2019

Taibon Agordino (BL), 17 - 11 - 19
A seguito del controllo della strada della Valle di San Lucano, in vista dell'emanazione dell'ordinanza di chiusura del sindaco per il pericolo di frane e valanghe a partire dalla mezzanotte di ieri, in fondo a Col di Prà è stata rinvenuta una macchina parcheggiata. Attorno alle 21 è stato quindi allertato il Soccorso alpino di Agordo, per cercare di individuarne gli occupanti prima dell'acuirsi del maltempo da allerta rossa. Risaliti al proprietario residente a Oderzo (TV), è stata rintracciata la moglie, che ha confermato l'intenzione del marito di passare la notte con amici in montagna, senza conoscerne però la meta. I soccorritori hanno subito contattato il Cai di Salgareda, proprietario di Casera Malgonera, una delle 5 che si trovano nella valle, venendo a sapere che effettivamente alcune persone avevano fatto richiesta per passarci la notte. Una squadra si è quindi portata con la jeep fino a Pont, per poi risalire a piedi, con la pioggia fino a circa 1.200 metri di quota, sotto la neve fino ai 1.500 metri della casera. Lungo il percorso, a mezzanotte e mezza, i soccorritori si sono imbattuti anche in una frana con alberi abbattuti che, quando sono saliti i 4 escursionisti alle 13 - hanno saputo poi - non c'era. Raggiunta la casera la squadra ha trovato i 4 amici e li ha avvisati della situazione e dell'alto rischio di smottamenti in tutta la vallata. Gli escursionisti, trevigiani cinquantenni, hanno quindi deciso di rientrare e sono scesi assieme ai soccorritori. L'intervento si è concluso alle 3.
Lusiana (VI), 16 - 11 - 19
Su richiesta del Soccorso alpino di Lavarone allertato per primo, attorno alle 14 una squadra di soccorritori di Asiago si è portata sulla vetta di Cima Mandriolo, dove il cane di una coppia di escursionisti si era sporto su un cornicione di neve, che era ceduto facendolo precipitare e scomparire. Il proprietario, E.P., 43 anni, di Camposampiero (PD), nel tentativo di recuperarlo era a sua volta scivolato per alcuni metri, riuscendo fortunatamente a fermarsi e a risalire. Una volta sul posto i soccorritori hanno attrezzato le calate e sono scesi con le corde per un centinaio di metri lungo il ripido versante caratterizzato da piccoli salti e affioramenti rocciosi, senza purtroppo riuscire a rinvenire traccia dell'animale. Ormai buio, le squadre sono dovute rientrare. Sul posto anche i Vigili del fuoco di Asiago e volontari di Lavarone.
Cortina d'Ampezzo (BL), 15 - 11 - 19
In mancanza di elementi oggettivi che possano dare maggiori indicazioni, concordato tra tutti gli enti presenti oggi, è stato deciso di interrompere al momento le ricerche del ragazzo di 23 anni, che questa mattina attorno alle 7 aveva chiamato il 112 - poi girato alla Centrale del Suem di Pieve di Cadore - dicendo di essersi perso nei boschi a Cortina. Durante l'unica chiamata, fatta con un numero non visibile, il giovane aveva detto di essere partito alle due di notte dalla casa di un cugino, da cui era ospite in località Pierosà, per seguire dei cinghiali e di essersi smarrito. Aveva parlato del Lago di Tamarin, aggiungendo che aveva batteria nel cellulare, ma senza dare il numero o coordinate. Chiusa la telefonata non si era più fatto sentire. Venticinque soccorritori tra Soccorso alpino, Sagf, Carabinieri e Vigili del fuoco hanno a lungo scandagliato l'area del Lago di Tamarin, Rifgio Mietres, ex Rifugio Col Tondo, muovendosi con sci e pelli di foca, quad e motoslitta, senza però ottenere riscontri. Anche le indagini dei carabinieri non hanno fatto emergere alcun dato in più. Nella via dove il ragazzo diceva di essere ospite non risiede nessuno che possa conoscerlo e anche per il nome da lui fornito non è stato trovato corrispettivo. Il Soccorso alpino resta disponibile per riprendere la ricerca, qualora arrivassero ulteriori segnalazioni.
Cortina d'Ampezzo (BL), 15 - 11 - 19
Questa mattina attorno alle 7 il 112 ha passato alla Centrale del Suem la chiamata di un ventitreenne che diceva di essersi perso in un bosco sotto la neve a Cortina. Durante la chiamata il ragazzo ha detto di essere partito attorno alle 2 da una strada di Pierosà per seguire dei cinghiali e di aver camminato finché si era smarrito, ma non è stato in grado di dare numero di telefono né elementi utili alla geolocalizzazione, se non citare il Lago di Tamarin. Caduta la linea, per gli operatori non è stato più possibile ricontattarlo e lui non ha più chiamato. Una ventina di persone, tra Soccorso alpino, Sagf, Carabinieri e Vigili del fuoco ha iniziato, e continua, a perlustrare l'area attorno al Rifugio Mietres e il Lago di Tamarin, senza alcun riscontro. I carabinieri stanno inoltre verificando le informazioni date dal chiamante rispetto alla via da cui sarebbe partito. 
 
