2018

Cortina d'Ampezzo (BL), 13 - 09 - 18
Ieri nel tardo pomeriggio è scattato l'allarme per un escursionista che non si era presentato all'appuntamento con i compagni. Dopo aver passato la notte al Rifugio Scoiattoli, ieri mattina una comitiva di turisti francesi si è divisa con due destinazioni differenti: una parte si è incamminata verso il Rifugio Dibona, l'altra ha scelto il sentiero per Averau, Passo Giau, Forcella Giau, Mondeval, Forcella Ambrizzola, Croda da Lago. Di questo secondo gruppo faceva parte Patrick, 56, che, una volta raggiunto il Rifugio Croda da Lago attorno alle 11.30, mentre gli altri hanno deciso di fermarsi per il pranzo, ha preferito proseguire la camminata, rimanendo d'accordo di riunirsi più tardi al resto della comitiva al Dibona. Al Dibona però non è mai arrivato. Ieri fino a notte le squadre del Soccorso alpino e del Sagf di Cortina, assieme ai Vigili del fuoco, hanno perlustrato in jeep e a piedi la sentieristica della zona, contattando rifugi, ristoranti e taxisti, senza rinvenirne traccia. Alle 6.30 questa mattina altre forze si sono unite alla ricerca, compreso il Soccorso alpino di San Vito di Cadore, dato che l'uomo potrebbe aver optato per un giro sui Lastroni di Formin, e un'unità cinofila molecolare partirà dall'ultimo punto dove è stato con certezza, ritratto in una foto a mezzogiorno al Rifugio Croda da Lago. Patrick quando si è allontanato indossava pantaloni sotto il ginocchio blu, tshirt arancione, cappellino blu e porta uno zaino blu profilato di bianco. Chiunque lo avesse visto è pregato di contattare i carabinieri.
Rocca Pietore (BL), 12 - 09 - 18
Attorno alle 13 è scattato l'allarme per un alpinista volato alcuni metri sulla via Bettega - Tomasson in Marmolada. Il rocciatore, un ventiduenne inglese che stava scalando con un connazionale di 23 anni, è stato recuperato assieme al compagno dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, che lo ha imbarcato utilizzando un verricello. L'infortunato, con una probabile frattura alla gamba, è stato accompagnato all'ospedale di Belluno, mentre l'amico illeso è stato lasciato al Rifugio Falier.
Gallio, 12 - 09 - 18
Ieri alle 22.20 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Asiago per il mancato rientro di due escursionisti di Bassano del Grappa (VI) da una gita a Calà del Sasso. A dare l'allarme il fratello della ragazza, R.D., che assieme all'amico, D.M., entrambi trentenni, era partita da Valstagna per salire la scalinata dei 4444 gradini. Una squadra ha avviato la ricerca e, prendendo le prime informazioni, è venuta a sapere che i due, arrivati all'abitato di Stoccareddo, avevano chiesto al bar un percorso alternativo per tornare a valle ed era stata loro illustrata la possibilità di passare per la Madonna del Buso e scendere dalla Val Frenzela. Tre soccorritori sono quindi partiti dalla Madonna del Buso per perlustrare la vallata, dove non c'è copertura telefonica e anche le comunicazioni radio sono rese difficili, e alle 2.40 fortunatamente sono riusciti ad individuare i due escursionisti che, bloccati dal buio, si erano riparati nel tubo di un canale di scolo riscaldati da una coperta, e si erano preparati a passare la notte all'addiaccio. La squadra li ha quindi aiutati a tornare sul sentiero e li ha accompagnati fino alla macchina. L'intervento si è concluso alle 4.30.
Poiché non è la prima volta che persone si trovino in difficoltà in Val Frenzela, si ricorda che il sentiero di rientro da quella parte è molto lungo e va affrontato preferibilmente di giorno o bene attrezzati in caso sopraggiunga il buio, in quanto lungo il torrente in secca sono presenti anche salti di roccia di 7-8 metri da aggirare.
Gallio, 12 - 09 - 18
Ieri alle 22.20 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Asiago per il mancato rientro di due escursionisti di Bassano del Grappa (VI) da una gita a Calà del Sasso. A dare l'allarme il fratello della ragazza, R.D., che assieme all'amico, D.M., entrambi trentenni, era partita da Valstagna per salire la scalinata dei 4444 gradini. Una squadra ha avviato la ricerca e, prendendo le prime informazioni, è venuta a sapere che i due, arrivati all'abitato di Stoccareddo, avevano chiesto al bar un percorso alternativo per tornare a valle ed era stata loro illustrata la possibilità di passare per la Madonna del Buso e scendere dalla Val Frenzela. Tre soccorritori sono quindi partiti dalla Madonna del Buso per perlustrare la vallata, dove non c'è copertura telefonica e anche le comunicazioni radio sono rese difficili, e alle 2.40 fortunatamente sono riusciti ad individuare i due escursionisti che, bloccati dal buio, si erano riparati nel tubo di un canale di scolo riscaldati da una coperta, e si erano preparati a passare la notte all'addiaccio. La squadra li ha quindi aiutati a tornare sul sentiero e li ha accompagnati fino alla macchina. L'intervento si è concluso alle 4.30.
