2019

Asiago (VI), 13 - 08 - 19
Un ultraleggero decollato da Palmanova è precipitato in fase di atterraggio in Via Melette, non distante dall'aeroporto, la confine tra Gallio e Asiago. Il pilota, con escoriazioni e contusioni, è stato trasportato da uno degli eleicotteri di Trento all'ospedale di Bassano del Grappa. Più grave il passeggero, con un possibile politrauma, portato a Vicenza dalla seconda eliambulanza trentina intervenuta. Sul posto, oltre ai Vigili del fuoco, anche il Soccorso alpino di Asiago, poiché dalle prime informazioni si parlava di 4 persone coinvolte. 
Sauris (UD), 13 - 08 - 19
Alle 14.30, una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore, in accordo con la Stazione di Forni di Sopra, è intervenuta nei pressi di Casera Mediana, dove un'escursionista di Roma, A.M., 46 anni, messo male un piede si era procurata la probabile distorsione della caviglia. I soccorritori hanno imbarcato due sanitari della Croce Rossa, che hanno prestato le prime cure alla donna. L'infortunata è stata trasportata fino a Casera Razzo per il traferimento nell'ambulanza, partita poi in direzione dell'ospedale di Tolmezzo.
Falcade (BL), 13 - 08 - 19
Alle 12.30 circa una squadra del Soccorso alpino della Val Biois ha raggiunto in fuoristrada località la Rossa, dove, scendendo lungo la silvopastorale che dal Rifugio Flora Alpina porta all'abitato di Costa, un'escursionista era scivolata, riportando la probabile frattura di una caviglia. Una volta dall'infortunata, D.Z., 63 anni, di Ravenna, che si trovava con una coppia di amici, i tre soccorritori le hanno immobilizzato il piede. Dopo averla aiutata a salire sulla jeep, hanno poi accompagnato la donna sulla strada per affidarla all'ambulanza della Croce Verde diretta all'ospedale di Agordo.
San Nicolò Comelico (BL), 13 - 08 - 19
Questa mattina attorno alle 9 il Soccorso alpino della Val Comelico è stato allertato dalla Centrale del Suem, per intervenire in supporto all'elicottero di Pieve di Cadore in aiuto di un fungaiolo ruzzolato per 200 metri in un bosco molto ripido. L'uomo, S.C., 67 anni, di San Nicolò Comelico (BL), era scivolato e caduto mentre con un amico si trovava nella zona di Casera Aiaredo, una sessantina di metri sopra la strada che dal Rifugio De Dòo porta a Malga Melin. Raggiunto dall'equipe medica e dal tecnico di elisoccorso, all'infortunato sono state prestate le prime cure, mentre sopraggiungevano 6 soccorritori, tra i quali 2 del Sagf di Auronzo. Una volta imbarellato, il cercatore di funghi è stato calato lungo il pendio fino alla strada, per poi essere imbarcato e accompagnato all'ospedale di Treviso con una sospetta frattura alla spalla.
Vigo di  Cadore (BL), 13 - 08 - 19
Ieri sera attorno alle 22 una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore si è recata a Malga Doana, dove un ragazzo di 19 anni, A.S.T., facente parte di un gruppo scout di Treviso partito dal Passo della Mauria, era stato accompagnato dal gestore per un dolore al ginocchio. I soccorritori lo hanno caricato sul fuoristrada e trasportato all'ospedale di Pieve di Cadore per i controlli del caso.
 
