2019

Pove del Grappa (VI), 22 - 03 - 19
Nel pomeriggio il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa e stato allertato dalla Centrale del 118 per un parapendio precipitato all'altezza del Sentiero naturalistico degli scalpellini sul Monte Grappa. Una squadra si è portata sul posto, seguendo poi le indicazioni dell'elicottero di Treviso emergenza - al rientro da una missione di recuperato di un secondo pilota illeso sul Monte Caina ad Asiago - che aveva visto la vela sospesa a circa 10 metri da terra e il pilota già al suolo. I soccorritori, ormai per strada, hanno comunque raggiunto l'uomo, un rumeno di 45 anni a circa 590 metri di quota e verificato che non si fosse fatto niente. 
Ospitale di Cadore (BL), 22 - 03 - 19
A distanza di nove mesi dalla sua sparizione, potrebbe chiudersi la triste vicenda di Giocondo Ghirardo, l'ottantenne di Vittorio Veneto (TV), scomparso l'8 giugno del 2018, dopo aver lasciato la sua auto parcheggiata all'imbocco della Val Tovanella, a Davestra, dove, aveva detto alla famiglia, era diretto a cercare lumache. In centianaia nei giorni successivi erano stati impegnati nelle sue ricerche, senza purtroppo riuscire a far loce sulla sua fine. A rinvenire il corpo questa mattina la figlia e il genero di Ghirardo, che con determinazione non hanno mai smesso di cercare il congiunto in tutti questi mesi, percorrendo e ripercorrendo senza rassegnazione i versanti selvaggi della vallata. Il corpo si trovava in mezzo a un bosco, fuori sentiero, in località Pescoltre, una valle laterale della Val Tovanella, verso Ospitale di Cadore, a più di due ore di cammino da dove era stata ritrovata la macchina dell'anziano. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata recuperata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore con il supporto del Soccorso alpino di Longarone e trasportata al campo sportivo di Davestra, per essere affidata al carro funebre. Sul posto i carabinieri.
Romano d'Ezzelino (VI), 20 - 03 - 19
Passate le 12 l'elicottero di Treviso emergenza è intervenuto in località Costalunga, dove era precipitato un parapaendio decollato da Campeggia. Il pilota, E.W., 53 anni, tedesco, perso il controllo della vela, era caduto al suolo una quindicina di metri più in basso, finendo a bordo strada e procurandosi un probabile trauma al collo e alla schiena. Un medico casualmente sul posto ha prestato le prime cure all'uomo, poi affidato al personale medico e al tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, atterrati nelle vicinanze, e a medico e infermiere del Suem di Crespano, arrivati contemporaneamente. Una volta imbarellato, l'infortunato è stato recuperato con un verricello di 20 metri, per essere trasportato all'ospedale di Treviso.
Falcade (BL), 20 - 03 - 19
Questa mattina uno scialpinista che stava scendendo dal Rifugio Mulaz con il proprio cane ha contattato il 118, poiché l'animale aveva riportato un taglio su una zampa al contatto con la lamina degli sci. L'uomo aveva tentato di portarlo giù da solo, ma la bestiola perdeva snague e lui non sapeva cosa fare. In accordo con la centrale del Suem, dopo aver geolocalizzato il punto in cui si trovava lo sciatore, attorno alle 11 è decollato l'elicottero dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, che ha prima imbarcato un soccorritore della Val Biois, in supporto alle operazioni. Una volta individuati nei pressi di Casera Focobon, l'uomo e il suo cagnolino sono stati imbarcati e trasportati a Falcade, dove attendeva un amico per accompagnarli dal veterinario.