Poiché non è la prima volta che persone si trovino in difficoltà in Val Frenzela, si ricorda che il sentiero di rientro da quella parte è molto lungo e va affrontato preferibilmente di giorno o bene attrezzati in caso sopraggiunga il buio, in quanto lungo il torrente in secca sono presenti anche salti di roccia di 7-8 metri da aggirare.
Belluno, 11 - 09 - 18
Poco prima delle 13 il Soccorso alpino di Auronzo è stato allertato per un'escursionista infortunatasi a un ginocchio a Forcella Lavaredo dove si trovava assieme al marito.  Una squadra del Sagf ha quindi raggiunto l'infortunata, E.P., 63 anni, tedesca, e la ha accompagnata fino al parcheggio per il rendez vous con l'ambulanza. Alle 14 circa il 118 ha poi attivato il Soccorso alpino di Cortina per un escursionista in difficoltà. Partito da Malga Ra Stua, dopo essere arrivato a Campo Croce G.M., 67 anni, di Treviso, ha proseguito verso il Lago di Fosses, ma è uscito dall'itinerario corretto, inerpicandosi su un canale fino a rimanere bloccato. I soccorritori lo hanno individuato e raggiunto. Per aiutarlo a scendere, la squadra ha attrezzato tre calate e lo ha riaccompagnato sul sentiero e da lì a Malga Ra Valles. Verso le 16.30 infine è scattato l'allarme poiché, mentre erano in cerca di funghi, un uomo aveva perso di vista la moglie e il nipotino di 10 anni a Casera Rova, nei boschi sotto il Passo Duran. In loro aiuto è partita una squadra del Soccorso alpino di Agordo che ha avviato la ricerca nei dintorni, chiamando a voce la donna, finché i soccorritori non sono riusciti a individuarla in località Casen e hanno riaccompagnato lei e il bimbo all'auto.
Cortina d'Ampezzo (BL), 11 - 09 -18
Attorno alle 15.20 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato in direzione del Cristallo, a seguito della chiamata di un uomo la cui compagna era scivolata e precipitata per un centinaio di metri in un canale, mentre scendevano lungo la via normale a circa 3mila metri di altitudine. Dopo aver imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Cortina in supporto alle operazioni, l'eliambulanza lo ha sbarcato assieme al tecnico di elisoccorso e al medico dell'equipaggio, che purtroppo ha solamente potuto constatare il decesso di M.W., 62 anni, austriaca. L'elicottero è quindi risalito per caricare a bordo il compagno della donna e accompagnarlo fino alla piazzola dell'ospedale e, una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, si è proceduto al recupero della salma, avvenuto con un verricello di 70 metri. 
Chies d'Alpago (BL), 10 - 09 - 18
Ieri sera verso le 22.30 è scattato l'allarme per un escursionista di Mirano (VE) infortunatosi in un canale tra I Muri e il Brut Pass. Due amici ieri stavano percorrendo l'Alta Via numero 7, quando hanno deciso di scendere lungo un canale. Resisi conto che non riuscivano a procedere, sono ritornati sui propri passi, ma risalendo uno di loro era ruzzolato una ventina di metri nel ghiaione, riportando alcune contusioni. Poiché la zona è sprovvista di copertura telefonica, il compagno era tornato in cresta in cerca di un punto dove poter contattare il 112 e chiedere aiuto. Posto il campo base a Casera Campitello, una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago si è avviata sul sentiero, riuscendo nel tragitto ad appurare dall'amico - rimasto in vetta per continuare ad essere rintracciabile - che l'escursionista che si era fatto male era in un punto sicuro, provvisto di abbigliamento opportuno e cibo. I quattro soccorritori hanno raggiunto il punto in cresta in cui si trovava il compagno verso le 4.30, ma per il forte rischio di far rotolare sassi a valle se fossero scesi, si sono fermati in quota, mantendo un contatto vocale con l'infortunato per rassicurarlo e assisterlo fino a che, spuntato il sole, l'eliambulanza di Trento non è intervenuta, sbarcando il proprio tecnico di elisoccorso. Mentre il tecnico predisponeva il recupero, l'elicottero ha imbarcato la squadra e il secondo escursionista e li ha trasportati a Pian Formosa, per poi tornare a prendere l'infortunato e volare all'ospedale di Belluno.
