2019

Malcesine (VR), 07 - 09 - 19
Il Soccorso alpino di Verona sta cercando di rintracciare un escursionista che, arrivato all'Eremo di San Benigno e Caro, sopra Cassone, ha seguito una traccia errata che lo ha portato a perdersi. I soccorritori sono riusciti a parlare con lui, ma non riescono a geolocalizzarlo e stanno perlustrando la zona. Sul posto anche i Vigili del fuoco.
Marano di Valpolicella (VR), 07 - 09 -19
Attorno alle 17.15 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per due escursionisti in difficoltà. I due, 30 anni lui, 26 lei, entrambi di Verona, erano partiti da Malga Biancari in direzione del ponte tibetano. Dopo averlo raggiunto, però, al momento di rientrare avevano perso il sentiero finendo bloccati sopra salti di roccia. Due squadre, Soccorso alpino e speleo, che stavano prendendo parte alla Consulta della protezione civile di Verona, si sono portate sul posto, seguendo le coordinate Gps fornite dai ragazzi. I soccorritori hanno iniziato a chiamarli, finché i due non hanno risposto e sono stati individuati, più in basso rispetto alla geolocalizzazione rilevata. Calatisi da loro, le squadre li hanno dotati di caschetto e imbrago, per poi attrezzare un percorso laterale con corde fisse di una sessantina di metri. Condotti per tracce fino al sentiero, i due escursionisti sono poi stati accompagnati alla malga. Sul posto anche i Vigili del fuoco.
Belluno, 07 - 09 - 19
Attorno alle 13, il Soccorso alpino della Val di Zoldo è stato allertato per un'escursionista colta da malore a Malga Pramper. L.D.Z., 68 anni, di Taibon Agordino (BL), è stata raggiunta in fuoristrada da una squadra assieme a un medico, che le ha prestato prima assistenza. La donna è stata poi trasportata al parcheggio da dove si è allontanata con il proprio mezzo. Poco prima delle 14, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione di Sovramonte, dove, lungo la sterrata che scende dal Rifugio Dal Piaz, un ciclista era caduto sul sentiero sottostante con la propria mountain bike, riportando probabili traumi alla caviglia e a un gomito. Sbarcati con un verricello di 15 metri a circa 1.700 metri di quota, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno prestato le dovute cure a E.A., 37 anni, di Urbino (PU). Imbarellato, l'uomo è stato recuperato sempre con il verricello e accompagnato all'ospedale di Feltre. Sul posto anche una squadra del Soccorso alpino di Feltre, poiché la presenza di nebbia avrebbe potuto ostacolare l'intervento dell'eliambulanza. Su richiesta del gestore dell'Eremo dei Romiti a Domegge di Cadore, una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore si è portata in  jeep alla struttura per un ospite che belga che, per un dolore alla gamba, non riusciva più a camminare. Caricato in macchina, F.L.C., 65 anni, è stato trasportato direttamente all'ospedale di Pieve di Cadore per i controlli del caso.
Sedico (BL), 07 - 09 - 19
Attorno a mezzogiorno il Soccorso alpino di Belluno è stato allertato per un'escursionista che si era fatta male scendendo dalla Chiesetta di San Giorgio, all'altezza del bivio per la Pala Alta, sopra Pian dei Castaldi. Mettendo un piede su un sasso, infatti, questo si era spostato facendole perdere l'equilibrio e cadere. Una volta in piedi, M.S., 47 anni, di Belluno, si era accorta di aver riportato un probabile trauma alla caviglia. Una squadra si è avvicinata in jeep, per poi proseguire a piedi una mezz'ora. Una volta raggiunta, i soccorritori hanno stabilizzato la gamba dell'infortunata e la hanno caricata in barella per trasportarla fino al fuoristrada e da lì direttamente all'ospedale di Belluno.
Val di Zoldo (BL), 05 - 09 - 19
Ieri passate le 20 il Soccorso alpino della Val di Zoldo è stato allertato per due escursionisti in difficoltà sopra il Rifugio Bosconero. Con qualche indicazione sommaria, due ventenni, lui di Padova, lei di Dolo (VE), erano partiti nel pomeriggio da Passo Cibiana con l'idea di fare un giro ad anello di un'oretta e mezza e rientrare. Arrivati però a un bivio, avevano iniziato a seguire la traccia che sostituisce il sentiero di Forcella delle Ciavazole, che porta verso il Bosconero ed è assai impegnativa, finché senza luci e completamente disorientati, si erano fermati e avevano chiesto aiuto. La Centrale operativa del 118 li ha geolocalizzati e ha fornito le loro coordinate Gps alla squadra partita subito con la jeep (lasciata per proseguire a piedi all'altezza della nuova strada per il Bosconero, transitabile, benché non ancora aperta, ma bloccata da un mezzo pesante). In un'ora di cammino, i quattro soccorritori  hanno raggiunto la zona, a circa 1.500 metri di quota, e individuato i ragazzi, che facevano segnali luminosi col cellulare, verso Forcella della Calada. Assieme a loro sono quindi scesi a Pontesei, da dove li hanno riaccompagnati alla loro macchina al Passo Cibiana. L'intervento si è concluso verso mezzanotte.
