2018

Montegrotto Terme (PD), 02 - 04 - 18
Questa mattina attorno alle 10 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Padova per un infortunio sul Monte Ceva. Una ragazza (al momento non sono note le generalità) che stava effettuando in compagnia una camminata, si era infatti procurata un probabile trauma a una gamba. Raggiunta da sette soccorritori, una volta prestate le prime cure, l'escursionista è stata calata con la barella portantina per il primo tratto più ripido e successivamente trasportata a spalla lungo il sentiero. In un'ora la squadra ha raggiunto la strada, dove ha affidato l'infortunata all'ambulanza in attesa, poi partita in direzione dell'ospedale di Abano Terme. 
Mel (BL), 01 - 04 - 18
Durante una passeggiata con la mamma e il papà in località Cordellon, a un bimbo di 6 anni è caduto un sasso sulla testa. Scattato l'allarme passate le 14, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha individuato il luogo dell'incidente, a 980 metri di quota, grazie alle coordinate Gps fornite dai genitori e ha sbarcato in hovering medico, infermiere e tecnico di elisoccorso che hanno prestato le prime cure al bambino. Imbarcato sull'eliambulanza atterrata nelle vicinanze, il bimbo è stato poi trasportato all'ospedale di Treviso con un possibile trauma cranico.
Cortina d'Ampezzo (BL), 31 - 03 - 18
Partiti verso le 16 in direzione del Rifugio Fanes per pernottarvi, padre quarantenne e figlio di 8 anni a metà strada sono rimasti bloccati da neve e pioggia. Alle 19 il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato dal 118, una volta scattato l'allarme. Una squadra di 4 soccorritori è partita con motoslitta e quad dopo aver capito dalle indicazioni telefoniche la loro posizione. Fermati i mezzi dove non era più possibile avanzare, la squadra ha poi proseguito a piedi in Val di Fanes per una mezz'ora e ha raggiunto gli escursionisti. Riaccompagnati alla motoslitta, padre e figlio sono infine stati riportati a valle.
Borso del Grappa (TV), 26 - 03 - 18
Attorno alle 17 il 118 ha allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, in seguito alla segnalazione di un testimone, che aveva visto la vela di un parapendio sospesa tra gli alberi sopra località Cassanego. Una squadra si è portata sul posto e ha appurato che non c'era nessuno. A seguito di una verifica, i soccorritori hanno quindi saputo che il pilota, caduto tra la vegetazione verso le 14, non aveva riportato conseguenze ed era sceso autonomamente. L'allarme è quindi rientrato.
Valli del Pasubio (VI), 25 - 03 - 18
Verso le 14.30 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Schio per 4 escursionisti in difficoltà sul Pasubio, nella zona dell'Alta Val Canale. Due amici vicentini di 28 anni e due quarantenni padovani, dopo aver risalito in due momenti diversi il vajo sud si erano trovati tutti e quattro in cima, non distanti dal Rifugio Papa. Cercando assieme la via del rientro lungo il sentiero estivo, attualmente coperto dalla neve, a causa della nebbia avevano però sbagliato itinerario scendendo lungo un canale senza sbocco, fino a bloccarsi sopra un salto di roccia. Messi in contatto con i soccorritori, è stato detto loro di provare, se riuscivano, a risalire verso il Rifugio Papa. Il gruppetto ha quindi ripreso a ritroso la salita, mentre una squadra di 9 tecnici, dopo essersi avvicinata il più possibile con i mezzi, proseguiva con sci d'alpinismo e poi ramponi. Arrivati al Rifugio Papa, i soccorritori hanno incrociato i 4 escursionisti e li hanno accompagnati, in un'ora e mezza circa, al Pian delle Fugazze, da dove li hanno poi riportati ai loro mezzi.
Borca di Cadore (BL), 25 - 03 - 18
Attorno a mezzogiorno l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto in Val d'Arcia, sul Pelmo, per un infortunio. Durante la discesa con un gruppo di amici, una scialpinista di Bologna, F.N., 40 anni, era infatti caduta e si era procurata un probabile trauma alla gamba. Atterrati nelle vicinanze, tecnico di elisoccorso, medico e infermiere hanno raggiunto la donna per prestarle le prime cure. Recuperata con il verricello, la sciatrice è stata poi accompagnata all'ospedale di Belluno.
Belluno, 24 - 03 - 18
Attorno a mezzogiorno il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Belluno per uno scialpinista che si era infortunato in Nevegal. Scendendo con un amico, lo sciatore - un trentaseienne di Belluno - non distante dall'arrivo della seggiovia del Col Canil aveva messo male una gamba in un solco della neve, procurandosi un probabile trauma al ginocchio. In suo aiuto sono subito intervenuti il gestore del Rifugio La Grava e personale della Federazione sicurezza piste del Nevegal che si trovavano sul posto e lo hanno accompagnato a valle fino alla jeep dei soccorritori. Trasportato alla sua auto, lo sciatore si è allontanato coi propri mezzi.