Schio (VI), 09 - 09 - 18
Alle 14 circa il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno per un quindicenne anni di Padova, che si era fatto male scendendo dalla catena della briglia alla fine del Boale del Baffelan. Il ragazzino, che si trovava con i genitori e aveva riportato un probabile trauma alla caviglia, è stato raggiunto da una squadra a piedi. I soccorritori gli hanno prestato le prime cure e lo hanno imbarellato per poi trasportarlo alla jeep e di seguito al parcheggio, da dove si è allontanato autonomamente con il padre e la madre.
Belluno, 09 - 09 - 18
Attorno alle 12.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato verso il sentiero numero 101 prima del Rifugio Berti, nel comune di Comelico Superiore, per una escursionista di Udine, E.M., 53 anni, che si era procurata un trauma al ginocchio. Una volta imbarcata, l'infortunata è stata trasportata all'ospedale di Pieve di Cadore. Alle 14.30 il Soccorso alpino di Alleghe ha invece raggiunto in jeep il Rifugio di Col dei Baldi e da lì ha accompagnato all'ambulanza - diretta poi ad Agordo - una settantenne di Santa Giustina (BL), che era stata colta da malore. Infine alle 17 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Cortina per una escursionista di Rosà, M.L.A., 63 anni, che aveva riportato delle escoriazioni alla testa, mentre si trovava sul sentiero n. 407 tra Forcella Ra Valles e Piè Tofana. In suo aiuto è intervenuta una squadra del Sagf.
Val di Zoldo (BL), 08 - 09 - 18
Alle 17 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del Pelmo, dove, al bivio tra i sentieri 472 e 499 dell'anello attorno al monte, un escursionista era stato colto da malore. Atterrati nelle vicinanze, all'uomo, L.B., 62 anni, di Pescantina (VR), sono state prestate le prime cure. Una volta imbarcato, è stato poi trasportato all'ospedale di Belluno per le cure del caso.
Vicenza, 08 - 09 - 18
Alle 14.30 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Schio per un escursionista veneziano che aveva smarrito il sentiero durante un giro sul Novegno. Partito dal Passo di Campedello, l'uomo era passato dal Monte Priaforà e si era diretto al Monte Giove lungo il sentiero numero 437. Forse anche a causa della stanchezza, ha però perso l'orientamento, decidendo di chiedere aiuto al 112. Messo in contatto con una squadra, dalla sua descrizione i soccorritori hanno subito intuito dove potesse trovarsi e si sono avvicinati il più possibile in fuoristrada per poi proseguire a piedi. Lo hanno chiamato a voce, finché l'uomo, 54 anni, di Mira, non ha risposto. Raggiunto dopo una trentina di minuti di ricerca in un prato dove si era fermato ad attenderli come chiesto, seduto su un sasso, la squadra lo ha aiutato a tornare verso l'auto e da lì lo ha accompagnato alla sua macchina. Poco prima delle 16 invece è stato il Soccorso alpino di Asiago a essere allertato. Durante una camminata con una comitiva di una quarantina di persone, una escursionista di Roana (VI), si era infatti procurata un probabile trauma alla caviglia. Il gruppo era partito dalla Val Miela per dirigersi al Monte Fior e poi proseguire con una visita alle malghe. Al momento di scendere nuovamente versola Val Miela, G.M., 65 anni, era scivolata su un sasso bagnato mettendo male il piede. Poiché dalle prime informazioni l'incidente era avvenuto lontano dalla strada carrozzabile, una squadra è partita a piedi, mentre un soccorritore procedeva con la jeep. Fortunatamente il fuoristrada è riuscito ad avvicinarsi abbastanza. L'infortunata è stata stabilizzata dai soccorritori, caricata in barella e trasportata per 300 metri fino alla jeep, per essere poi condotta alla strada per il rendez vous con l'ambulanza.
