2019

Sospirolo (BL), 18 - 12 - 19
Attorno alle 17.20 il Soccorso alpino di Belluno è stato allertato a seguito della segnalazione di un uomo che, andato a correre sull'anello della Val Falcina nella Valle del Mis, si era imbattuto nel corpo senza vita di una donna a un quarto d'ora di distanza dalla strada. Una squadra ha raggiunto il luogo indicato, dove medico e infermiere dell'ambulanza già sul posto, avevano constatato il decesso. La salma ricomposta e imbarellata è stata trasportata fino alla strada e affidata al carro funebre. Sul posto anche i Vigili del fuoco e i carabinieri.
Belluno, 18 - 12 - 19
Chi è soccorritore lo è per la vita. Anche quando è costretto, per sopraggiunti limiti di età o per motivi personali diversi, a lasciare la grande famiglia cui ha prestato per anni tempo, esperienza, capacità, passione da destinare all'aiuto del prossimo. Ieri sera i vertici del Soccorso alpino e speleologico Veneto - il presidente Rodolofo Selenati e il Delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Alex Barattin, assieme ai vicedelegati - hanno voluto ringraziare, durante un momento conviviale tenutosi alla Nogherazza, i soccorritori che nel recente periodo si sono dimessi. Chi dopo pochi anni, molti dopo oltre un ventennio, fino ad arrivare ad oltre 50 anni all'interno del sodalizio.
Ai soccorritori provenienti dalle Stazioni bellunesi e trevigiane è stato consegnato un riconoscimento con la seguente motivazione: 'Per l'attività svolta a favore delle tante persone che avete potuto e saputo aiutare, supportare e alle volte consolare, durante la vostra fattiva attivitànei ranghi della vostra Stazione del Soccorso alpino e speleologico Veneto di appartenenza e della Delegazione Dolomiti Bellunesi'. Durante la serata è stata inoltre ringraziata Grazia Rizzi, che quest'anno ha raggiunto i 30 anni come segretaria dell'Associazione: a lei sono stati tributati gratitudine e stima per il lavoro encomiabile e la dedizione sempre riservati al Soccorso alpino e speleologico Veneto.
 
Di seguito i nomi dei soccorritori uscenti.
 
Marino Ossi San Vito di Cadore 52 anni di appartenenza, Luigi Genova Pieve di Cadore 43 anni, Gianpietro Menegus, San Vito di Cadore 42, Mario Moretta Pieve di Cadore 42, Remo Monego Feltre 35, Moreno Sartor Feltre 28, Luca Barbana Vel Pettorina 27, Flavio Fersuoch Val Pettorina 24, Denis Valente Val Pettorina 22, Osvaldo Zulian Pieve di Cadore 20, Michele Festini Purlan, Val Comelico 19, Guido Guerra Pedemontana del Grappa 19, Igor Tigliani Val Pettorina 17, Gianmarco Kratter Sappada 17, Igor Tommasini San Vito di Cadore 17, Giorgio Moretta Feltre 17, Claudio Olivotto Val Pettorina 16, Ivo Zandonella Val Comelico 14, Fausto Bellenzier Val Pettorina 12, Michele Piccin Prealpi Trevigiane 12, Matilde Toscani Pieve di Cadore 12, Giovanni Soppelsa Agordo 6, Lucio Ziliotto Pedemontana del Grappa 4, Tiziano Tabacchi Pieve di Cadore 3, Paolo Dalla Libera Auronzo di Cadore 2, Massimo Caravetta San Vito di Cadore 1
Auronzo di Cadore (BL), 17 - 12 - 19
Attorno alle 14.30 è scattato l'allarme per un cane scappato seguendo dei selvatici, mentre con i proprietari, due ragazzi finlandesi, si trovava sopra Malga Rin Bianco. Il cane, un husky, si era allontanato in neve fresca sparendo alla vista della coppia, che era rimasta sulla strada battuta e aveva continuato a sentirlo guaire spaventato da un punto distante per un paio di ore. Un volontario del Soccorso alpino di Auronzo è risalito con la motoslitta, affiancato da una squadra del Sagf sopraggiunta con un altro mezzo. Fortunatamente quando i soccorritori sono arrivati sul posto il cane è riuscito a ritornare da solo. 