 
Val di Zoldo (BL), 12 - 08 - 19
Attorno alle 19 una squadra del Soccorso alpino della Val di Zoldo è partita, per andare incontro a una famiglia bolognese in difficoltà al rientro dallo Spiz Zuel. Scendendo verso Fusine, infatti, avevano trovato piante abbattute e frane lungo il sentiero. Una volta incrociati, a circa 1.300 metri di quota, i soccorritori hanno aiutato gli escursionisti a ritornare a valle.
Belluno, 12 - 08 - 19
Attorno a mezzogiorno e mezza, ricevuto poco prima l'allerta dalla Centrale operativa del 118, il Soccorso alpino di Belluno è intervenuto sotto il Rifugio Settimo alpini, per un cane caduto dalla scarpata laterale che costeggia il sentiero e finito sul greto del torrente Ardo, all'altezza del terzo ponte, poco prima del Calvario. Una squadra è arrivata dalle case Bortot e un'altra è salita dalla strada delle gallerie. Raggiunto a piedi alle 14 il punto da dove era scivolata la bestiola, uno dei soccorritori è stato calato con un paranco sulla verticale per una trentina di metri, la ha assicurata con un apposito imbrago e assieme sono stati sollevati sul sentiero. Il cagnolino, che stava bene e si era subito fatto avvicinare, è stato riconsegnato al proprietario trevigiano.
Alle 13 circa una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore si è portata in fuoristrada al Rifugio Venezia, sotto il Pelmo, poichè una bimba di 6 anni di Sarmede (TV) lamentava dolori addominali. Trasportata fino all'ambulanza, la bambina è stata accompagnata all'ospedale di Belluno per le verifiche del caso. Alle 13.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Rifugio Vandelli, a Cortina d'Ampezzo, per un malore. Dopo il controllo sanitario dell'equipe medica, l'escursionista, C.M., 67 anni, di Roma, è stato imbarcato e accompagnato a Belluno per approfondimenti. Poco prima delle 14, il Soccorso alpino del Centro Cadore è stato inviato per un eventuale supporto all'ambulanza a Lorenzago di Cadore, per uno scout diciassettenne di Treviso che aveva riportato una ferita alla testa colpito da un sasso, mentre con il suo gruppo si trovava all'imbocco della Val Cridola. Aiutato dai compagni a raggiungere la strada, il ragazzo è stato medicato e imbarellato, per poi essere portato al pronto soccorso dall'ambulanza di Auronzo. Sul posto sette soccorritori.
Alle 14.30 circa è invece scattato l'allarme per una persona persa di vista da amici e parenti durante una camminata nella zona di Campo Croce a Cortina d'Ampezzo. L'uomo, un quarantasettenne di San Marino, si era allontanato nella discesa verso Casera Vedla. Non vedendolo più arrivare, i familiari erano tornati indietro per poi chiedere aiuto. Quando il Soccorso alpino e il Sagf di Cortina hanno avviato la ricerca nella zona di Ra Stua, l'uomo è rientrato autonomamente e l'allarme è cessato.
San Vito di Cadore (BL), 12 - 08 - 19
Ieri attorno alle 21 il Soccorso alpino di San Vito di Cadore è stato allertato dalla Centrale del 118 per un infortunio sotto il Rifugio San Marco. Mentre scendeva con il suo gruppo scout verso il Rifugio Scotter, un diciassettenne di Rho (MI), ha iniziato ad avere problemi a un ginocchio, finchè non è più stato in grado di proseguire. I compagni sono tornati indietro a chiedere aiuto al gestore, componente del Soccorso alpino, che ha dato l'allarme ed è sceso dall'infortunato. Una squadra è salita in jeep e ha raggiunto il gruppo all'altezza della teleferica. Dopo aver caricato  a bordo il ragazzo e una delle responsabili, lo ha accompagnato all'ospedale di Pieve di Cadore per i dovuti accertamenti. Al gruppo, una ventina di giovani, è stato poi trovato un luogo dove passare la notte anche con il supporto del Soccorso alpino di Pieve di Cadore.
Marano di Valpolicella (VR), 11 - 08 - 19
Alle 17 circa il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per una coppia di escursionisti che aveva smarrito il sentiero in Val Sorda. Lasciata l'auto a Malga Biancari, i due, 31 anni lui di Ancona, 32 anni lei di Bussolengo (VR), avevano percorso il ponte tibetano e si erano inoltrati in Val Sorda con l'intenzione di rientrare con un giro ad anello. Ma avevano sbagliato traccia, scendendo lungo un vaio fino a fermarsi sopra un salto di roccia. Geolocalizzati grazie all'applicazione per smartphone in dotazione al Soccorso alpino, i due sono stati individuati e raggiunti da quattro soccorritori nel Vaio Baiaghe. Attrezzati 60 metri di corda fissa, i due ragazzi sono stati aiutati a scendere in fondo al canale e a riprendere il sentiero. I soccorritori li hanno poi riaccompagnati alla macchina.
Belluno, 11 - 08 - 19