Sono stati presentati oggi, venerdì 23 marzo alle ore 11,30 nella Sala Rossa dei Palazzi Scaligeri sede della Provincia di Verona, i dati relativi agli interventi e all'attività del 2017 e le linee programmatiche del 2018 del Soccorso alpino e speleologico del Veneto.

            Alla presentazione sono intervenuti Antonio Pastorello, presidente della Provincia, Marco Padovani, assessore del Comune di Verona, Rodolfo Selenati, presidente Soccorso alpino e speleologico del Veneto, Giovanni Busato, vicepresidente Soccorso alpino e speleologico del Veneto, Adriano Valerio del Suem 118 di Verona e Giovanni Cipolotti, direttore del Suem 118 di Pieve di Cadore.

Sono intervenuti, inoltre, i delegati e vicedelegati delle tre Zone del SASV (II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleologica).

I numeri degli interventi

            L'attività operativa svolta nel corso del 2017 dal CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) Veneto in stretta sinergia con le Centrali Operative del SUEM 118 della Regione del Veneto (Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza) si è, dunque, attestata a 846 interventi, in diminuzione di circa l’8,5% rispetto al 2016.        

            Gli interventi a carattere sanitario sono stati 821 con una diminuzione di circa l’8,8% rispetto all’anno precedente quando erano stati 901. Tra le variabili che hanno inciso sulla contrazione, anche le condizioni meteo registrate nel 2017, non sempre idonee alla frequentazione delle montagne venete.

            Per gli interventi a carattere di Protezione Civile, si è passati dai 25 del 2016 ai 18 del 2017, con una diminuzione percentuale di circa il 28%.

            Sono state 850 le persone soccorse a vario titolo dal personale CNSAS, con una diminuzione del 15,5% rispetto alla stagione 2016 (1.006 persone).

            Per quanto, invece, attiene alla diagnostica analitica degli interventi, sono state 346 persone illese tratte in salvo (in difficoltà per diverse cause o in imminente pericolo di vita), nel complesso il 10,8% in meno rispetto agli anni precedenti e il 40% del numero complessivo delle persone soccorse nel 2017. In diminuzione anche le persone ferite, 439, pari ad un –21,8% rispetto al 2016, dato in controtendenza rispetto agli anni precedenti quando invece risultava in constante aumento.

            Si segnala, inoltre, un vistoso calo degli incidenti in pista: 81 interventi nel 2017. Un dato atteso poiché la stagione invernale è stata penalizzata dall’iniziale assenza di precipitazioni, la quale peraltro ha permesso agli utenti di effettuare escursioni anche nel primo periodo del 2017, incrementando così la statistica degli interventi in ambiente non innevato.

            Vanno, quindi, ricordate le 62 persone decedute, dato in forte aumento rispetto al 2016 con un +14,8% a livello Veneto.

            Al riguardo degli esiti mortali il trend dipende in realtà da fattori piuttosto diversi che non sono sempre riconducibili a ragionamenti coerenti con la statistica. Tuttavia le attività più coinvolte risultano essere: l’escursionismo, l’alpinismo e l’attività lavorativa eseguita in ambiente ostile e impervio. Purtroppo si segnalano alcuni casi di suicidio che risultano in aumento rispetto al 2016 di circa il 12/15 %.

Le cause e le attività

            Si deve constatare come le cause ascrivibili alla mancata preparazione fisica e psicofisica rappresentino una percentuale ragguardevole. Il 13,7% dei soggetti soccorsi sono ascrivibili a cause come malori e ‘sfinimento’ vari, mentre la perdita dell’orientamento ed incapacità hanno contribuito con il 20,7% dei casi, dato in aumento rispetto al 2016 di circa il 4,8%.

            Proprio questi valori, in modo particolare la perdita di orientamento con 105 soggetti recuperati e l’incapacità con 71 soggetti, dimostrano la colpevole superficialità con la quale gli utenti si avvicinano all’ambiente ostile ed impervio.

            Si riscontra, inoltre, una leggera flessione della percentuale delle cadute, che si attesta al 32,1%. Per la ‘scivolata’, invece, si ha un leggero aumento dall’8,5% del 2016 al 9,6% del 2017.