Auronzo di Cadore (BL), 15 - 12 - 19
Alle 16.20 circa il Soccorso alpino di Auronzo è stato allertato per due escursionisti con le ciaspe, bloccati in un canale ghiacciato non distanti da Forcella Col di Mezzo sulle Tre Cime di Lavaredo. I due, una ragazza spagnola di 28 anni e un ragazzo udinese di 27, erano partiti dal Lago d'Antorno alle 13 per fare il giro, passando dal Rifugio Auronzo e Lavaredo. Attardatisi però, seguendo le tracce lasciate da scialpinisti si erano trovati nella fase di rientro sul lato ovest su neve dura con il rischio di scivolare e farsi male. Raggiunta da una squadra di 8 soccorritori, più altri 3 pronti ad intervenire, avvicinatisi con quad e motoslitta e poi con gli sci, la coppia è stata equopaggiata con pile e Artva, accompagnata ai mezzi e da lì alla propria macchina. 
 
Canale d'Agordo (BL), 15 - 12 - 19
Ieri verso le 17.15 il Soccorso alpino della Val Biois è stato allertato per un escursionista in difficoltà sopra Gares. L'uomo, che stava facendo un giro con le ciaspe lungo il sentiero 756, arrivato in direzione di Malga Valbona si era trovato ad attraversare un ripido canale gjiacciato, con il rischio di scivolare per alcune centinaia di metri. Si era quindi fermato ancorandosi a una pianta e aveva chiesto aiuto. Messi in contatto con F.Z., 40 ann, di San Giovanni in Persiceto (BO), i soccorritori hanno capito dove si trovava e lo hanno raggiunto. Dopo averlo calato per una decina di metri, lo hanno assicurato ed aiutato a rientrare a valle.

Il 12 dicembre 1954 il Consiglio Centrale del Club Alpino Italiano costituiva il Corpo Soccorso Alpino: la realtà che in breve sarebbe diventata il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Si dava per la prima volta un’organizzazione strutturata a livello nazionale per istituzionalizzare le forme di aiuto e solidarietà da sempre presenti nelle comunità di montagna. Sono passati sessantacinque anni da quel giorno, e il Soccorso Alpino e Speleologico festeggia oggi questo lungo percorso. Una crescita costante, sin dagli albori, realizzata grazie all’impegno, alla passione e alla dedizione dei suoi componenti.  La pioneristica organizzazione di un tempo è via via cresciuta nella propria istituzionalizzazione, divenendo il punto di riferimento a livello nazionale per il soccorso in montagna, in ambiente ipogeo e, in genere, per il soccorso in ambiente ostile e impervio. Un servizio fondamentale per il Paese e per le sue comunità, soprattutto quelle delle aree interne e montane, spesso le più fragili e bisognose. IL QUADRO LEGISLATIVO E NORMATIVO Questo ruolo è stato riconosciuto e affidato dallo Stato con numerose leggi, i cui principi hanno ben interpretato quella sussidiarietà verticale che da sempre le comunità della montagna hanno saputo attuare sin dai tempi più remoti. Ricordiamo, in particolare, nel vigente ordinamento, la legge 91 del 26 gennaio 1963, la legge 74 del 21 marzo 2001, la legge 289 del 27 dicembre 2002 e la legge 26 del 26 febbraio 2010. Una normativa di assoluto rilievo che è stata anche recepita dalle Regioni e Provincie autonome per la disciplina e l’organizzazione dei servizi di soccorso e elisoccorso. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è anche struttura operativa del Servizio nazionale della Protezione Civile (D.lgs. 2 gennaio 2018, n. 1): è stato protagonista in tutte le operazioni di soccorso successive alle grandi calamità che in questi anni, purtroppo, hanno colpito la nostra nazione. NUMERI E STATISTICHE Il Soccorso Alpino e Speleologico è una realtà presente su tutto il territorio nazionale: conta quasi 7mila tecnici, donne e uomini che dedicano il loro tempo, dopo una complessa formazione, per essere sempre pronti a intervenire, giorno e notte, 365 giorni all’anno. Con questo impegno severo che si è sviluppato di anno in anno, sino ad oggi, il CNSAS dalla fondazione ha alla fine 169.836 missioni di soccorso traendo in salvo o recuperando 186.564 persone, di