Nel pomeriggio la Centrale del 118 ha ricevuto la chiamata di una coppia di escursionisti in difficoltà sul Monte Pizzocco. Scendendo verso Forcella Intrigos dopo aver raggiunto la cima, i due venticinquenni, lei di Mel (BL), lui di Ferrara, a causa della nebbia avevano perso l'orientamento e non riuscivano più a ritrovare il sentiero. Dopo averli geolocalizzati e tentato di indirizzarli via telefono, è partito il Soccorso alpino di Feltre. Due soccorritori sono stati trasportati in quota, sotto il limite delle nuvole sul Monte Piz, dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, altri 4 sono saliti a piedi dalle Ere. Grazie alle coordinate Gps sono riusciti a individuare i ragazzi, che, sbagliata la traccia, erano scesi di un centinaio di metri rispetto al sentiero in un canalone sotto Forcella Pizzocchetto. Dopo averli raggiunti, i soccorritori li hanno riaccompagnati sul sentiero e sono scesi con loro alle Ere per poi portarli alla macchina con la jeep. Verso le 18.30 una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è invece intervenuta lungo il sentiero della cascata sul Rio Retiz, un semplice percorso ad anello che però per un tratto di alcuni metri è franato dopo il passaggio di Vaia ed è attrezzato con un cavo. Nel passare quel punto dopo il marito, un'escursionista di 45 anni di Monza (MB) è scivolata nella scarpata rimanendo appesa alla fune metallica, senza che il compagno riuscisse a tornare da lei. Due soccorritori si sono quindi portati sul posto in una ventina di minuti e la hanno aiutata a risalire sul sentiero.
Belluno, 11 - 08 - 19
Questa mattina attorno alle 11.20 il Soccorso alpino della Val Biois è intervenuto a Canale d'Agordo, sopra Capanna Cima Comelle, per un'escursionista che si era procurata la sospetta frattura di un braccio. La donna, T.C., 66 anni, di Belluno, è stata raggiunta da una soccorritrice, anche infermiera, che le ha prestato assistenza e la ha accompagnata all'ambulanza. Alle 14.20 circa una squadra del Soccorso alpino della Val di Zoldo si è portata in jeep nei pressi di Malga Pioda, dove una donna bellunese, M.P., 68 anni, aveva riportato la probabile rottura di una caviglia e la ha trasportata al rendez vous con l'ambulanza. Il Soccorso alpino di Alleghe, dopo averla geolocalizzata, è andato a prendere con il fuoristrada una turista greca di 66 anni, che si era fatta male a un polso, per condurla fino ai Piani di Pezzè e affidarla all'ambulanza. Verso le 16 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Rifugio Settimo alpini e ha imbarcato un'escursionista cilena di 58 anni, con una distorsione alla gamba, per trasportarla all'ospedale di Belluno.
Posina (VI), 10 - 08 - 19
Attorno alle 16 il Soccorso alpino di Arsiero è stato allertato dalla Centrale del 118 per una coppia di escursionisti in difficoltà in Val Pruche, nel Gruppo del Pasubio. I due, quarantenni vicentini, che stavano percorrendo il sentiero numero 380, avevano seguito una traccia sbagliata iniziando a risalire un canalone, finché non erano più stati in grado di avanzare o tornare sui propri passi. Dalle coordinate Gps, pur non esatte, la prima squadra veloce è riuscita a contattarli a voce, dopo aver ristretto la zona dove potevano trovarsi, per poi raggiungerli, verso le 18, a 1.400 metri di quota, e metterli subito in sicurezza. Altre due squadre si sono poi unite al gruppo e i soccorritori hanno iniziato ad attrezzare gli ancoraggi per riportare a valle i due escursionisti con 300 metri  di calata, conclusa in un ghiaione. In questo momento, dopo essere stata riaccompagnati sul sentiero, la coppia sta tornando alla propria macchina assieme alle squadre.
Asiago (VI), 10 - 08 - 19
Oggi, a partire dalle 11, si sono susseguiti numerosi interventi sulle montagne dell'Altipiano. Mentre con il padre e altre persone stava salendo sull'Ortigara, in comune di Enego, giunta quasi ormai in cima all'altezza della galleria, un'escursionista di Thiene (VI), E.T., 33 anni, aveva messo male un piede riportando la sospetta frattura di una caviglia. Poiché in contemporanea era  scattato un altro allarme per il Soccorso alpino di Asiago, in suo aiuto sono partiti sei soccorritori di Arsiero, tra i quali un sanitario. Una volta raggiunta, all'infortunata sono state prestate le prime cure e, dopo essere stata imbarellata è stata trasportata a spalla per un'ora e mezza fino al piazzale Lozze, dove è stata affidata all'ambulanza diretta all'ospedale di Asiago. Un'anziana di Selvazzano di dentro (PD), L.D.M., 88 anni, era invece scivolata ruzzolando per quindici metri vicino a Malga Cima, a Rubbio, comune di Bassano del Grappa (VI). Arrivata da lei, una squadra del Soccorso alpino di Asiago la ha stabilizzata e imbarellata per poi portarla a piedi per un paio di chilometri al rendez vous con l'ambulanza partita per Asiago. Una donna padovana, M.G., di 64 anni, era invece caduta procurandosi la probabile rottura di un polso ai Castelloni di San Marco, Enego. I soccorritori le hanno immobilizzato il braccio e la hanno aiutata a scendere a Malga Fossetta, da dove si è allontanata autonomamente. Infine, sul Monte Verena, a Roana, una settantaduenne vicentina, era scivolata in un tratto ghiaioso scendendo con i familiari lungo le piste da sci. Una squadra è riuscita ad avvicinarsi con la jeep, portando anche il personale sanitario dell'ambulanza che si è preao cura di lei. Imbarellata, A.Z., di Noventa Vicentina, è stata accompagnata sulla strada e poi all'ospedale di Asiago.
 