Longarone (BL), 10 - 11- 19
Poco prima delle 16 la Centrale del 118 è stata allertata per un giovane ciclista caduto dalla propria mountain bike in località Muda Maè, sopra la passerella di Igne. Il ragazzo, un sedicenne di Longarone (BL), stava scendendo con un amico, quando ha preso un dosso ed è caduto a terra sbatttendo il volto e perdendo i sensi. Individuato il luogo dell'incidente, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato in hovering nelle vicinanze l'equipe medica e il tecnico di elisoccorso, che hanno subito prestato le prime cure all'infortunato tornato in sé. Una volta imbarellato, il ragazzo è stato recuperato con un verricello di qualche metro, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con probabili trauma cranico e facciale. L'amico è stato riaccompagnato a valle da una squadra del Soccorso alpino di Longarone arrivata sul posto per eventuale supporto.
Crespadoro (VI), 10 - 11 - 19
Passando lungo la strada che da Campodalbero porta a Marana, questa mattina il gestore del Rifugio Bertagnoli si è accorto di un'auto in una scarpata, una cinquantina di metri più in basso. Sceso, ha trovato il conducente, un anziano, sdraiato a terra, cosciente e in buone condizioni, sebbene in stato confusionale.Tornato dove c'era copertura telefonica, il gestore ha lanciato l'allarme, attorno alle 8.20. Una squadra del Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno si è portata sul posto, aiutando il personale dell'ambulanza a scendere nella scarpata della Val Bianca, mentre sopraggiungevano altri soccorritori e i Vigili del fuoco. All'uomo, R.R., 83 anni, vicentino, che probabilmente aveva avuto l'incidente già ieri, sono state prestate le prime cure per un probabile trauma alla gamba ed escoriazioni varie. Imbarellato, è stato sollevato per contrappeso fino alla strada e affidato all'ambulanza diretta all'ospedale di Arzignano.
Livinallongo del Col di Lana (BL), 09 - 11 - 19
Attorno alle 16.30 il 118 è stato allertato da uno scialpinista in difficoltà al rientro verso Passo Fedaia. M.G., 23 anni, di Vicenza, aveva infatti sbagliato traccia nella discesa, ritrovandosi bloccato soora salti di roccia all'altezza del quinto pilone della seggiovia. Una volta individuato il punto dove si trovava il ragazzo, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio con un verricello di 20 metri. Raggiunto e assicurato, lo sciatore è stato imbarcato con la stessa modalità, per essere trasportato fino all'ospedale di Pieve di Cadore a causa della prossima scadenza delle effemeridi.
Asiago (VI), 06 - 11 - 19
Attorno alle 11 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Asiago, per un boscaiolo infortunatosi durante il taglio delle piante di un cantiere nei boschi di Granezza. Un albero abbattuto lo aveva infatti colpito a una gamba. Una squadra si è portata sul posto, dove c'erano anche i Vigili del fuoco, e ha risalito per circa 300 metri il pendio. L'uomo, R.C., 44 anni, di Bassano del Grappa (VI), medicato dal personale sanitario dell'ambulanza, è stato imbarellato e trasportato fino alla strada, da dove è stato di seguito accompagnato all'ospedale di Asiago.
 

