2019

Marano di Valpolicella (VR), 11 - 08 - 19
Alle 17 circa il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per una coppia di escursionisti che aveva smarrito il sentiero in Val Sorda. Lasciata l'auto a Malga Biancari, i due, 31 anni lui di Ancona, 32 anni lei di Bussolengo (VR), avevano percorso il ponte tibetano e si erano inoltrati in Val Sorda con l'intenzione di rientrare con un giro ad anello. Ma avevano sbagliato traccia, scendendo lungo un vaio fino a fermarsi sopra un salto di roccia. Geolocalizzati grazie all'applicazione per smartphone in dotazione al Soccorso alpino, i due sono stati individuati e raggiunti da quattro soccorritori nel Vaio Baiaghe. Attrezzati 60 metri di corda fissa, i due ragazzi sono stati aiutati a scendere in fondo al canale e a riprendere il sentiero. I soccorritori li hanno poi riaccompagnati alla macchina.
Belluno, 11 - 08 - 19
Nel pomeriggio la Centrale del 118 ha ricevuto la chiamata di una coppia di escursionisti in difficoltà sul Monte Pizzocco. Scendendo verso Forcella Intrigos dopo aver raggiunto la cima, i due venticinquenni, lei di Mel (BL), lui di Ferrara, a causa della nebbia avevano perso l'orientamento e non riuscivano più a ritrovare il sentiero. Dopo averli geolocalizzati e tentato di indirizzarli via telefono, è partito il Soccorso alpino di Feltre. Due soccorritori sono stati trasportati in quota, sotto il limite delle nuvole sul Monte Piz, dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, altri 4 sono saliti a piedi dalle Ere. Grazie alle coordinate Gps sono riusciti a individuare i ragazzi, che, sbagliata la traccia, erano scesi di un centinaio di metri rispetto al sentiero in un canalone sotto Forcella Pizzocchetto. Dopo averli raggiunti, i soccorritori li hanno riaccompagnati sul sentiero e sono scesi con loro alle Ere per poi portarli alla macchina con la jeep. Verso le 18.30 una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è invece intervenuta lungo il sentiero della cascata sul Rio Retiz, un semplice percorso ad anello che però per un tratto di alcuni metri è franato dopo il passaggio di Vaia ed è attrezzato con un cavo. Nel passare quel punto dopo il marito, un'escursionista di 45 anni di Monza (MB) è scivolata nella scarpata rimanendo appesa alla fune metallica, senza che il compagno riuscisse a tornare da lei. Due soccorritori si sono quindi portati sul posto in una ventina di minuti e la hanno aiutata a risalire sul sentiero.
Belluno, 11 - 08 - 19
Questa mattina attorno alle 11.20 il Soccorso alpino della Val Biois è intervenuto a Canale d'Agordo, sopra Capanna Cima Comelle, per un'escursionista che si era procurata la sospetta frattura di un braccio. La donna, T.C., 66 anni, di Belluno, è stata raggiunta da una soccorritrice, anche infermiera, che le ha prestato assistenza e la ha accompagnata all'ambulanza. Alle 14.20 circa una squadra del Soccorso alpino della Val di Zoldo si è portata in jeep nei pressi di Malga Pioda, dove una donna bellunese, M.P., 68 anni, aveva riportato la probabile rottura di una caviglia e la ha trasportata al rendez vous con l'ambulanza. Il Soccorso alpino di Alleghe, dopo averla geolocalizzata, è andato a prendere con il fuoristrada una turista greca di 66 anni, che si era fatta male a un polso, per condurla fino ai Piani di Pezzè e affidarla all'ambulanza. Verso le 16 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Rifugio Settimo alpini e ha imbarcato un'escursionista cilena di 58 anni, con una distorsione alla gamba, per trasportarla all'ospedale di Belluno.