            Per quanto riguarda le attività maggiormente coinvolte negli incidenti, l’escursionismo spicca su tutte con il 48,1% dei casi che, paragonato al 2016, risulta in crescita di circa il 20,8%. Mentre gli interventi in pista da sci hanno avuto una flessione passando dal 19,7% del 2016 al 13,8% del 2017. L’alpinismo è calato dal 10,4% del 2016 ad un 4,5% del 2017, passando dal terzo posto al sesto posto in graduatoria. Aumento corposo per le ferrate che sono passate dal 3,5% del 2016 al 5,7% del 2017 (+62,8%).

            Un valore leggermente in calo è riferito all'attività di ricerca funghi, che passa dal 2,5% nel 2016 all’1,9% nel 2017, mentre subisce un importante aumento l'attività di parapendio, che passa dai 25 casi nel 2016 ai 38 casi nel 2017 con un incremento percentuale di quasi il 52%, dato fortemente atteso per la massiccia presenza di piloti nell'area Prealpina per l'evento "Mondiali di Parapendio 2017" svoltosi nel periodo giugno/luglio 2017.

            Per quanto attiene l’attività lavoro, si riscontra una leggera flessione degli incidenti, passati da un 2,4% sul totale nel 2016 ad un 1,9% nel 2017. Tra le attività maggiormente interessate vi è l’attività di legnatico, forse a causa della saltuarietà di chi svolge tale compito, non sicuramente ascrivibile alle ditte specializzate del settore, ma al privato cittadino.

Assicurazioni e stranieri

            Su 850 persone soccorse, solo 54, pari al 6,35%, sono risultate assicurate con il CAI e/o Dolomiti Emergency o altre assicurazioni, mentre i restanti soggetti, 796, sono risultati privi di coperture assicurative. È quindi evidente la non consapevolezza dell’utilità di avere una assicurazione che copra le attività outdoor a tutto tondo. Sarà pertanto necessario per il futuro incrementare l’attività di formazione/informazione degli utenti allo scopo di diminuire i rilevanti costi sociali che gli interventi di soccorso comportano.

            Per quanto riguarda le nazionalità delle persone soccorse si evidenzia una flessione degli interventi a favore di stranieri, che sono passati dai 221 casi del 2016, ai 173 del 2017.

Ricerca e soccorso persone disperse

            Nel 2017 si sono registrati 56 eventi di ricerca, contro gli 83 del 2016. Il dato è in leggero calo ma attesta comunque la poca preparazione e la scarsa consapevolezza degli escursionisti ad affrontare l’ambiente montano in genere. Per quanto concerne le persone soccorse riferite alla ricerca, si ha un totale di 70 soggetti nel 2017, contro i 97 del 2016.

            Nella maggioranza dei casi gli eventi si sono risolti entro le 3/5 ore, tranne per alcuni casi che hanno comunque duramente impiegato la struttura in ordine alla pianificazione e alla gestione delle operazioni, considerato l'importante concorso di volontari e di mezzi aerei impiegati su terreni particolarmente ostili.

            Sono, infine, 3 dispersi non rinvenuti fino alla data odierna.

Personale e formazione

Si deve di necessità registrare il lavoro effettuato dal personale del CNSAS-SASV delle 29 Stazioni presenti in Veneto, le cui relative missioni di soccorso hanno visto l'impiego di 4.176 Volontari con una media di circa n. 5 Volontario/Intervento.

            Si segnala un costante impiego dei Volontari nell’anno 2017, pur avendo effettuato un numero di missioni in contrazione dell’8,5%, rispetto al 2016. Dato che trova la sua spiegazione nella difficoltà di intervento in aree impervie ed ostili, in tutti quei casi dove il mezzo aereo non possa effettuare la missione per condizioni ambientali e meteo sfavorevoli. Per questo motivo le squadre a terra devono essere rafforzate da un numero adeguato di soccorritori per poter eseguire gli interventi in totale sicurezza e velocità.

            Si segnala comunque un aumento degli interventi effettuati con l’uso dell’elicottero, che ha permesso di risolvere 402 interventi nel 2017, con un aumento del 3,88% rispetto al 2016.

            L’aumento degli interventi con l’elicottero è stato favorito dalla bella stagione e dalle poche giornate con scarsa visibilità. Ciò nonostante il lavoro dei Volontari è stato notevole e molto impegnativo e ha permesso di portare soccorso a ben 571 persone via terra.

 

            Nella formazione il numero degli eventi complessivamente svolti nel 2017 è pari a 1.683 e 12.957 sono state le presenze dei Volontari CNSAS-SASV. Numeri che testimoniano un’attività formativa che non ha eguali nelle organizzazioni di volontariato.