Lusiana (VI), 18 - 03 - 19
Ieri sera attorno alle 20 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per il mancato rientro di uno speleologo dall'abisso Obelix, in Val Ceccona sull'Altopiano di Asiago. La grotta, che arriva a circa -800 metri di profondità, è in fase di esplorazione e costantemente armata con corde fisse, che vengono recuperate in testa ai pozzi per evitare che si deteriorino nei tratti soggetti a piene. Ieri lo speleologo, S.B., 49 anni, di Monteviale (VI), era sceso con un'amica e durante la risalita, a circa -450 metri si erano accordati in modo che lui la precedesse e lei di seguito raccogliesse le corde nei punti in cui serviva. Poi non si erano più visti. Quando la donna però è arrivata all'uscita non lo ha più trovato e ha dato l'allarme. I soccorritori di Asiago hanno subito avvertito il Soccorso speleologico per poi raggiungere l'ingresso dell'abisso, trasportando il materiale speleo sanitario tenuto apposta in magazzino per accelerare i tempi di intervento. Arrivati sul posto, una ventina di tecnici speleologici, provenienti dalle Stazioni speleo di Vicenza, Verona e Veneto Orientale, ha fatto il punto ascoltando il resoconto della ragazza e ha ipotizzato che in un tratto della grotta potesse avere superato il compagno senza accorgersene e che lui, tolte le corde fisse, fosse rimasto bloccato. La squadra di primo intervento ha iniziato a scendere - portando in ogni caso i sacchi sanitari con sé - mentre una seconda squadra stendeva la linea telefonica per le comunicazioni. Poco prima dell'una il ritrovamento dell'uomo a -250 metri di profondità. Era effettivamente successo quanto supposto: a una ramificazione a - 400 metri, lui aveva seguito un cordino con nodi, per poi accorgersi che portava a uno stretto cunicolo. Tornato sui propri passi, l'amica lo aveva già sorpassato e disarmato il percorso. Lo speleologo era riuscito a progredire ugualmente di quota, fino a doversi poi arrendere alla base di un pozzo, in attesa degli aiuti. Stava bene e i soccorritori hanno provveduto a riscaldarlo, per poi risalire con lui la grotta e uscirvi passate le due.  
Belluno, 17 - 02 - 19
Attorno alle 15.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Val Cristallino, ad Auronzo di Cadore, per uno scialpinista che era caduto e non riusciva più a proseguire la discesa per il forte dolore a una spalla. Sbarcati in hovering nelle vicinanze, medico, infermiere e tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio hanno prestato le prime cure a A.R., 60 anni, di Treviso, che si trovava con un gruppo di 8 persone. Caricato a bordo con un verricello di 15 metri, l'uomo è stato accompagnato all'ospedale di Belluno. Successivamente l'eliambulanza è volata in Val di Zoldo, dove uno sciatore era finito una quindicina di metri fuori pista a Palafavera, sbattendo sulle piante. L'infortunato, che aveva riportato un possibile trauma alla colonna e diverse contusioni, è stato medicato e recuperato con il verricello per essere trasportato al San Martino. 
Teolo (PD), 17 - 03 - 19
Attorno alle 11.30 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Padova, fornendo le coordinate del luogo dove un'escursionista era scivolata, procurandosi la sospetta frattura di una gamba. Otto soccorritori, tra i quali un'infermiera, hanno raggiunto il tratto ripido del sentiero del Monte Grande, sull'Alta via dei Colli Euganei, e hanno prestato le prime cure a L.M., 63 anni, di Teolo (PD), che si trovava con un gruppo di amici, per poi imbarellarla e trasportarla 200 metri fino alla strada. Lì l'infortunata è stata presa in carico dall'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Abano Terme.
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 14 - 03 - 19
Sono stati ritrovati nella notte e riaccompagnati a valle i due escursionisti veronesi, che si erano persi durante una camminata. La coppia era partita dall'abitato di Breonio diretta alle cascate. Un percorso in discesa, da ripercorrere al contrario nel rientro. Verso le 20 però i due avevano chiesto aiuto, perché avevano perso l'orientamento, erano al buio e non sapevano più in che direzione muoversi. Il Soccorso alpino di Verona si è messo in contatto telefonico con loro, non potendo però geolocalizzarli con i cellulari ormai quasi scarichi. Dopo aver capito che si trovavano in ogni caso lungo un sentiero Cai, le squadre hanno avviato la ricerca, ritrovandoli abbastanza distanti dalla partenza dei sentieri: la coppia aveva infatti proseguito lungo la discesa, anziché risalire. Una volta raggiunti, i soccorritori hanno inoltre appurato che la donna, E.C., 50 anni, di Sant'Anna d'Alfaedo (VR), aveva riportato la probabile distorsione di una caviglia. È stato quindi deciso di far intervenire un'altra squadra con la barella, che si è avvicinata da sotto. Medicata e imbarellata, l'infortunata è stata trasportata per 400 metri di dislivello verso la Val d'Adige, sul percorso più breve verso una strada, dove attendeva l'ambulanza. L'intervento si è concluso verso l'una e mezza.