Belluno, 10 - 08 - 19
Questa mattina attorno alle 9 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Rifugio Falier, sotto la Marmolada, a Rocca Pietore, per una turista tedesca che durante la notte aveva accusato malessere e, aspettando un bambino, temeva complicazioni. Dopo una valutazione del medico dell'equipaggio, è stato deciso di trasferirla all'ospedale di Belluno per accertamenti. Verso mezzogiorno è scattato un secondo allarme riguardante la Marmolada: un'escursionista di Cisterna di Latina (LT), M.P.C., 63 anni, si era infatti procurata un probabile trauma alla gamba alla stazione di arrivo della funivia a Punta Rocca. Una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina è salita con gli impianti e la ha aiutata a tornare a valle, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo. È invece rientrato l'allarme per un ragazzino di 14 anni che si era sentito poco bene lungo il sentiero numero 101 sopra il Rifugio Berti. Una volta arrivato a destinazione, i crampi di affaticamento alle gambe sono passati. Il Soccorso alpino della Val Comelico era pronto a intervenire per riaccompagnarlo a valle.
Alleghe (BL), 10 - 08 - 19
Alle 6.15 circa alcuni alpinisti hanno contattato il 118 poiché la cordata che li precedeva in parete aveva avuto un incidente. Mentre stava scalando da primo il secondo tiro della Via Philip - Flamm in Civetta, un rocciatore, O.C., 30 anni, di Piombino Dese (PD), era infatti volato per una trentina di metri, sbattendo sulla roccia e non rispondendo più ai richiami. L'eliambulanza Pelikan 1 di Bolzano è subito intervenuta. Fatto scalo alla piazzola del Rifugio Tissi, ha imbarcato il gestore, componente del Soccorso alpino di Alleghe, in supporto alle operazioni e si è diretta verso il punto in cui il compagno dell'infortunato e gli altri due rocciatori lo avevano già calato di un po' per facilitarne il recupero, avvenuto con un verricello di 60 metri. Una volta che l'equipe medica gli ha prestato le prime cure urgenti, lo scalatore è stato trasportato all'ospedale di Treviso con un probabile politrauma.

