2018

Fregona (TV), 08 - 08 - 18
Attorno alle 16 il Soccorso alpino dell'Alpago e delle Prealpi Trevigiane sono stati allertati dalla Centrale del 118, a seguito della chiamata di un uomo che non trovava più la moglie, dopo essersi separati in Cansiglio. Rientrando da Malga Coro, in zona Pizzoc, mentre il marito la attendeva in macchina, la donna, A.B., 56 anni, di Venezia, si era allontanata per una passeggiata e si era persa. Dopo averla attesa un po', non riuscendo più a mettersi in contatto con lei, il marito aveva dato l'allarme. I soccorritori hanno quindi avviato la ricerca e fortunatamente una squadra che stava risalendo in jeep da Fregona l'ha incrociata poco prima del passo della Crosetta e la ha riaccompagnata alla macchina.
Colle Santa Lucia (BL), 08 - 08 - 18
Attorno alle 14 il 118 ha allertato il Soccorso alpino della Val Fiorentina per un infortunio lungo il sentiero che dal Rifugio Averau porta al Rifugio Fedare. Mentre scendeva con la moglie e un gruppo di altre persone, un escursionista, R.T., 59 anni, di Azzano Decimo (PN), aveva messo male il piede con la conseguente probabile distorsione della caviglia. Una squadra lo ha raggiunto in jeep e gli ha immobilizzato la gamba con un tutore, per poi accompagnarlo alla strada e affidarlo all'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo.
Borca di Cadore (BL), 08 - 08 - 18
Verso mezzogiorno il 118 è stato allertato da tre escursionisti in difficoltà sotto il Pelmo, all'altezza della Val d'Arcia. Partiti da Forcella Staulanza con l'intenzione di percorrere il sentiero numero 480, un nonno settantasettenne e i due nipoti, una ragazza di 19 anni e un ragazzo di 17, di Firenze, hanno però sbagliato itinerario, risalendo una ripida traccia tra Pelmo e Pelmetto, fino a ritrovarsi bloccati lungo il ghiaione, impossibilitati a ritornare sui loro passi. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, individuati i tre, ha sbarcato il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio che li ha assicurati per l'imbarco, avvenuto, uno alla volta, utilizzando un verricello di una quindicina di metri. Nonno e nipoti sono poi stati trasportati a Malga Fiorentina.
Val di Zoldo (BL), 08 - 08 - 18
Attorno alle 11.40 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Ferrata degli Alleghesi. Risalendo il percorso attrezzato che porta in cima al Civetta, un uomo, F.C., 60 anni, di Padova, aveva infatti riportato la sospetta lussazione di una spalla. Recuperato con un verricello di 40 metri dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, l'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Agordo.
Belluno, 07 - 08 - 18
Nel primo pomeriggio l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto in due momenti diversi nella zona del Rifugio Vandelli, in un caso atterrando direttamente in piazzola per imbarcare un escursionista, R.M., 69 anni, di Costa di Rovigo, che si era infortunato alla caviglia, e trasportarlo all'ospedale di Belluno. Nel secondo caso è volato lungo il sentiero numero 215, dove un'escursionista era stata colta da una crisi d'ansia nel tratto attrezzato, bloccata all'altezza delle scalette metalliche. La donna, D.R., 47 anni, di Foligno (PG), è stata recuperata con un verricello dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio e accompagnata all'ospedale di Cortina. Infine verso le 18 l'equipaggio ha recuperato una donna che si era persa nel bosco sopra l'abitato di Costa, a Rocca Pietore, ed era ruzzolata per una cinquantina di metri. Scivolata mentre andava in cerca di funghi, I.A., 54 anni, di Sondrio, aveva sbattuto al volto, perdendo gli occhiali, e in altre parti del corpo. Molto scossa, non riusciva a dare indicazioni precise del luogo in cui si trovava. Una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina ha iniziato a cercarla finché lei non ha risposto ai richiami. Una volta raggiunta, le sono state prestate le prime cure anche grazie all'intervento del personale medico sbarcato nelle vicinanze. Imbarellata, l'infortunata, con un possibile politrauma, è stata imbarcata con un verricello dall'eliambulanza che si è diretta all'ospedale di Treviso.
Vigo di Cadore (BL), 07 - 08 - 18
Ieri sera passate le 21 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino del Centro Cadore per una ragazza che, messo male un piede, aveva riportato la probabile distorsione di un ginocchio lungo il sentiero numero 328, in località Zergolon. La giovane, 17 anni di Imola, che faceva parte di un gruppo scout, è stata raggiunta da una squadra in jeep e accompagnata al pronto soccorso.