Arco (TN), 04 - 11 - 19
Verso le 9 di questa mattina i cinque escursionisti altoatesini, bloccati da ieri dentro la grotta Bus del Diaol (Arco) sono stati accompagnati fuori dalla grotta, provati ma illesi. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 era arrivata verso le 19.40 di ieri quando uno dei familiari ha lanciato l’allarme per il mancato rientro del gruppo. Immediata l’organizzazione delle operazioni di soccorso. Sul posto è arrivata la VI delegazione speleologica del Veneto e Trentino Alto Adige, con le Stazioni di Trento, Bolzano, Verona, Vicenza e Veneto orientale, per un totale di 43 soccorritori, la Stazione di Riva del Garda e di Rovereto del Soccorso Alpino, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. La grotta Bus del Diaol si sviluppa in orizzontale ed è caratterizzata dalla presenza di sifoni di sabbia. A bloccare i cinque escursionisti il secondo sifone, che si è chiuso dietro di loro riempiendosi di sabbia e acqua. Situazione resa ancora più complicata dalla presenza di due cascate di acqua che continuavano ad alimentare il sifone. Una volta compresa la situazione e stabilito un collegamento telefonico tra il campo base e i soccorritori dentro la grotta, si è provveduto a portare sul posto due pompe a immersione alimentate da un gruppo elettrogeno esterno per svuotare il sifone dall’acqua. Contemporaneamente i soccorritori con dei teli e un sistema di tubi hanno deviato l’acqua delle due cascate per evitare che il sifone continuasse a riempirsi. Verso le 6 di mattina il sifone è stato praticamente svuotato dall’acqua e si è cominciato a scavare per togliere il deposito di sabbia che ancora ostruiva il passaggio, fino ad arrivare nel luogo dove erano rimasti bloccati i cinque escursionisti. Dopo essere stati rifocillati, riscaldati e dopo una valutazione delle loro condizioni sanitarie da parte dei medici del Soccorso Alpino e Speleologico, i cinque escursionisti sono stati accompagnati in sicurezza fuori dalla grotta e fino al campo base dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico. Hanno collaborato alle operazioni di soccorso anche l'associazione Nu.Vol.A per dare supporto ai soccorritori impegnati per tutta la notte.

Cimolais (PN), 02 - 11 - 19

Sono stati raggiunti alle 15.20 i due alpinisti, un ragazzo e una ragazza, bloccati sulla Cima dei Preti. Stanno entrambi bene, a parte la sofferenza per il freddo e la notte passata all'addiaccio. La squadra della Valcellina salita dalla Val Cimoliana ha iniziato il recupero in sicurezza. Altri quattro soccorritori stanno andando incontro al gruppo dal Bivacco Greselin lungo la via di salita normale (800 metri di dislivello) sulla vetta, dalla quale poi scenderanno di nuovo al Bivacco assieme agli alpinisti salvati, e un altro gruppo di soccorritori è partito dal basso per salire al Bivacco Greselin con altri viveri e abbigliamento (1200 metri di dislivello) di rinforzo. Ci vorrà ancora qualche ora per concludere l'intervento dato che il gruppo principale deve ancora riguadagnare la vetta e di qui scendere, affrontando anche una calata con la corda. Due dei quattro soccorritori di supporto hanno raggiunto la vetta, altri due attendono nel punto in cui sarà effettuata la calata con la corda per rientrare poi più facilmente al Bivacco Greselin. Dodici soccorritori dal Veneto - Pieve di Cadore e Centro Cadore - erano saliti dal versante opposto arrivando in cinque ore fino al Tridente, poco distanti dai soccorritori della Valcellina, di cui sentivano le voci. Quando i tecnici del Soccorso Alpino del Friuli venezia Giulia hanno raggiunto gli alpinisti, è stato comunicato di rientrare.

Perarolo di Cadore (BL), 02 - 11 - 19
È in corso un intervento assai impegnativo per recuperare due alpinisti, rimasti bloccati ieri a quasi 2.600 metri di quota sulla Cima dei Preti. La centrale del 118 è stata allertata questa mattina alle 8.30 circa da quella di Palmanova, dopo aver ricevuto l'allarme Georesq di due persone che si trovano sulla Via dei Triestini, dove hanno passato la notte e dove probabilmente sta nevicando. Tutta la zona è immersa nella nebbia, impossibile il decollo dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, mentre si sta valutando la possibilità di far intervenire quello della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia per il trasporto delle squadre il più possibile in quota. Sono partiti a piedi i soccorritori di Pieve di Cadore, assieme a un soccorritore del Centro Cadore che ha recentemente completato l'itinerario, e la prima squadra è transitata a Casera Vedorcia alle 10.40. Anche il Soccorso alpino della Valcellina sta risalendo dalla Val Cimoliana. Solo come avvicinamento, ci vorranno 4-5 ore per raggiungere le due persone. 
 