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 13 - 03 - 19
Alle 20 circa il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per una coppia di escursionisti in difficoltà. I due hanno smarrito il sentiero dopo una camminata alle cascate di Breonio e al momento non sono geolocalizzabili. Stanno bene, sono sprovvisti di torce e, pur in contatto telefonico con i soccorritori, non riescono però a dare informazioni chiare sul posto in cui si trovano. Le squadre sono partite in loro aiuto.

Solagna (VI), 13 - 03 - 19

Condivisione di tecniche ed esperienze per conoscersi e arrivare ad operare con manovre standardizzate durante gli interventi di soccorso nelle grotte sommerse di tutta Europa. Questo è l’obiettivo che si sono prefissati i partecipanti al meeting europeo svoltosi lo scorso fine settimana, dall’8 al 10 marzo, a Solagna, cui hanno preso parte una quindicina di tecnici speleosubacquei provenienti da Slovenia, Croazia, Serbia, Turchia, Austria e Italia, alla presenza dei vertici della Commissione speleosubacquea dell’Ecra, European cave rescue association.  Tre giorni di confronto diretto sulle procedure adottate nella propria nazione da ciascun cave rescue team, con approfondimenti legati sia all’approccio medico e ai diversi presidi sanitari utilizzati, che alla condivisione delle varie attrezzature specifiche impiegate nelle emergenze subacquee. La collaborazione, nata in seno al meeting Ecra ospitato a Casola in novembre, è mirata a creare modalità operative univoche, che consentano di redigere un protocollo comune, alla base di un indispensabile comportamento omogeneo in caso di reale intervento interforze. Nelle Grotte dell’Oliero, i tecnici speleosubacquei si sono alternati in squadre miste nei diversi passaggi della simulazione, che ha ipotizzato un incidente traumatico post sifone, ovvero l’infortunio di un sub avvenuto al di là di un lungo tratto superato in immersione. Stesa una linea di sicurezza, la squadra di primo intervento, che comprendeva anche tecnici sanitari, ha raggiunto lo speleosub trasportando l’attrezzatura medica e l’equipaggiamento appositamente utilizzato. Di seguito sono state applicate le procedure congiunte stabilite in precedenza e le squadre hanno più volte percorso il tragitto di 300 metri, scambiandosi ruoli e mansioni di – dive rescue leader, gas and buoyancy leader, line leader, barelliere, attrezzista, sanitario – così da testare e analizzare tutte le configurazioni del sistema di trasporto, l’allestimento dei materiali migliori, gli aspetti medici e le relative problematiche. Il meeting si è concluso con un debriefing dove sono state rilevate ed evidenziate criticità, come eventuali modifiche da apportare, con l’analisi puntuale delle varie gestioni del sistema di trasporto al fine di renderlo più performante. A questo primo appuntamento presto ne seguirà un secondo che si terrà a Lubiana, in Slovenia, incentrato sull’analisi di altre tipologie di scenari operativi, per rafforzare la collaborazione e migliorare il sistema condiviso di intervento. Per l’Italia, erano presenti tre istruttori nazionali della Scuola nazionale speleosubacquea del Cnsas: il direttore Alberto Cavedon, il vicedirettore Stefano Maselli e Marco Broglio.

Tambre (BL), 12 - 03 - 19
Attorno a mezzogiorno e mezza il Soccorso alpino dell'Alpago è stato allertato dalla Centrale del 118 per una donna scivolata sul ghiaccio in Cansiglio. D.G., 47 anni, di Padova, era partita a piedi assieme a un'amica dal Bar Bianco e, arrivata nella zona del parcheggio del Bus de la Lum, aveva proseguito oltre lungo la strada che però presenta ancora tratti ghiacciati. In seguito alla caduta, aveva messo male un braccio riportando un conseguente trauma. Una squadra la ha raggiunta e le ha prestato le prime cure, per poi caricarla a bordo del fuoristrada e trasportarla fino a Farra d'Alpago, dove attendeva l'ambulanza arrivata da Belluno. L'amica è stata riaccompagnata dai soccorritori alla macchina.