Belluno, 08 - 09 - 18
Questa mattina il Soccorso alpino di Agordo è intervenuto al Rifugio Vazzoler, a Taibon Agordino, per un escursionista canadese di 46 anni, che lamentava dolori muscolari e non riusciva più a camminare. I soccorrirori lo hanno caricato a bordo e accompagnato in jeep all'ospedale di Agordo per le verifiche del caso. Attorno alle 13 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato dal 118 sui Lastoni di Formin, a Cortina d'Ampezzo, dove un alpinista, primo di cordata, era volato per una decina di metri sul quarto tiro della Via Gallo George, riportando diverse probabili contusioni. Recuperato con un verricello di 20 metri, il rocciatore, un ventisettenne di San Pietro di Feletto (TV), è stato trasportato all'ospedale di Belluno. Anche il compagno è stato imbarcato e portato a valle. Passate del 14, l'eliambulanza è volata sul Col de Salera, in comune di Val di Zoldo, per un ciclista che, perso il controllo della propria mountain bike, era caduto nel pendio sottostante il sentiero. Dopo che il personale medico gli ha prestato le prime cure, l'infortunato, A.V., 35 anni, di Civitella di Romagna (FC), con un possibile trauma cranico, è stato imbarellato e recuperato con un verricello per essere accompagnato al pronto soccorso di Agordo.
Schio (VI), 07 - 09 - 18
Alle 10.15 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Schio per un infortunio nella zona di San Rocco di Tretto. Mentre con il marito si trovava nella propria casa di villeggiatura, una settantenne di Vicenza, era infatti scivolata sul prato bagnato, mettendo male un piede e riportando un conseguente trauma alla caviglia. Poiché l'abitazione era raggiungibile solo percorrendo una ripida strada sterrata, una squadra si è avvicinata in jeep e, dopo aver immobilizzato la gamba all'infortunata, la ha caricata a bordo per trasportarla fino alla strada e affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Santorso.
Crespadoro (VI), 07 - 09 - 18
Ieri sera alle 21.30 circa il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno per una famiglia in difficoltà sulla Ferrata del Gramolon, nell'alta Val di Chiampo. Padre e madre di 41 anni, e i loro tre figli di 8, 10 e 13 anni, erano partiti dal Rifugio Bertagnoli verso le 16 per percorrere l'itinenario attrezzato. Arrivati sullo spiazzo dove si trova la panchina con il libro di via, il tracciato prosegue risalendo la parete verticale con delle scalette di 40 metri e il pezzo conclusivo che porta alla strada di arroccamento per rientrare. Complice l'approssimarsi del buio e non conoscendo il dettaglio dell'ultima parte del percorso, la coppia ha seguito una traccia laterale lasciata dagli animali e si è inoltrata nel bosco. Perso l'orientamento e temendo di peggiorare la situazione, trovato un punto in cui c'era copertura telefonica, la famiglia si è fermata e ha chiesto aiuto. Subito è partita una squadra di tre soccorritori che, fattasi spiegare la progressione, aveva intuito dove potessero trovarsi. Arrivati alla panchina, i tecnici hanno proseguito nel bosco chiamandoli a voce, poiché la copertura telefonica era quasi sempre assente, finché non hanno visto la luce delle pile e la famiglia ha risposto ai richiami. Ciascun soccorritore si è preso in carico uno dei bimbi, assicurandoli con corda corta, e con i genitori al seguito sono tornati sotto il temporale sul sentiero fino alla panchina. Da lì li hanno aiutati a risalire le scalette e a concludere l'ultimo tratto, per poi arrivare alla mulattiera e rientrare al Rifugio Bertagnoli, dove il gestore stava garantendo il ponte radio. L'intervento si è concluso a mezzanotte e mezza.
Cortina d'Ampezzo (BL), 06 - 09 - 18
Alle 16.20 circa il 118 è stato allertato da un'escursionista la cui compagna, scendendo con lui il sentiero dei Kaiserjäger sul Piccolo Lagazuoi, si era fatta male a una spalla. Dopo averli stati geolocalizzati e individuati, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha calato con un verricello di 10 metri il tecnico di elisoccorso e il personale medico che ha prestato le prime cure alla ragazza, S.I., 28 anni, di Ravenna, per una probabile lussazione. Una volta imbarcata in hovering, l'infortunata è stata trasportata all'ospedale di Cortina.
Belluno, 05 - 09 - 18
Attorno alle 13 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto a Lorenzago di Cadore, all'uscita del sentiero attrezzato del Romotoi, dove, poco dopo essersi fermato con i genitori, un ragazzino di 13 anni, si era tagliato a un dito con un coltellino. Sbarcati nelle vicinanze tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio e il medico, al giovane sono state prestate le prime cure. Recuperato con un verricello di 50 metri, il ragazzo è stato poi trasportato all'ospedale di Belluno. L'eliambulanza dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è stata invece inviata ad Auronzo di Cadore, sulla strada bianca del Bus de Pogofa che unisce il Rifugio Col de Varda al Città di Carpi, per un ciclista che era caduto dalla propria mountain bike riportando un probabile trauma al volto e cranico. Imbarcato, l'infortunato è stato accompagnato al pronto soccorso di Bolzano.
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