Posina (VI), 10 - 08 - 19
Attorno alle 16 il Soccorso alpino di Arsiero è stato allertato dalla Centrale del 118 per una coppia di escursionisti in difficoltà in Val Pruche, nel Gruppo del Pasubio. I due, quarantenni vicentini, che stavano percorrendo il sentiero numero 380, avevano seguito una traccia sbagliata iniziando a risalire un canalone, finché non erano più stati in grado di avanzare o tornare sui propri passi. Dalle coordinate Gps, pur non esatte, la prima squadra veloce è riuscita a contattarli a voce, dopo aver ristretto la zona dove potevano trovarsi, per poi raggiungerli, verso le 18, a 1.400 metri di quota, e metterli subito in sicurezza. Altre due squadre si sono poi unite al gruppo e i soccorritori hanno iniziato ad attrezzare gli ancoraggi per riportare a valle i due escursionisti con 300 metri  di calata, conclusa in un ghiaione. In questo momento, dopo essere stata riaccompagnati sul sentiero, la coppia sta tornando alla propria macchina assieme alle squadre.
Asiago (VI), 10 - 08 - 19
Oggi, a partire dalle 11, si sono susseguiti numerosi interventi sulle montagne dell'Altipiano. Mentre con il padre e altre persone stava salendo sull'Ortigara, in comune di Enego, giunta quasi ormai in cima all'altezza della galleria, un'escursionista di Thiene (VI), E.T., 33 anni, aveva messo male un piede riportando la sospetta frattura di una caviglia. Poiché in contemporanea era  scattato un altro allarme per il Soccorso alpino di Asiago, in suo aiuto sono partiti sei soccorritori di Arsiero, tra i quali un sanitario. Una volta raggiunta, all'infortunata sono state prestate le prime cure e, dopo essere stata imbarellata è stata trasportata a spalla per un'ora e mezza fino al piazzale Lozze, dove è stata affidata all'ambulanza diretta all'ospedale di Asiago. Un'anziana di Selvazzano di dentro (PD), L.D.M., 88 anni, era invece scivolata ruzzolando per quindici metri vicino a Malga Cima, a Rubbio, comune di Bassano del Grappa (VI). Arrivata da lei, una squadra del Soccorso alpino di Asiago la ha stabilizzata e imbarellata per poi portarla a piedi per un paio di chilometri al rendez vous con l'ambulanza partita per Asiago. Una donna padovana, M.G., di 64 anni, era invece caduta procurandosi la probabile rottura di un polso ai Castelloni di San Marco, Enego. I soccorritori le hanno immobilizzato il braccio e la hanno aiutata a scendere a Malga Fossetta, da dove si è allontanata autonomamente. Infine, sul Monte Verena, a Roana, una settantaduenne vicentina, era scivolata in un tratto ghiaioso scendendo con i familiari lungo le piste da sci. Una squadra è riuscita ad avvicinarsi con la jeep, portando anche il personale sanitario dell'ambulanza che si è preao cura di lei. Imbarellata, A.Z., di Noventa Vicentina, è stata accompagnata sulla strada e poi all'ospedale di Asiago.
 
Belluno, 10 - 08 - 19
Questa mattina attorno alle 9 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato al Rifugio Falier, sotto la Marmolada, a Rocca Pietore, per una turista tedesca che durante la notte aveva accusato malessere e, aspettando un bambino, temeva complicazioni. Dopo una valutazione del medico dell'equipaggio, è stato deciso di trasferirla all'ospedale di Belluno per accertamenti. Verso mezzogiorno è scattato un secondo allarme riguardante la Marmolada: un'escursionista di Cisterna di Latina (LT), M.P.C., 63 anni, si era infatti procurata un probabile trauma alla gamba alla stazione di arrivo della funivia a Punta Rocca. Una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina è salita con gli impianti e la ha aiutata a tornare a valle, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo. È invece rientrato l'allarme per un ragazzino di 14 anni che si era sentito poco bene lungo il sentiero numero 101 sopra il Rifugio Berti. Una volta arrivato a destinazione, i crampi di affaticamento alle gambe sono passati. Il Soccorso alpino della Val Comelico era pronto a intervenire per riaccompagnarlo a valle.