cui 58.820 illesi che si trovavano in imminente pericolo di vita o in forte difficoltà tecnica, 109.891 feriti con vari codici di gravità, 15.711 persone decedute e ricercando 2.051 persone disperse(dati al 31.12.2018). Nel 2018 si è registrato il numero “record” di interventi, su base annuale: 9554 missioni di soccorso. Il 2019 dovrebbe attestarsi su numeri simili. IL PENSIERO ALLE FAMIGLIE E AI CADUTI “In occasione del 65° anniversario di fondazione del Corpo, la Direzione Nazionale del CNSAS e tutte le strutture regionali vogliono ricordare i soccorritori, le loro famiglie, che si sono impegnati e si impegnano ogni giorno, senza soluzione di continuità e con marcati coefficienti di rischio, per garantire un pubblico servizio, che viene reso in stretta sinergia con il “sistema 118 – dichiara Maurizio Dellantonio, il Presidente Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico -. Un pensiero particolare va ai nostri caduti, che hanno perso la vita in operazioni di soccorso, e alle loro famiglie: una vicinanza che viene mai meno. È a loro che dedichiamo questo anniversario e nel loro ricordo continua il nostro impegno a favore delle comunità e degli utenti della montagna”. 
LE ORIGINI DEL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO VENETO

 
A Cortina nel 1902 si parlava già di 'Stazioni di salvataggio', nel 1926 nasce a Torino il 'Comitato di soccorso per le disgrazie alpine' e nel 1932 il Club alpino italiano avvia le Stazioni di soccorso di 1° e 2° grado, ma è solo nel 1954, il 4 settembre, che durante una riunione del Cai a Bognanco (VB) vengono istituite le prime 26 Stazioni del Soccorso alpino, delle quali 11 in Veneto: Agordo, Arsiero, Auronzo, Belluno, Cortina d'Ampezzo, Feltre, Padola (poi Val Comelico), Pieve di Cadore, San Vito di Cadore, Sappada, Schio e Valdagno. Il 12 dicembre 1954 a Clusone (BG) la Commissione soccorsi alpini si trasforma in una Direzione del Csa, Corpo di soccorso alpino, che raccoglie in un'unica organizzazione tutte le strutture esistenti. Vengono istituite le prime Delegazioni là dove il Soccorso alpino aveva assunto forme più organizzate e in particolare quelle di Tarvisio (UD), Belluno, Trento, Edolo (BS), Bergamo, Sondrio, Borgosesia (VC), Aosta e Domodossola (Verbano - Cusio - Ossola). Oggi il Soccorso alpino e speleologico Veneto contra tre Delegazioni, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleologica e 672 volontari e nelle tre basi di elisoccorso di Pieve di Cadore, Treviso e Verona quotidianamente è presente un tecnico del Soccorso alpino che affianca l'equipaggio negli interventi in montagna o luoghi impervi.
Recoaro Terme (VI), 09 - 12 - 19
Attorno alle 11.30 il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno è stato allertato dalla Centrale del 118 per un eventuale supporto all'ambulanza intervenuta in Contrada Caile, dove, durante il taglio delle piante, un boscaiolo era rimasto schiacciato dai rami di un albero appena abbattuto. Un amico che era con lui lo aveva liberato dal peso dei rami assieme a un'altra persona, iniziando a trasportarlo sulla strada con i sanitari che gli avevano prestato le prime cure e lo avevano imbarellato. I soccorritori arrivati sul posto hanno collaborato nella fase finale dell'intervento. F.B., 67 anni, di Valdagno (VI), che lamentava anche dolori al bacino e alla schiena, è quindi stato trasportato all'ospedale con una probabile frattura alla gamba.
Enego (VI), 08 - 12 - 19
Alle 17 circa il Soccorso alpino di Asiago è stato allerato per due escursionisti in difficoltà. Partiti questa mattina per una camminata, la coppia, lui 30 anni, lei 29, entrambi di Arzignano (VI), ha calcolato male i tempi di rientro, e i due si sono trovati ancora lontani quando ha iniziato a imbrunire. Hanno quindi chiesto aiuto e si sono fermati a Baito Campiluzzi. I soccorritori sono partiti con due fuoristrada e due motoslitte. Avvicinatisi con i mezzi li hanno raggiunti e riaccompagnati a valle.