Recoaro Terme (VI), 05 - 09 - 19
Ieri attorno alle 19 il Soccorso alpino di Recoaro Valdagno è stato allertato dalla Centrale del 118 per una persona colta da malore sul sentiero Soldà. Una ragazza che stava scendendo si era infatti imbattuta in un uomo esanime a terra ed era scesa a dare l'allarme. Alle 19.20 una squadra ha raggiunto al rendez vous con l'ambulanza medico e infermiere e li ha caricati a bordo del proprio mezzo fuoristrada, assieme ai carabinieri, per trasportarli dall'alto fino in località Covole, a 800 metri di quota, dove i Vigili del fuoco stavano praticando le manovre di rianimazione all'uomo, colto ma dalore mentre correva in salita verso Recoaro 1000. Purtroppo al personale sanitario non è stato possibile altro che constatare il decesso di A.G., 59 anni, di Recoaro Terme (VI). Ricomposta, la salma è stata imbarellata e trasportata alla jeep, per essere poi accompagnata dai soccorritori, presenti in sei, fino a Recoaro 1000 e lì affidata al carro funebre. L'intervento si è concluso in tarda serata.
 
Auronzo di Cadore (BL), 04 - 09 - 19
Alle 19.30 circa il 118 è stato allertato da quattro escursionisti tedeschi in difficoltà. I quattro uomini quarantenni stavano percorrendo la Cengia Gabriella in direzione del Rifugio Carducci, quando ormai prossimo il buio, avevano iniziato a preoccuparsi del lungo tratto ancora da percorrere, circa un'ora e mezza, e due di loro, finiti dalla stanchezza, erano stati colti dal panico. Individuati dall'equipaggio dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, gli escursionisti sono stati recuperati in 4 rotazioni con un verricello di 15 metri, per essere trasportati fino al Rifugio.
Belluno, 04 - 09 - 19
Attorno alle 13 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato lungo il sentiero numero 401 del Lagazuoi, a Cortina d'Ampezzo, dove un'escursionista della Repubblica Ceca, M.S., 56 anni, messo male un piede aveva riportato un probabile trauma alla caviglia. Stabilizzata dall'equipe medica sbarcata nelle vicinanze, la donna è stata poi imbarcata dal tecnico di elisoccorso e trasportata all'ospedale di Agordo. L'eliambulanza è stata di seguiti inviata sul Civetta, al Rifugio Torrani, comune di Val di Zoldo, per una turista padovana, M.G.T., 64 anni, che si era fatta male al piede. Anche in questo caso l'infortunata è stata accompagnata ad Agordo. L'elicottero si è infine diretto nuovamente a Cortina,  in un tratto della Ferrata Olivieri alla Punta Anna. Salendo con la moglie e altre persone che lo precedevano, M.C., 48 anni, di Roma, non era infatti più stato in grado di proseguire. Recuperato dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 20 metri, l'uomo è stato portato al Rifugio Dibona. La Centrale operativa ha poi dato informazioni telefoniche a un ciclista che si era perso con la bici elettrica nella zona di Andraz. L'uomo, di Latisana (UD), che aveva fatto un lungo giro partendo dal Rifugio Cinque Torri, è stato geolocalizzato e gli è stato spiegato il percorso da fare. Mentre il suo tracciato veniva seguito da GeoResQ per eventuali correzioni sul percorso, il ciclista è riuscito a tornare sulla strada corretta e a rientrare verso il Falzarego. Preallertato il Soccorso alpino di Livinallongo del Col di Lana.
Auronzo di Cadore (BL), 04 - 09 - 19
Attorno alle 11.30 il Soccorso alpino di Auronzo è stato allertato per un alpinista volato sulla Grande delle Tre Cime di Lavaredo. Probabilmente a  causa della fuoriuscita di un chiodo dalla roccia, primo di cordata, P.M., 28 anni, di Brescia, era caduto al terzo tiro della Via Zeitsprung, finendo su una cengia sottostante. Il Pelikan di Bressanone giunto sul posto ha imbarcato nella piazzola del Rifugio Auronzo personale del Soccorso alpino della Guardia di finanza, in supporto alle operazioni e per indirizzare l'equipaggio, e si è avvicinato alla parete, dove ha recuperato l'infortunato con un verricello. Il rocciatore, che aveva riportato un probabile politrauma, è stato trasportato all'ospedale di Brunico.