Calalzo di Cadore (BL), 10 - 03 - 19
Passate le 13.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato in Val d'Oten, dove, durante la discesa dell'itinerario scialpinistico che porta da Capanna degli alpini a Forcella del ghiacciaio, una sciatrice, che si trovava con un gruppo di persone, aveva messo male una gamba, riportando la sospetta distorsione del ginocchio. Imbarcata in hovering, M.C., 23 anni, di Pieve di Cadore (BL), è stata quindi trasportata all'ospedale di Cortina.
Crespadoro (VI), 10 - 03 - 19
Poco prima delle 20, ieri sera il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno è stato allertato, su richiesta dei carabinieri di Valdagno, per un ragazzo che si era perso sul Monte Marana. Mentre con alcuni amici stava percorrendo il sentiero che porta al bivacco dove avrebbero passato la notte, un diciannovenne di Cornedo Vicentino (VI) era rimasto indietro rispetto al resto del gruppo e aveva smarrito la traccia. Messo in contatto con i soccorritori, aveva detto loro di essere scivolato per qualche metro in un ghiaione, riportando fortunatamente solo alcune escoriazioni. Non riuscendo a risalire alle coordinate del punto in cui si trovava, dalla descrizione frammentaria del percorso seguito dal giovane le squadre hanno iniziato a perlustrare le zone vicine al sentiero, finché attorno alle 23 il ragazzo ha risposto ai richiami dei soccorritori. Una volta individuato e raggiunto, l'escursionista è stato riportato sul sentiero non distante e da lì accompagnato alla macchina e dai genitori. L'intervento si è concluso a mezzanotte.
Galzignano (PD), 10 - 03 - 19
Alle 11.30 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Padova a seguito della caduta di un ciclista sui Colli Euganei. L'uomo, 51 anni, di Monselice (PD), che stava percorrendo una pista di mountain bike del Monte Gallo assieme ad alcuni amici quando aveva perso il controllo della bici, è stato raggiunto da sette soccorritori e dal personale medico dell'ambulanza. Stabilizzato e caricato in barella, l'infortunato, che aveva riportato probabili traumi al bacino e a una gamba, è stato trasportato per 500 metri in salita fino alla strada, utilizzando la tecnica del contrappeso nei tratti più ripidi. Caricato in ambulanza, è quindi stato accompagnato all'ospedale di Schiavonia.
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 10 - 03 - 19
Alle 11.45 circa la Centrale operativa del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Verona per intervenire in supporto all'eliambulanza di Trento, per un escursionista che si era sentito male mentre stava percorrendo il sentiero che da Contrada Tommasi porta al Corno d'Aquilio. L'uomo, residente a Sommacampagna (VR), dopo aver ricevuto le prime cure dal personale medico dell'equipaggio, è stato recuperato con il verricello ed è stato accompagnato al Santa Chiara di Trento. Sul posto era presente una squadra di soccorritori, che hanno poi riaccompagnato a valle la moglie, con cui l'escursionista si trovava quando era stato colto da malore.
Cortina d'Ampezzo (BL), 09 - 03 - 19
Attorno alle 13.30 il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per uno scialpinista infortunatosi sulla Tofana di Rozes. Mentre stava scendendo con altri cinque sciatori, prima di arrivare allo spallone, un ventottenne di Grenoble era caduto in un tratto ghiacciato, un centinaio di metri sotto la cima, scivolando per 150-200 metri verso il Castelletto e fermandosi poco prima di una salto verticale. Uno degli amici lo aveva raggiunto dando l'allarme e facendo decollare il Pelikan di Bolzano. Imbarcato un soccorritore di Cortina, l'elicottero è volato sul luogo dell'incidente e ha recuperato lo scialpinista francese, che aveva riportato un probabile politrauma, e il suo compagno. L'eliambulanza lo ha poi trasportato al Codivilla e da lì all'ospedale di Treviso.
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