 
Belluno, 06 - 08 - 18
Poco prima di mezzogiorno l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulle Tre Cime di Lavaredo, sugli ultimi tiri dello Spigolo Dibona, dove due alpinisti austriaci, B.K., 58 anni, e D.K., 35 anni, erano in difficoltà poiché non trovavano l'uscita della via. I due rocciatori sono stati recuperati dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, al limite della nebbia, utilizzando un verricello e sono stati trasportati a valle. Subito dopo l'eliambulanza è volata alla base del Lagazuoi, per un'escursionista, G.G., 51 anni, di Pontremoli (MS), che era caduta procurandosi un probabile trauma al volto e alla testa. Prestatele le prime cure, l'infortunata è stata caricata a bordo e accompagnata all'ospedale di Belluno. Verso le 15 il 118 è stato allertato per una colata detritica caduta dal Rio Rudan, sotto l'Antelao, che all'altezza di Peaio aveva coinvolto un escavatore, il cui guidatore, riuscito da solo a mettersi in salvo, era stato poi portato in via precauzionale all'ospedale di Pieve di Cadore. Sul posto per un eventuale supporto agli enti preposti anche il Soccorso alpino di San Vito di Cadore, che ha verificato non ci fossero persone coinvolte e ha controllato l'eventuale formazione di dighe lungo il corso d'acqua.

Chiusaforte (UD), 06 - 08 - 18 È fuori dalla grotta, e sta arrivando l'elicottero del 118 per trasportarlo in ospedale, lo speleologo triestino vittima di un incidente nella grotta 'Frozen' in canin. Trentacinque i tecnici della VI Delegazione Speleo Veneto - Trentino Alto Adige, presenti nella squadra sanitaria, in quella disostruttori e tra i numerosi che hanno vigilato sul trasporto della barella. Senza scordare chi è rimasto a fianco dei direttori delle operazioni e quanti sono stati in stand by al campo base, pronti a intervenire in supporto alle operazioni, dato che gli imprevisti in questo tipo di interventi possono dilatare a lungo i tempi di manovra.


"Il salvataggio di S. (nome) G. (cognome) lo speleologo triestino trentatreenne infortunatosi a causa di una caduta di venti metri nella grotta in esplorazione denominata “Frozen” è definitivamente riuscito. La barella con il ferito è uscita alle 12.35 dall’ingresso collocato cento metri più in basso denominato “Turbine”, prontamente liberato dal ghiaccio dai soccorritori sabato pomeriggio. A eseguire il soccorso e la risalita dal punto in cui si trovava, a duecento metri di profondità, dodici tecnici inclusi medico e infermiere. Questi ultimi sono rimasti sempre con lui a fargli assistenza fin da sabato 4 agosto. Le operazioni sono state seguite passo a passo dall’esterno della grotta tramite collegamento telefonico con l’interno attraverso lo speciale cavo di trasmissione. E tra l’esterno della grotta e il campo base presso la caserma della Guardia di Finanza di Sella Nevea tramite collegamento radio, dato che la copertura per la rete mobile è assente in quota. Sul posto sono rimasti ad attenderlo in queste ore i familiari. Le operazioni di soccorso hanno impegnato per quasi quarantotto ore, a partire da sabato 4 agosto, tre elicotteri per il trasporto di uomini e materiali - il velivolo della Protezione Civile, quello dell’Esercito Italiano di stanza presso la base di Casarsa Ale Rigel e un elicottero dell'antincendio della Regione Veneto per il trasporto di un infermiere speleologo specializzato - novantaquattro tecnici speleologi con varie specializzazioni - come ad esempio la squadra dei disostruttori che ha allargato i punti più stretti per consentire il passaggio della barella - provenienti da tutta la regione e dal resto d’Italia e ventidue tecnici alpini, tutti del Soccorso Alpino e Speleologico Nazionale. Nonostante la giovane età il ferito, anch’egli facente parte del Corpo nazionale soccorso alpino e Sseleologico, è uno dei tecnici con più pratica ed esperienza in grotta, in particolare nelle tecniche di recupero e di soccorso: lui stesso è infermiere. In particolare nel 2014 in Baviera si è distinto assieme ad altri, come uno dei soccorritori che hanno contribuito direttamente al salvataggio del ferito dall’abisso di Riesending, in quanto primo infermiere a raggiungerlo, rimanendo per due giorni dentro la grotta che ha tenuto l’opinione pubblica di tutta Europa con il fiato sospeso. Le tecniche di soccorso in grotta del Soccorso Alpino e Speleologico italiano sono considerate tra le più valide: i punti di forza sono la leggerezza e la velocità nel condurre la barella all’esterno. Ed è proprio sulle strategie di recupero e di movimento delle squadre e sull’efficienza e il coordinamento a livello nazionale che si basano sempre i soccorsi italiani in grotta, che hanno fatto scuola persino nella lontana Cina. Fondamentale è ogni passaggio, ogni minima scelta, laddove un minimo errore di valutazione può costare ore o giorni di lavoro in più. Ora si può tirare un sospiro di sollievo e l’esplorazione di Frozen potrà proseguire apportando nuovi elementi di conoscenza dei ricchi abissi carsici del Canin".