Valbrenta (VI), 08 - 12 - 19
Passato mezzogiorno, il 118 è stato allertato da due escursionisti che, usciti dal sentiero numero 933 sul massiccio del Grappa sbagliando traccia, avevano scorto il corpo senza vita di un uomo. Una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa che stava partecipando alle ricerche di Paolo Tramontini, 67 anni, di Mestre (VE), e si trovava a poca distanza, si è mossa verso il luogo indicato, mentre sul posto si portava anche l'elicottero di Verona emergenza. Dopo aver tentato di verricellare il tecnico di elisoccorso sulla verticale ostacolata però dalla presenza di piante e dall'orografia del versante, l'eliambulanza lo ha calato in un punto più agevole, da cui il soccorritore si è mosso a piedi. Una volta raggiunta, la salma è stata ricomposta e imbarellata e spostata dai soccorritori di una ventina di metri in un luogo dove, aperto uno spiazzo tra la vegetazione con la motosega, l'elicottero ha potuto recuperarla con un verricello di 30 metri. I due escursionisti sono stati riaccompagnati sul sentiero dai soccorritori. Si trattava proprio di Paolo Tramontini. Da una prima ricostruzione, seguendo un percorso errato, l'uomo, non si sa se per un malore, è precipitato per una quindicina di metri da un salto di roccia, finendo su un albero. La salma è stata trasportata al Campo sportivo di Valstagna e affidata al carro funebre. Presenti anche i Vigili del fuoco.
Valdagno (VI), 08 - 12 -19
Questa mattina alle 8.20 la Centrale del 118 di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno per una donna scivolata sulla brina lungo l'argine dell'Agno in Contrada Marchesini, dove stava camminando con i parenti. Una squadra si è avvicinata con i mezzi per poi proseguire a piedi per 500 metri. Una volta raggiunta M.T., 52 anni, di Valdagno (VI), i soccorritori le hanno immobilizzato la gamba per un possibile trauma alla caviglia, la hanno imbarellata e trasportata fino alla strada. Affidata all'ambulanza, l'infortunata è stata accompagnata all'ospedale di Valdagno.
Valbrenta (VI), 07 - 12 - 19
Sono proseguite anche oggi le ricerche di Paolo Tramontini, 67 anni, di Mestre (VE), ma nessun nuovo indizio è emerso. In particolare i soccorritori si sono concentrati in un punto dove ieri, con il binocolo, era stata vista una macchia verde compatibile con uno zaino. Dopo un primo sorvolo della zona con il drone per circoscrivere al meglio l'area, una squadra è salita dal sentiero numero 933 e si è portata sulla verticale, salvo dover poi verificare che si trattava di zolle erbose dal colore più acceso. I droni hanno volato sopra tutta la zona, caratterizzata da un reticolo di vecchi sentierini abbandonati che univano i vari terrazzamenti coltivati a tabacco, nonché dalla presenza di ruderi della Guerra. I soccorritori hanno visionato a piedi anche le tracce marcate nei giorni scorsi dai cani molecolari. Domani le squadre si porteranno in località Lepre, all'uscita a monte dei due sentieri segnalati, il 933 e 934, per perlustrare altre zone della parte alta.
Paolo è alto un metro e 70 circa, di corporatura robusta, calvo, con barba grigia medio lunga. Indossa giacca e pantaloni tecnici neri e ha uno zaino verde marca Ospery. Chiunque lo avesse incontrato in treno, per strada o lungo i sentieri è pregato di contattare i carabinieri. Erano presenti oggi il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, Vigili del fuoco, Protezione civile.