Concluse le operazioni di recupero dello speleologo bloccato in una grotta nell'altipiano del Marguareis (Cn).

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha concluso l’intervento presso la grotta nel Fiat Lux sul massiccio del Marguareis nel comune di Briga Alta (Cn). I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico si sono mobilitati dal pomeriggio di ieri (08/08) per portare soccorso ad uno speleologo francese che era rimasto bloccato a 300 metri di profondità, in seguito ad una scivolata sulla roccia resa viscida dal fango che lo aveva fatto cadere in una fessura. Un suo compagno di escursione era uscito dalla grotta dando immediatamente l'allarme al Soccorso Alpino e Speleologico; una squadra che si trovava in zona è immediatamente entrata in grotta raggiungendo il malcapitato e riuscendo a estrarlo dalla fessura dove era rimasto bloccato. Immediatamente sono partite le operazioni di soccorso e lo speleologo è stato posizionato all'interno di una tenda riscaldata, montata nella grotta mentre le squadre confluite sul posto hanno iniziato le operazioni di attrezzamento delle verticali per effettuare il recupero. Un medico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha sempre assistito e monitorato lo speleologo, mentre una squadra di telefonisti ha posizionato un cavo telefonico dall'esterno della grotta fino alla tenda medicalizzata. I collegamenti telefonici hanno permesso alla direzione delle operazioni di avere costantemente informazioni in tempo reale sulle condizioni del paziente e sull'andamento delle operazioni di soccorso.
Grazie ai sanitari e ai tecnici del CNSAS, l’uomo ha potuto riposare, protetto dalla tenda riscaldata montata più volte lungo il percorso, mentre venivano approntati una serie di dispositivi di sollevamento su corda che hanno permesso alle squadre di recuperare lo speleologo in difficoltà dandogli un sostanziale aiuto alla risalita verso l’uscita.
L’uomo è sempre stato cosciente e collaborativo anche se molto provato, quindi le operazioni di recupero sono state intervallate da lunghe pause per consentire allo speleologo di riposare e rifocillarsi. 
L’intervento ha impegnato un totale di circa 60 persone tra tecnici e sanitari provenienti da Piemonte, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. 
All'uscita della Grotta la squadra di Tecnici del CNSAS della Delegazione Alpina di Mondovì ha provveduto a trasportare l’uomo in barella e trasportarlo fino al rifugio Don Barbera dove è stato raggiunto da un'ambulanza medicalizzata 4x4 messa a disposizione dal Comune di Garessio. Da qui lo speleologo è stato poi condotto in ospedale.

Pagina 13 di 31

Informativa sulla privacy e Termini di utilizzo

Leggere con attenzione prima di utilizzare questo sito.

Il sito è di proprietà di CNSAS VENETO  ,
 L'utilizzo del sito comporta l'accettazione dei Termini e delle Condizioni dell'Informativa sulla Privacy.