Melania Lunazzi Addetta stampa CNSAS FVG
Cogollo del Cengio (VI), 06 - 08 - 18
Questa notte il Soccorso alpino di Arsiero è stato impegnato a ritrovare e portare in salvo una famiglia in difficoltà sul Monte Cengio. Partiti verso le 16 da casa a Cogollo del Cengio per una gita, padre madre e due ragazzini di 14 e 13 anni hanno percorso per buona parte un sentiero sul Cengio, salvo poi uscire dall'itinerario probabilmente su qualche traccia di animale. Cercando di ritrovare la via corretta, i quattro sono però finiti in un punto inacessibile, con roccette da arrampicare, finché ormai buio, senza pile né acqua, hanno contattato i carabinieri, che attorno alle 22 hanno allertato il 118 e i soccorritori. In venti, compresi tre sanitari, si sono preparati a partire. Poiché le comunicazioni erano difficili ed era impossibile risalire alle coordinate Gps dal cellulare, le squadre hanno iniziato a perlustrare la sentieristica, chiamando a gran voce. Quando è stato stabilito il primo contatto vocale, non è stato semplice risalire al luogo esatto in cui la famigliola si trovava. Fortunatamente alle 2 le squadre hanno individuato e raggiunto il gruppetto. Erano infreddoliti, ma stavano bene. I soccorrirori li hanno quindi riaccompagnati sul sentiero, camminando tre quarti d'ora circa, e da lì a casa. L'intervento si è concluso alle 3.40. 
Valli del Pasubio (VI), 05 - 08 - 18
Attorno alle 13 i proprietari di un cane caduto in un profondo fossato hanno chiesto aiuto al Soccorso alpino di Schio. Allontanatosi dai padroni, era infatti scivolato nel bosco, cadendo in una scarpata verticale, senza poter più risalire. Due soccorritori, che si trovavano al Rifugio Balasso, hanno raggiunto il luogo dove si trovava la bestiola e si sono calati per diversi metri sulla verticale. Una volta scesi, il cane si è lasciato avvicinare e si è fatto assicurare per poi risalire assieme a loro e tornare dai suoi proprietari.
Livinallongo del Col di Lana (BL), 05 - 08 - 18
Alle 15 circa una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è intervenuta lungo il sentiero numero 24 della Valparola, poiché una turista tedesca, E.M.H., 74 anni, che faceva parte di una comitiva di 13 persone, era inciampata e cadendo aveva sbattuto la testa. Raggiunta dai soccorritori, alla donna sono state prestate le prime cure. Non appena l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato in hovering nelle vicinanze, tecnico di elisoccorso e personale medico, l'escursionista è stata imbarellata e caricata a bordo, per essere trasportata all'ospedale di Bolzano.
Belluno, 05 - 08 - 19
Oggi il Soccorso alpino della Val Biois è stato allertato in due occasioni, la prima  attorno alle 11.20 per un'escursionista che si era procurata un trauma alla caviglia, tra Tabiadon e Sappade nel comune di Falcade. M.L., 71 anni, di Stra (VE), che stava passeggiando con il marito e i loro cani quando era scivolata, è stata caricata in barella e trasportata a spalla per 100 metri fino alla strada per essere affidata all'ambulanza diretta all'ospedale. Alle 13.30 circa i soccorritori hanno raggiunto località Le Buse, dove nel bosco che costeggia la pista da sci una donna si era infortunata a una gamba. I soccorritori hanno prestato le prime cure a L.M., 50 anni, di Roma, che aveva riportato una sospetta frattura, e hanno iniziato ad attrezzare le calate per portarla a valle, dal momento che non era disponibile alcuna eliambulanza, finché non è arrivato l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, che la ha recuperata con un verricello di 60 metri per trasportarla all'ospedale di Belluno. Passate da poco le 15 è scattata una ricerca a Mel. Uscita dalla propria abitazione di Marcador attorno alle 11, una donna di 57 anni non aveva più fatto ritorno e i familiari erano preoccupati potesse esserle capitato qualcosa. I soccorritori di Belluno e Feltre, assieme ai Vigili del fuoco, hanno iniziato a perlustrare i dintorni dell'abitato, finché verso le 17 una squadra non la ha rintracciata lungo una strada di Col Fassui, dove era appena stata ritrovata da un conoscente, e la ha riaccompagnata alla propria abitazione. 