 
Comelico Superiore (BL), 07 - 12 - 19
Attorno alle 14.30 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino della Val Comelico per una coppia di escursionisti tedeschi in difficoltà. Partiti da Passo Monte Croce Comelico con l'intenzione di seguire un giro ad anello, i due trentenni assieme al loro cagnolino sono arrivati all'Alpe di Nemes, hanno raggiunto Malga Coltrondo per poi prendere il sentiero di rientro, salvo poi arrivare ad un guado dove la traccia si assottiglia e, temendo di aver sbagliato itinerario, tornare sui propri passi. Con loro anche tre coppie di escursionisti cinquantenni italiani, di Mogliano Veneto (TV), Marcon (VE) e Venezia, incontrati nello stesso punto e con la stessa preoccupazione di essersi persi. In contatto con una squadra, 3 soccorritori della Val Comelico e 2 del Sagf di Auronzo, il gruppo riunito ha fornito loro le coordinate, salvo poi spostarsi più a monte del punto indicato, sopra il Lago dei rospi, e aumentare di mezz'oretta il tempo impiegato poi per raggiungerli. Una volta da loro, i soccorritori - saliti dal sentiero di rientro che gli escursionisti avrebbero dovuto ultimare - li hanno riaccompagnati tutti e otto a valle, per la stessa via, fino alle loro auto, impiegando in tutto tre ore di cammino.
Posina (VI), 07 - 12 - 19
Alle 14 circa il Soccorso alpino di Arsiero è stato allertato dal 118 per un escursionista che si era sentito poco bene, mentre con una comitiva e gli accompagnatori stava percorrendo un sentiero in località Cressi. Tredici soccorritori si sono portati sul posto e in una mezz'ora a piedi hanno raggiunto l'uomo, un cinquantenne di Padova. Dopo averlo imbarellato, lo hanno quindi trasportato fino alla strada da dove è poi rientrato assieme al suo gruppo. 
Valdastico (VI), 07 - 12 - 19
Attorno alle 11 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Arsiero per un escursionista in difficoltà sulla Ferrata delle anguane. G.S., 54 anni, di Castelgomberto (VI), aveva attaccato la parte più impegnativa del percosro attrezzato e si trovava a circa 20 metri dalla base, quando non è stato più in grado di proseguire per la stanchezza. Una squadra, compreso il medico di Stazione, è arrivata sul posto ricevute le coordinate ed è risalita da sotto. Dopo averlo assicurato, i soccorritori lo hanno calato a terra e riaccompagnato fino alla macchina.
Valle di Castelgomberto (VI), 07 - 12 - 19
Su richiesta dei Vigili del fuoco, attorno alle 1.30 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno in supporto alla ricerca di una donna di 52 anni di Valle di Castelgomberto (VI), che si era allontanata dalla propria abitazione senza dare più notizie di sé. Cinque soccorritori si sono portati sul posto e, coordinati con i Vigili del fuoco, hanno iniziato a perlustrare casolari e sentieri principali della Val dell'Onte e della Val di Barco. Alle 6 le squadre sono rientrate per riprendere in forze, affiancati anche dalla Protezione civile, questa mattina. Fortunatamente passate le 8 un cacciatore si è imbattuto nella donna, che stava bene, ma è stata recuperata dall'ambulanza in via precauzionale. Le squadre sono quindi state fatte rientrare.
Valbrenta (VI), 06 - 12 - 19
Neppure gli sforzi odierni hanno permesso di fare luce sulla scomparsa di Paolo Tramontini, 67 anni, di Mestre (VE), di cui non si hanno più notizie da quando martedì scorso è partito in treno per raggiungere la zona della Valsugana e fare una camminata. Anche oggi una trentina di persone si è distribuita lungo i sentieri del Monte Grappa  e verso l'Altopiano, senza che alcun nuovo elemento permetta di limitare l'area di indagine, dal momento che l'escursionista non aveva lasciato detto quale sentiero avrebbe percorso, né la destinazione.
Paolo è alto un metro e 70 circa, di corporatura robusta, calvo, con barba grigia medio lunga. Indossa giacca e pantaloni tecnici neri e ha uno zaino verde marca Ospery. Chiunque lo avesse incontrato in treno, per strada o lungo i sentieri è pregato di contattare i carabinieri. La ricerca riprenderà domattina e saranno soprattutto i droni a muoversi, lungo i canali verticali che, numerosi, tagliano i versanti. Erano presenti oggi il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, Vigili del fuoco, Protezione civile, Carabinieri forestali e Carabinieri.
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