Alleghe (BL), 10 - 08 - 19
Alle 6.15 circa alcuni alpinisti hanno contattato il 118 poiché la cordata che li precedeva in parete aveva avuto un incidente. Mentre stava scalando da primo il secondo tiro della Via Philip - Flamm in Civetta, un rocciatore, O.C., 30 anni, di Piombino Dese (PD), era infatti volato per una trentina di metri, sbattendo sulla roccia e non rispondendo più ai richiami. L'eliambulanza Pelikan 1 di Bolzano è subito intervenuta. Fatto scalo alla piazzola del Rifugio Tissi, ha imbarcato il gestore, componente del Soccorso alpino di Alleghe, in supporto alle operazioni e si è diretta verso il punto in cui il compagno dell'infortunato e gli altri due rocciatori lo avevano già calato di un po' per facilitarne il recupero, avvenuto con un verricello di 60 metri. Una volta che l'equipe medica gli ha prestato le prime cure urgenti, lo scalatore è stato trasportato all'ospedale di Treviso con un probabile politrauma.

Concluse le operazioni di recupero dello speleologo bloccato in una grotta nell'altipiano del Marguareis (Cn).

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha concluso l’intervento presso la grotta nel Fiat Lux sul massiccio del Marguareis nel comune di Briga Alta (Cn). I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico si sono mobilitati dal pomeriggio di ieri (08/08) per portare soccorso ad uno speleologo francese che era rimasto bloccato a 300 metri di profondità, in seguito ad una scivolata sulla roccia resa viscida dal fango che lo aveva fatto cadere in una fessura. Un suo compagno di escursione era uscito dalla grotta dando immediatamente l'allarme al Soccorso Alpino e Speleologico; una squadra che si trovava in zona è immediatamente entrata in grotta raggiungendo il malcapitato e riuscendo a estrarlo dalla fessura dove era rimasto bloccato. Immediatamente sono partite le operazioni di soccorso e lo speleologo è stato posizionato all'interno di una tenda riscaldata, montata nella grotta mentre le squadre confluite sul posto hanno iniziato le operazioni di attrezzamento delle verticali per effettuare il recupero. Un medico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha sempre assistito e monitorato lo speleologo, mentre una squadra di telefonisti ha posizionato un cavo telefonico dall'esterno della grotta fino alla tenda medicalizzata. I collegamenti telefonici hanno permesso alla direzione delle operazioni di avere costantemente informazioni in tempo reale sulle condizioni del paziente e sull'andamento delle operazioni di soccorso.
Grazie ai sanitari e ai tecnici del CNSAS, l’uomo ha potuto riposare, protetto dalla tenda riscaldata montata più volte lungo il percorso, mentre venivano approntati una serie di dispositivi di sollevamento su corda che hanno permesso alle squadre di recuperare lo speleologo in difficoltà dandogli un sostanziale aiuto alla risalita verso l’uscita.
L’uomo è sempre stato cosciente e collaborativo anche se molto provato, quindi le operazioni di recupero sono state intervallate da lunghe pause per consentire allo speleologo di riposare e rifocillarsi. 
L’intervento ha impegnato un totale di circa 60 persone tra tecnici e sanitari provenienti da Piemonte, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. 
All'uscita della Grotta la squadra di Tecnici del CNSAS della Delegazione Alpina di Mondovì ha provveduto a trasportare l’uomo in barella e trasportarlo fino al rifugio Don Barbera dove è stato raggiunto da un'ambulanza medicalizzata 4x4 messa a disposizione dal Comune di Garessio. Da qui lo speleologo è stato poi condotto in ospedale.