Cortina d'Ampezzo (BL), 03 - 09 - 19
Alle 18.40 circa il 118 è stato allertato per un alpinista, primo di cordata, volato sugli ultimi tiri della Via Pompanin - Alverà sul primo spigolo della Tofana di Rozes, e rimasto sospeso sulle corde. Recuperato dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore con un probabile trauma alla caviglia, il rocciatore è stato trasportato all'ospedale di Belluno. Imbarcati anche i suoi due compagni di arrampicata, lasciati poi al Rifugio Dibona. I rocciatori sono stati recuperati in tre rotazioni dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri.
 
Belluno, 03 - 09 - 19
Questa mattina alle 8.40 circa una turista francese, Y.A., 28 anni, si e procurata un probabile trauma alla caviglia nei pressi del Rifugio Auronzo. Allertato il Soccorso alpino, una squadra del Sagf la ha raggiunta e accompagnata in fuoristrada fino a Misurina, per affidarla all'ambulanza diretta al Codivilla. Verso le 13.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del Rifugio Averau, a Cortina d'Ampezzo, dove un sedicenne di Venezia aveva menifestato difficoltà respiratorie. Dopo essere stato visitato dall'equipe medica, il giovane è stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno per gli approfondimenti del caso. Anche una donna che si trovava al Rifugio Lagazuoi, A.T., 56 anni, di Selva di Cadore (BL), si è sentita male poco più tardi. In suo aiuto è atterrata nella piazzola della struttura l'eliambulanza dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, che la ha accompagnata a Belluno per le dovute verifiche. Alle 13.15 invece la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino della Val Comelico per una coppia che si era persa di vista sopra il Rifugio Forcella Zovo. Marito e moglie, 69 e 61 anni, di Imola (BO), stavano percorrendo una strada, quando il marito era partito in cerca di funghi e si era smarrito ritrovandosi su un'altra sterrata. I due erano in contatto tramite radioline e, proprio attraverso il walkie talkie, la donna aveva chiesto aiuto al gestore del Rifugio, che aveva contattato il 118. Sei soccorritori, compresi due del Sagf, si sono portati sul posto e hanno sintonizzato le loro radio sulla frequenza dei coniugi, così da contattarli e farsi spiegare il percorso seguito. In breve hanno quindi raggiunto la donna, che si trovava su una strada di San Pietro di Cadore, e subito dopo il marito, che era invece su una sterrata più distante, quasi parallela, gia in comune di San Nicolò Comelico. Le squadre hanno poi riaccompagnato la coppia alla propria macchina parcheggiata al Rifugio Forcella Zovo.
Auronzo di Cadore (BL), 02 - 09 - 19
Attorno alle 16, grazie a un varco nella nebbia, l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano si è potuto avvicinare alla parete della Cima Ovest di Lavaredo, a 2.750 metri di quota, dove erano bloccati i due alpinisti spagnoli. Sbarcato sulla cengia, il tecnico di elisoccorso li ha raggiunti e fatti spostare in un punto più agevole per l'imbarco sull'eliambulanza, avvenuto subito dopo. I due, che stavano bene e sono stati trasportati al Rifugio Auronzo, questa mattina erano ripartiti dal punto dove ave ano bivaccato, ma essendo un tratto poco frequentato e attrezzato, avevano fatto una doppia ed erano rientrati alla cengia allertando il 118. All'origine dei precedenti rifiuti, a quanto hanno riferito ai soccorritori, la convinzione di essere ormai arrivati in vetta, mentre in realtà mancavano ancora un paio di tiri, un'ottantina di metri in tutto, abbastanza impegnativi. 
Auronzo di Cadore (BL), 02 - 09 - 19
Ieri sera alle 20.20 circa il capo del Soccorso alpino di Auronzo è stato contattato nuovamente dai due alpinisti spagnoli, per il cui mancato rientro dalla Cima Ovest di Lavaredo era scattato l'allarme la notte precedente. La coppia, 45 anni lui, 36 lei, di Barcellona, che ieri mattina - individuata dopo una notte all'addiaccio a metà della Via Cassin - aveva rifiutato il recupero con l'elicottero per proseguire autonoma nella scalata, aveva raggiunto la cengia alta, ma si trovava in difficoltà e chiedeva informazioni sul rientro. Dalle foto ricevute, i soccorritori avevano capito che i rocciatori si trovavano dalla parte opposta rispetto alla normale. Dopo aver spedito loro due relazioni, spiegando dove si trovavano esattamente e cosa avrebbero dovuto fare, li hanno invitati ad attendere le prime luci e ripartire all'alba, per non mettersi in condizioni di rischio dato che avevano già passato una notte in parete. Dopodiché è stato chiesto al personale del Rifugio Auronzo di andare a tranquillizzare i genitori dell'uomo, la cui madre già ieri mattina aveva avuto un malore causato dall'agitazione. Questa mattina i soccorritori hanno mandato un messaggio al rocciatore per sapere come stavano. Non ricevendo risposte, è stato chiesto ai genitori se volevano che intervenisse l'elicottero per una seconda perlustrazione. A risposta affermativa, è intervenuta l'eliambulanza di Treviso che ha imbarcato personale del Sagf per indirizzare l'equipaggio sulla via. Appena individuati, anche questa volta, pur essendo poco distanti da dove si trovavano ieri sera e malgrado il tempo in peggioramento, gli scalatori hanno rifiutato di essere imbarcati e l'elicottero è rientrato. Più tardi l'uomo ha iniziato a mandare foto degli ancoraggi e della vista della Cima Grande per far capire la propria posizione e avere indicazioni. Su sollecitazione a chiedere subito l'intervento del 118, se pensava di non riuscire a scendere viste le brutte previsioni del tempo, per non rendere molto difficile il loro rientro - e sottolineando la preoccupazione dei suoi genitori - l'alpinista non ha più risposto. Il Soccorso alpino sta continuando a monitorare la cordata.