Roana (VI), 05 - 08 - 18
È stato ritrovato, e sta bene, l'escursionista vicentino non rientrato ieri da una camminata verso Cima Dodici. Durante la perlustrazione mirata a verificare malghe ed edifici, a mezzogiorno una pattuglia dei carabinieri forestali lo ha individuato a Malga Meatta, abbastanza fuori via rispetto alla zona di ricerca primaria. I soccorritori lo stanno riaccompagnando al campo base. Erano presenti il Soccorso alpino di Asiago, Arsiero, Recoaro - Valdagno, Borgo Valsugana, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali. Questa mattina era intervenuto anche un elicottero dell'aeronautica per il trasporto delle squadre in quota e per sorvolare l'area.
Asiago (VI), 05 - 08 - 18
Ieri sera attorno alle 22  il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per il mancato rientro di un escursionista, V.P., 51 anni, di Isola Vicentina (VI), partito dal Rifugio Larici alle 13.20, diretto a Cima Dodici e non raggiungibile al cellulare. Le squadre sono state fuori nella notte per visionare la sentieristica. Verso le 2 l'elicottero del 118 di Trento ha sorvolato con i visori notturni il tragitto in cresta andata e ritorno. Stamattina alle 5.40 l'elicottero di Trento ha portato in quota i soccorritori sbarcandoli sul sentiero che porta a Casara Trentin e a Cima Portule, per poi ridiscendere per Bocchetta Portule e Porta Renzola. In supporto il Soccorso alpino di Padova e Recoaro - Valdagno. Portate in quota anche le squadre di Borgo Valsugana per perlustrare il versante trentino.
Fregona (TV), 04 - 08 - 18
Poco prima delle 18 la Centrale operativa di Treviso ha allertato il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane per un escursionista sfinito dalla stanchezza nella zona di Pian del Sambuc in Cansiglio. Due squadre si sono portate sul posto senza poter contare sulle coordinate del luogo in cui si trovava il giovane, L.D.L., 24 anni, di Fregona. Alle 19.20 circa i soccorritori lo hanno individuato, aiutato da alcune persone di passaggio, lungo una strada forestale di Pian dell'Erba, raggiunto in quel momento anche dai familiari. In via precauzionale, il ragazzo è stato accompagnato da una squadra al pronto soccorso di Vittorio Veneto.
 
Belluno, 04 - 08 - 18
Questa mattina attorno alle 11 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato sul primo spigolo della Tofana di Rozes, poiché un alpinista era volato sul terzo tiro della via 'Aspettando la vetta', riportando un probabile trauma alla caviglia. Recuperato, il rocciatore, 45 anni, di Ameglia (SP), è stato accompagnato all'ospedale di Belluno. Sempre in comune di Cortina d'Ampezzo, l'eliambulanza è successivamente volata ai Laghi di Fosses, lungo il sentiero numero 26, per un'escursionista tedesca, E.A.K., di 67 anni, che era scivolata non distante dal Rifugio Biella, infortunandosi alla caviglia. Recuperata, la donna è stata portata all'ospedale. L'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è stato mandato a Casera Casamatta, ad Alleghe, ed è atterrato in piazzola per andare in aiuto di un escursionista svizzero di 65 anni, che si era fatto male a un piede scivolando sul sentiero. L'uomo è stato trasportato all'ospedale di Brunico. Pronto a intervenire in supporto alle operazioni il Soccorso alpino di Alleghe. L'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore ha poi ultimato il recupero di uno scalatore volato a pochi tiri dall'uscita della via Penasa - Lise sulla Pala del Belia in Moiazza. L'uomo, secondo di una coradata di tre, cercando di attutire la caduta aveva anche lui riportato un trauma a una caviglia. Seguito dal personale del Soccorso alpino di Agordo con il binocolo in attesa che la nebbia ne permettesse l'avvicinamento, non appena si è aperto un varco il rocciatore è stato poi imbarcato dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio con un verricello di 45 metri, per essere poi portato al San Martino. Una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è invece andata incontro a una coppia di escursionisti che, colta da un'improvvisa grandinata mentre si trovava fuori dal sentiero corretto lungo il giro ad anello del Setsas, sentiero 23/24,  non se la sentiva più di proseguire sulla roccia scivolosa. Geolocalizzati e aiutati telefonicamente, i due sono poi stati raggiunti dai soccorritori che li hanno riaccompagnati al Rifugio Valparola. 
Da ultimo, l'eliambulanza di Pieve di Cadore ha individuato e imbarcato con un verricello di 10 metri due alpinisti, un uomo e una donna, che avevano sbagliato l'uscita dalla via Tridentina, sulla Tofana di Rozes.
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