Belluno, 09 - 08 - 19
Attorno alle 15 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato in direzione dei boschi di Col di Villapiccola ad Auronzo di Cadore, per un fungaiolo colto da malore. Dopo aver individuato, non senza difficoltà, il punto in mezzo agli alberi dove si trovava l'uomo, L.R., 49 anni, di San Donà di Piave (VE), assieme all'amico che aveva dato l'allarme, l'elicottero ha sbarcato medico, infermiere e tecnico di elisoccorso con un verricello di 50 metri. Purtroppo non è stato possibile altro che constatarne il decesso. Ricomposta, la salma è stata recuperata e trasportata a valle. Pronto a intervenire anche il Soccorso alpino di Auronzo. Una squadra del Soccorso alpino della Val Biois è invece partita alla ricerca di un escursionista che si era perso in mezzo agli schianti, in un'area compresa tra la frazione di Cianazede e il Piz Zorlet, a San Tomaso Agordino. Riusciti a risalire alle coordinate Gps, i soccorritori hanno impiegato due ora a ritrovare A.P., 75 anni, di Venezia, tra le piante abbattute. Una volta da lui, verificato che si era fatto male a una caviglia, l'uomo è stato imbarcato con un verricello dall'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore, poi partita in direzione dell'ospedale di Agordo. Anche i due soccorritori sono stati caricati a bordo e portati in piazzola. Un escursionista trevegiano, S.A., 46 anni, che aveva perso l'orientamento scendendo dal Monte Rusiana, ad Auronzo di Cadore, è stato aiutato telefonicamente dalla Centrale operativa, che, capito dove si trovava, gli ha dato le indicazioni per tornare alla macchina. L'eliambulanza dell'Aiut Alpin Dolomites di Belluno ha invece soccorso un turista padovano, R.B., 41 anni, sentitosi poco bene mentre si trovava in prossimità del Lago Coldai, in Civetta. L'uomo è stato accompagnato all'ospedale di Agordo per le verifiche del caso.
Cortina d'Ampezzo (BL), 09 - 08 - 19
Verso mezzogiorno e mezza l'elicottero di Treviso emergenza è intervenuto sul Piccolo Lagazuoi, lungo la Via Orizzonti di gloria, dove una scalatrice, prima di cordata, era volata per 5 metri sul quarto tiro, sbattendo con il piede sulla roccia. Una volta individuata, l'alpinista, S.J., 36 anni, tedesca, è stata raggiunta in parete dal tecnico di elisoccorso, calato con un verricello di 20 metri, e recuperata. Imbarcata allo stesso modo anche la compagna rimasta in sosta. L'infortunata, con un possibile trauma alla caviglia, è stata trasportata a Cortina.
Belluno, 09 - 08 - 19
Questa mattina attorno alle 10.20 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato in Civetta, ad Alleghe, poiché un'escursionsita svizzera di 27 anni si era procurata un sospetto trauma alla caviglia, mentre con un gruppo di persone stava transitando sulla Forcella Col de Rean sotto il Rifugio Tissi. Sbarcati in hovering medico, infermiere e tecnico di elisoccorso, alla ragazza sono state prestate le prime cure. Recuperata con un verricello di 5 metri, l'infortunata è stata trasportata all'ospedale di Agordo. Subito dopo, su richiesta della Centrale di Bolzano, l'eliambulanza è stata inviata al Rifugio Locatelli, a Dobbiaco, dove si temeva un malore per un escursionista sessantenne di Finale Ligure (SV). Atterrati nelle vicinanze, dopo le valutazioni mediche dell'equipe sanitaria, è stato deciso di accompagnare l'uomo all'ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso.