Roana (VI), 02 - 09 - 19
Ieri sera attorno alle 20.30 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato dalla Centrale del 118 per un cercatore di funghi di cui non si avevano più notizie dalla mattina alle 6. Dopo aver dormito sabato notte a Malga Meatta, ieri mattina un gruppetto di amici si era separato nei boschi circostanti, dandosi appuntamento a mezzogiorno. A quell'ora però il quarantacinquenne di Vicenza, il cui cellulare risultava spento, non si era presentato e gli amici, dopo averlo aspettato qualche ora, avevano lasciato la Malga. Avvertiti i carabinieri, i soccorritori si sono portati sul posto, iniziando a perlustrare in macchina le strade della zona e cercando di contattare i numeri di telefono a disposizione senza avere mai risposta. Era stata anche avviata la ricerca dell'ultima cella telefonica agganciata quando, alle 22.30 circa, i carabinieri hanno avvertito il Soccorso alpino che erano riusciti a rintracciare l'uomo: stava bene ed era a casa di un conoscente. L'allarme è quindi rientrato.
Montecchia di Crosara (VR), 02 - 09 - 19
Ieri sera alle 23.10 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona per due persone scivolate una quarantina di metri in una scarpata a Roncà. Al rientro dalla festa di compleanno di uno di loro in un agriturismo del posto, due fratelli, di 31 e 29 anni, di Arzignano (VI), hanno bucato una gomma della macchina. Sono scesi e si sono incamminati lungo la piccola strada in collina, finché uno è scivolato sul ciglio per alcuni metri, cadendo da un salto di una decina e ruzzolando per altri venti. Il fratello, per andare in suo aiuto, è a sua volta caduto lungo la stessa verticale. Gli amici, che li seguivano e avevano assistito alla scena, hanno subito lanciato l'allarme. Due soccorritori della Stazione speleo, arrivati prima da località vicine, si sono subito calati per verificare la situazione. Fortunatamente il tappeto di terra smossa e foglie secche nel punto dove erano caduti i ragazzi ne aveva attutito l'urto: uno aveva riportato una ferita sulla testa e lamentava dolori a un piede, l'altro non manifestava apparentemente alcuna conseguenza. Non appena sono arrivati altri 4 soccorritori, è sceso anche l'infermiere del Soccorso alpino che ha preso tutti i parametri dei due, riferendoli al medico della prima ambulanza sopraggiuta nel frattempo. È stato quindi deciso di procedere con il recupero dell'infortunato, stabilizzato, imbarellato, sollevato verso l'alto con un paranco e affidato all'ambulanza partita per Borgo Trento. È stata poi la volta del fratello, riportato sulla strada con le stesse manovre e trasferito sulla seconda ambulanza alle 3.10. L'intervento si è svolto in collaborazione con i Vigili del fuoco. Sul posto anche i Carabinieri di San Bonifacio.
Belluno, 01 - 09 - 19
Attorno alle 16.20 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Cortina per un'escursionista che si era procurata un sospetto trauma alla caviglia scendendo dal Rifugio Biella. La donna, C.D., 39 anni, di Roma, è stata raggiunta in fuoristrada da una squadra del Sagf, che ha imbarcato lei e i suoi compagni per trasportarli alla loro macchina a Ra Stua. Dal momento che non si sapeva la gravità dell'incidente, alle 17 circa, il Soccorso alpino di Auronzo di Cadore è stato inviato in supporto all'ambulanza e ai Vigili del fuoco lungo la strada statale 48, all'altezza del bivio per Cortina e Misurina, dove un'auto con a bordo una coppia di coniugi svizzeri era uscita di strada per alcuni metri. Una volta sul posto i soccorritori hanno verificato che i due non si erano fatti niente e non e stato necessario il loro intervento.
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