            Si può altresì affermare che nel 2017 ogni volontario ha mediamente partecipato a circa 15 ore di attività formativa-addestrativa per ogni evento reale di soccorso svolto, per un totale di circa 98.000 ore di Formazione/Addestramento.

Borso del Grappa (TV), 22 - 03 - 18
Attorno alle 13 il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato per un parapendio precipitato tra il 4° e il 6° tornante della Strada Generale Giardino che conduce a Campo Croce. Una squadra si è portata sul posto, a 530 metri di quota, dove stava operando l'elicottero di Treviso emergenza che aveva individuato la vela e stava sbarcando con un verricello il tecnico di elisoccorso. Fortunatamente il pilota, un uomo di nazionalità tedesca, era incolume ed era riuscito a scendere a terra da solo. Recuperato dall'eliambulanza poiché si trovava in un punto ripido tra la vegetazione, il pilota è stato accompagnato a valle e affidato ai soccorritori, attivati assieme a un mezzo del Suem di Crespano. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 17 - 03 - 18
Una valanga di grande dimensioni caduta sopra il Passo Falzarego con tre sciatori coinvolti. Questo è lo scenario ipotizzato questa mattina nell'esercitazione congiunta Cnsas-Sagf, che ha visto impegnati 47 tra soccorritori e unità cinofile. Nel campo operativo sono stati seppelliti manichini e personale per permettere manovre il più possibile realistiche. Dopo una prima riunione introduttiva le operazioni sono state affidate a due direttori, di Soccorso alpino e Sagf, che hanno suddiviso squadre e compiti. Primi a partire l'unità cinofila, e i soccorritori attrezzati con Recco e Artva. A seguire sondatori, spalatori e la squadra medica. Una volta individuati (tutti e tre entro i primi 17 minuti), i coinvolti sono stati estratti dalla neve e la squadra medica ha provveduto a illustrare gli aspetti sanitari. "È stata un'esercitazione rilevante dal punto di vista operativo - ha sottolineato il comandante provinciale della Guardia di finanza Gaetano Giacchi, presente col comandante della compagnia di Cortina d'Ampezzo Gabriele Agostini - frutto di un ormai consolidato lavoro di squadra. Con l'addestramento odierno ancora una volta sono stati affinati e rafforzati i rapporti tra il Cnsas e il Sagf. L'attività è stata svolta sia nell'interesse reciproco, che soprattutto della collettività. Sono stati raggiunti in modo perfetto gli obiettivi della massima efficienza, tempestività e sicurezza dei soccorritori impegnati nel teatro delle operazioni. È in programma di ripetere l'esperienza congiunta quest'estate, anche con l'ausilio della nostra sezione aerea di Bolzano".  All'esercitazione hanno preso parte anche 11 aspiranti operatori del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi che, ritrovatisi con gli istruttori regionali per la due giorni del modulo formativo neve e valanghe, hanno avuto la possibilità di partecipare all'evento, assai prossimo a un'emergenza reale. Contestualmente si sono svolte le verifiche per 7 unità cinofile da valanga, che hanno superato le periodiche prove di attitudinalità seguite da un istruttore nazionale. Coinvolte le Stazioni del Soccorso alpino di Cortina e Livinallongo e del Sagf di Cortina e Auronzo di Cadore.
Borso del Grappa (TV), 16 - 03 - 18
Alle 13 circa il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato per un parapendio caduto tra gli alberi, appena decollato dalla zona dei Tappeti sul Monte Grappa. Una squadra ha raggiunto il luogo indicato lungo la strada per Campo Croce, a 685 metri di quota, dove H.R.D, il pilota tedesco di 34 anni, era rimasto sospeso a 4 metri da terra, senza riportare fortunatamente conseguenze. I soccorritori lo hanno quindi calato al suolo, dopo essere saliti sul tronco dell'albero su cui era rimasto intrappolato tra i rami. 
Borso del Grappa (TV), 15 - 03 - 18
Attorno alle 14.30 il 118 ha allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa per un perapendio precipitato tra gli alberi sotto il decollo del Col del Puppolo, con il pilota illeso, ma sospeso tra le piante a una quindicina di metri dal suolo. Indirizzati da un amico che li stava attendendo, quattro soccorritori sono scesi 250 metri lungo il pendio, finché non hanno raggiunto la vela. Dopo essere risaliti sul tronco di un albero con tecniche di treeclimbing, hanno assicurato l'uomo, lo hanno liberato dai vincoli e calato a terra. Il pilota, M.P., 49 anni, di nazionalità polacca, è stato quindi riaccompagnato alla macchina. 