Domegge di Cadore (BL), 09 - 08 - 19
Si sono ritrovati ieri sera al Rifugio Padova i vertici della Casa comune che, a livello Veneto, raggruppa Club alpino italiano, Guide alpine e Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, con l'obiettivo di studiare un percorso condiviso sull'attività programmatica che collega le tre realtà legate alla montagna. Diversi i temi trattati dai tre presidenti del Cai Veneto Renato Frigo, del Collegio regionale Veneto Guide alpine Marco Spazzini, del Soccorso alpino e speleologico Veneto Rodolfo Selenati, con lui anche il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Alex Barattin. Si è parlato della sistemazione dei sentieri e delle ferrate secondo i finanziamenti delle aree di confine già stanziati e, sempre a proposito di sentieristica, della necessità di condividere e diffondere i dati riguardanti gli itinerari compromessi da Vaia, che hanno aggiornamenti continui, con la sistemazione quotidiana di molti percorsi e la verifica di nuove situazioni a rischio. Un accenno è stato fatto alla questione della telemedicina, in collaborazione con il Suem bellunese, ovvero alla possibilità di dotare i Rifugi di strumentazioni che permettano di fornire servizi sanitari in remoto. Si è poi parlato di formazione, specifica per ognuno dei tre comparti, e di prevenzione, convenendo sulla necessita di intervenire a partire dalle scuole.
Pieve di Cadore (BL), 09 - 08 - 19
Martedì prossimo, 13 agosto, saranno presentati i nuovi mezzi del Soccorso alpino e speleologico Veneto, acquistati grazie ai contributi della Protezione Civile Regione Veneto per l'anno 2018. Saranno presenti l'assessore regionale all'ambiente e protezione civile Gianpaolo Bottacin, il presidente del Soccorso alpino e speleologico del Veneto Rodolfo Selenati e i delegati Cnsas Alex Barattin, per la II Zona Dolomiti Bellunesi, Alberto Barbirato, XI Zona Prealpi Venete, Giovanni Ferrarese, VI Zona speleologica. La presentazione si terrà nel cortile dell'ospedale di Pieve di Cadore alle 18. Gli organi di informazione sono invitati a partecipare.
Livinallongo del Col di Lana (BL), 08 - 08 - 19
Alle 17 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto lungo il sentiero numero 601 che collega il Passo Pordoi al Rifugio Sass Becei, ad Arabba, dove un ciclista romano di 17 anni era caduto con la propria mountain bike, sbattendo la testa. Gtazie alle indicazioni fornite da uno dei rifugisti, l'eliambulanza è atterrata nelle vicinanze del luogo dell'incidente. Prestate le prime cure, il ragazzo, che aveva riportato probabili traumi cranico e alla spalla, è stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno.
Selva di Cadore (BL), 08 - 08 - 19
Attorno a mezzogiorno e mezza il Soccorso alpino della Val Fiorentina è stato allertato per un escursionista scivolato lungo la strada sterrata che scende dal Rifugio Fertazza. L'uomo, un quarantatreenne di Cesena (FC), che si trovava con il figlio di 8 anni, cadendo si era prucurato un profondo taglio al ginocchio e un probabile trauma alla spalla. Raggiunto in jeep da tre soccorritori, dopo aver ricevuto le prime medicazioni, all'infortunato sono stati applicati gli opportuni presidi a spalla e gamba. Caricato sul fuoristrada è stato accompagnato fino all'ambulanza. Il Soccorso alpino di Belluno è invece intervenuto sul Piazzale del Nevegal per consentire in sicurezza le manovre dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, arrivato per un bambino di 11 anni caduto da una pedana con la bicicletta. Prestate le prime cure, il bimbo è stato trasportato all'ospedale di Treviso.
Domegge di Cadore (BL), 07 - 08 - 19
Alle 13.30 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto lungo il sentiero che da Forcella Montanaia scende al Rifugio Padova, per una turista romana che, messo male un piede, aveva riportato un probabile trauma alla caviglia. La donna, A.S., 33 anni, di Pomezia, che si trovava con altre 4 persone, è stata medicata dall'equipe sanitaria e recuperata con un verricello di 5 metri, per essere trasportata all'ospedale di Belluno.
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