Cortina d'Ampezzo (BL), 01 - 11 - 19
Alle 14 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del Col dei Bos, per una coppia di escursionisti in difficoltà. I due, un trentottenne padovano e un'amica americana, completata la ferrata avevano preso il sentiero in uscita proseguendo però lungo una traccia sbagliata. Dopo essere scesi per alcuni metri in un ripido canale, i due non erano più stati in grado di tornare sui propri passi e avevano lanciato l'allarme. Individuati dall'equipaggio, gli escursionisti sono stati recuperati dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 15 metri e trasportati in piazzola sotto le Torri di Falzarego. 
 
Valle di Cadore (BL), 30 - 10 - 19
Attorno alle 18.30 il Soccorso alpino di Pieve di Cadore è stato allertato dalla Centrale del 118, per due persone in difficoltà sul pendio che da Venas scende al Boite. In contatto telefonico e risaliti alle coordinate, i soccorritori, assieme ai Vigili del fuoco di Pieve di Cadore e volontari di Valle di Cadore, hanno individuato il punto in cui si trovavano i due, che erano rimasti al buio, bloccati sulla ripida scarpata che porta al greto del torrente. Dopo aver attrezzato delle corde fisse sono scesi da M.C.M, 52 anni di Calalzo di Cadore (BL), e F.P., 33 anni, di Garbagnate Milanese (MI), che lamentava anche un dolore alla gamba, e li hanno aiutati a risalire fino alla strada, da dove i due si sono allontanati autonomamente.
Belluno, 30 - 10 - 19
A un anno di distanza dalla tempesta di vento e pioggia che travolse la provincia, il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi ha ricevuto un grande dono, grazie al gesto di solidarietà della ditta Carpano. Dopo il passaggio di Vaia, con i soccorritori impegnati a portare aiuto alla popolazione in difficoltà, i promotori dell'iniziativa si dissero che ognuno poteva e doveva fare qualcosa: "Conosciamo e rispettiamo la nostra terra e la nostra gente duramente colpita dall'alluvione di fine ottobre, per questo abbiamo deciso di dare il nostro contributo ad una associazione sempre presente sul territorio nel momento del bisogno". Fino al 31 marzo 2019, la ditta Carpano - che ha uno dei propri stabilimenti a Falcade, la Carpano Speck, e dal 1952 produce salumi, carne, yogurt, latticini - ha quindi destinato il 3 per cento di tutti i propri ricavati nella provincia di Belluno a sostegno del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi. Nei giorni scorsi a Moena, sede della Carpanolat, è avvenuta la consegna del contributo di 7.900 euro da parte di uno dei titolari, Alessandro Carpano, e del suo collaboratore Davide Fontanive, promotore assieme alla ditta di questo atto generoso che consentirà al nostro sodalizio l'acquisto di materiale tecnico e attrezzature. Presenti a nome dell'intera associazione il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, Alex Barattin, e alcuni rappresentanti delle Stazioni dell'area Agordina. Da tutti i soccorritori un profondo ringraziamento alla ditta Carpano.
Galzignano Terme (PD), 27 - 10 - 19
Alle 17.40 il Soccorso alpino di Padova è stato allertato per un ciclista caduto con la propria mountain bike quasi alla fine del percorso Blu line, il tracciato di downhill che dalla cima del Monte Gallo porta a Galzignano. A dare l'allarme, fornendo anche le coordinate del posto tramite Whatsapp, l'amico di R.G., 54 anni, di Monselice (PD), che si trovava con lui al momento dell'incidente. Una decina di soccorritori, tra i quali due sanitari, hanno raggiunto l'infortunato, che aveva riportato la sospetta frattura di una gamba e di un polso, e gli hanno prestato le prime cure. Dopo averlo immobilizzato, lo hanno caricato in barella e trasportato per una ventina di minuti, assicurandolo con le corde nei tratti più ripidi. Una volta sulla strada, lo hanno affidato all'ambulanza diretta all'ospedale di Schiavonia.
Fregona (TV), 27 - 10 - 19
Attorno alle 18 una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è intervenuta in Borgo Sonego, dove una donna era scivolata per qualche metro in una scarpata tra le abitazioni, lungo la strada che porta alle Grotte del Caglieron. I soccorritori hanno affiancato il personale dell'ambulanza nel caricare in barella R.D.T. 75 anni, di Fregona (TV), che lamentava dolori a una gamba, per poi sollevarla sulla strada. La donna è stata poi accompagnata all'ospedale di Vittorio Veneto per verificare le sue condizioni. Una seconda squadra era pronta in supporto alle operazioni.
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