Verona, 15 - 03 - 18
Il Soccorso alpino e speleologico del Veneto illustrerà i dati relativi agli interventi e all'attività del 2017, nonché le linee programmatiche principali per il 2018, nel corso della conferenza stampa che si terrà venerdì 23 marzo, alle 11.30, a Verona, nella Sala Rossa della Provincia, in via Santa Maria Antica n.1. Saranno presenti, oltre al presidente del Sasv Rodolfo Selenati, al vicepresidente Giovanni Busato e ai delegati e vice delle tre Zone (II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleologica), il presidente della Provincia Antonio Pastorello e il direttore del Suem 118 Alberto Schonsberg. Tutto il materiale suddiviso per provincia - con i recapiti telefonici dei vertici del Sasv per eventuali approfondimenti - sarà ovviamente inoltrato a tutte le redazioni venete. Quanti delle testate non veronesi volessero presenziare sono pregati di contattarmi.
Rocca Pietore (BL), 14 - 03 - 18
Verso le 14.20 la Centrale del Suem di Pieve di Cadore è stata allertata dal 118 di Trento, a seguito della testimonianza di una persona che aveva visto cadere una valanga in pista in Marmolada e si temeva il possibile coinvolgimento di sciatori. L'elicottero, subito decollato, ha sbarcato sulla pista che scende da Punta Rocca a Malga Ciapela, a circa 2.300 metri di quota, tecnico di elisoccorso e unità cinofila da valanga, mentre si preparavano a intervenire i soccorritori di Val Pettorina, Livinallongo e Alleghe con altre unità cinofile. Con il supporto di due tecnici del Soccorso alpino, sul posto per l'assistenza piste, sono state effettuate le verifiche con Artva, Recco e i successivi sondaggi ed è stata esclusa la presenza di persone. La valanga ha interessanto la pista per una quarantina di metri. Raccomandiamo la massima prudenza in questi giorni su tutte le montagne del Veneto, dato il pericolo valanghe di grado 3, marcato. 
Paderno del Grappa (TV), 11 - 03 - 18
Alle 13.30 il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato per due giovani escursionisti in difficoltà sul Monte Grappa. I due, E.F., di Borso del Grappa (TV), e A.B., di Bassano del Grappa (VI), entrambi di 23 anni, erano partiti in mattinata per una camminata lungo il sentiero numero 153, che da San Liberale sale alle Meatte. Una volta in cima, avevano proseguito, sebbene con abbigliamento non adeguato e senza ramponi e piccozze, finché, in difficoltà, uno dei due aveva contattato il padre. Cercando di proseguire seguendo le indicazioni ricevute, però, si erano trovati in mezzo alla nebbia perdendosi ed era scattato l'allarme. I soccorritori si sono quindi divisi in tre squadre: una, assieme al padre e al fratello del ragazzo di Borso del Grappa,  è risalita dal sentiero 151, la seconda ha intrapreso il 153, la terza si è mossa con il fuoristrada arrivando alla strada del Salto delle capre e riuscendo a proseguire fino a 1.200 metri di altitudine. Lasciata la macchina, i soccorritori sono poi avanzati nella neve con gli sci d'alpinismo, sotto la pioggia e con una visibilità limitata a 30 metri. Fortunatamente i due ragazzi si trovavano in una zona con copertura telefonica e, risaliti alle coordinate Gps, la terza squadra è riuscita a geolocalizzarli nei pressi di Malga Archeson, a quota 1.470 metri, e a raggiungerli. Dopo aver daro loro indumenti di ricambio, i soccorritori li hanno guidati a ritroso sulla loro traccia. Una volta in macchina, li hanno riaccompagnati a valle. L'intervento si è concluso alle 19.
Rocca Pietore (BL) 10 - 03 - 18
Attorno alle 16 è scattato l'allarme per una valanga caduta sulla pista che scende dal Fedaia, nel tratto tra Capanna Bill a Rifugio Cianel, sotto la Marmolada. Poichè la scarsa visibilità non ha permesso l'intervento dell'elicottero, sul posto si sono portate le squadre del Soccorso alpino della Val Pettorina che hanno proceduto alla bonifica per escludere l'eventuale presenza di persone travolte, anche se non c'erano segnalazioni in merito. La valanga, una ventina di metri di fronte, ha invaso metà pista. Percorsa dai soccorritori  con unità cinofila e Artva e provveduto ai sondaggi, è stato escluso il coinvolgimento di sciatori e l'allarme è rientrato.
 
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