemontana del Grappa, e Paolo Grotti, Soccorso speleologico Veneto Orientale.
Cavaion Veronese (VR), 12 - 06 - 19
È stato ritrovato attorno alle 18 in stato confusionale e affidato all'ambulanza G.C., 55 anni, di Cavaion Veronese (VR), di cui non si avevano più notizie da domenica dopo pranzo, quando si era allontanato dalla propria abitazione a piedi e senza cellulare. Oggi attorno alle 12.20, a seguito della segnalazione di scomparsa ai carabinieri da parte del fratello, era stato allertato il Soccorso alpino di Verona per partecipare assieme alle altre forze alla sua ricerca. Dopo che quattro squadre avevano perlustrato senza esito le pendici boscate del Monte Moscal e verificato l'eventuale presenza in una grotta con la Stazione speleo, alcuni soccorritori si erano incamminati lungo il sentiero che porta ad Affi per essere poi recuperati da un'auto. Rientrando avevano visto un agente della Polizia municipale che si sbracciava su una stradina laterale per richiamare la loro attenzione. L'agente era infatti stato contattato da un ragazzo che aveva sentito dei lamenti e così era stato rinvenuto l'uomo. Una volta raggiunto, l'infermiere del Soccorso alpino di Verona ha subito provveduto a prestargli le prime cure e, una volta imbarellato, l'uomo è stato trasportato assieme ai Vigili del fuoco fino all'ambulanza fatta arrivare nel frattempo.
Cavaion Veronese (VR), 12 - 06 - 19
Alle 12.20 circa è stato chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Verona per partecipare assieme alle altre forze alle ricerche di un uomo -  di cui non si hanno più notizie da domentica quando si è allontanato dalla propria abitazione a piedi e senza cellulare - a seguito della segnalazione ai carabinieri da parte del fratello. Al momento quattro squadre stanno perlustrando le pendici boscate del Monte Moscal. Di queste, una composta da speleologi ne sta verificando l'eventuale presenza in una grotta.
Marano di Valpolicella (VR), 11 - 06 - 19
Attorno alle 17.20 la Centrale operativa del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona, per un escursionista che si era fatto male lungo il sentiero del ponte tibetano in Valsorda. Partito assieme alla compagna da Malga Biancari, durante una camminata lungo l'itinerario A.A., 33 anni, di Verona, era infatti scivolato riportando la probabile frattura di una gamba. Scattato l'allarme, sul luogo dell'incidente si sono portati tre soccorritori dalla base di Rivoli, quattro da Boscomantico e due trasportati alla malga dall'elicottero di Verona emergenza, che ha poi sbarcato con un verricello di una decina di metri medico e tecnico di elisoccorso, non distante dall'infortunato subito raggiunto a piedi. Prestate le prime cure, l'escursionista è stato imbarellato e portato a spalla dai soccorritori per 150 metri, fino a un luogo più accessibile all'eliambulanza, che lo ha subito recuperato con un verricello prima dell'arrivo del temporale ed è volata all'ospedale di Negrar. I soccorritori sono rientrati invece assieme alla compagna. 
Dato che l'incidente potrebbe essersi verificato a causa di calzature inadeguate, vi invitiamo sempre a dotarvi di vestiario e attrezzatura opportuni.
Arsiero (VI), 11 - 06 - 19
Pochi minuti dopo le 9 la Centrale del 118 di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Arsiero per un infortunio lungo il sentiero che sale al Monte Caviojo. Mentre marito e moglie stavano tornando sul percorso corretto dopo aver sbagliato strada, la donna, N.V., 65 anni, di Pievebelvicino (VI), si era infatti procurata una sospetta frattura alla gamba. In contatto telefonico con gli escursionisti, i soccorritori si sono fatti spiegare l'itinerario seguito e, non potendo procedere alla geolocalizzazione, si sono divisi in due squadre per avviare la loro ricerca. Poco dopo, circa 150 metri sopra l'abitato, la coppia è stata rintracciata dagli otto soccorritori, tra i quali medico e infermiere di Stazione che hanno subito prestato le prime cure all'infortunata. Stabilizzata e caricata in barella, l'escursionista è stata trasportata a spalla fino alla strada e lì affidata all'ambulanza.
Sospirolo (BL), 10 - 06 - 19
A mezzogiorno circa un escursionista bellunese ha chiesto aiuto al 118, poiché, durante una camminata con la figlia sul Piz de Vedana, quando stavano scendendo poco sotto la cima a 1.200 metri di quota, il loro cane, per motivi ancora da accertare, si era accasciato all'improvviso e non riusciva più a muoversi. Una squadra del Soccorso alpino di Belluno è partita con la jeep seguendo le indicazioni fornite dall'uomo ed è salita lungo la nuova strada forestale appena aperta, per poi lasciare la macchina e proseguire a piedi. Raggiunti dal padre andato loro incontro, i soccorritori, dopo un'oretta di cammino, sono arrivati dalla figlia, ferma assieme alla sua cagnolona, che guaiva immobile. Dopo aver approntato una barella d'emergenza col materiale portato da valle, la squadra ha caricato il cane e lo ha trasportato per circa 600 metri di dislivello fino alla jeep e da lì lo ha accompagnato assieme alla proprietaria dal veterinario, mentre uno dei soccorritori andava con il padre a recuperare la sua auto.
Cortina d'Ampezzo (BL), 10 - 06 - 19
Alle 13.10 circa la Centrale del 118 è stata allertata per due escursioniste in difficoltà sul Lagazuoi. Partite dal Passo Valparola, le due turiste, trentunenni australiane, stavano risalendo il Sentiero attrezzato dei Kaiserjäger, ma arrivate a circa 2.700 metri non erano più riuscite a proseguire per la presenza di neve. Ricevute le coordinate Gps, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è diretto nel punto indicato, che però si è rivelato errato. Dopo una ricognizione, l'equipaggio è riuscito a individuarle e, una volta calato da loro, il tecnico di elisoccorso le ha assicurate e imbarcate utilizzando un verricello di 20 metri. Le due escursioniste sono state quindi trasportate al Passo Valparola.
 
Auronzo di Cadore (BL), 09 - 06 - 19
Ieri il Soccorso alpino di Auronzo di Cadore ha effettuato un recupero impegnativo sulla Piccolissima delle Tre Cime di Lavaredo, l'unica a non avere una via normale di accesso e caratterizzata unicamente da pareti strapiombanti, per cui, in caso di emergenza, l'unico modo di accedere alla cima è il trasporto in quota con l'elicottero o, avendo tempo a disposizione, scalare una delle vie di IV e V grado.
Attorno alle 18.30 la Centrale del 118 è stata allertata per una coppia di alpinisti austriaci rimasti bloccati in un canale di roccia liscia, le corde incastrate durante la fase di rientro con le doppie a circa due tiri dalla base. Purtroppo l'avvicinamento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato a lungo ostacolato dalla presenza di nubi basse. Finché, poco prima della scadenza delle effemeridi, un varco nella nebbia ha permesso all'equipaggio di sbarcare sulla cime tre soccorritori, calandoli con un verricello di 50 metri. La squadra ha quindi attrezzato le doppie (7-8 in totale) e ha raggiunto la coppia, 31 anni lui, 28 anni lei, che aveva scalato la Via Preuss. I due rocciatori erano illesi, ma infreddoliti. Liberate le corde degli alpinisti, i soccorrirori hanno completato con loro la calata e sono rientrati assieme a piedi al Rifugio Lavaredo. Un'altra squadra era pronta a intervenire in supporto alle operazioni se necessario.
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